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Profondità e superficie

13 Luglio 2022 Tag:, , , , , ,
Ogni tanto accade che da queste parti si vada a scavare dentro agli archivi e si propongano contenuti di qualche anno addietro, talvolta anche molti anni, per riprendere segnalazioni, constatazioni, racconti, esperienze e spunti dal passato che ci permettono di "fare il punto" sul presente e magari anticipare - ancora - tendenze future. Proprio così, ancora adesso, alcuni dei contenuti che rispolveriamo dalle nostre o da altrui "teche", a distanza di anni, talvolta molti, sono ancora all'avanguardia o peggio irraggiungibili, anche adesso. Oggi non saranno i "nostri" archivi ad essere setacciati, ma quelli del blog di un collega con il quale abbiamo condiviso molta strada sul fronte del giornalismo e più in generale della cultura digitale. Il blog si chiama "giornalismo d'altri" e il suo autore è Mario Tedeschini Lalli. Forse sarebbe meglio usare verbi al passato nel descrivere il blog e la sua attività, poichè come potrete constatare Voi stessi, il diario online  del nostro stimato collega non viene più aggiornato da alcuni anni, presumibilmente da quando, Tedeschini Lalli è andato in pensione. L'ultimo post è del 2018. Nel frattempo Mario ha scritto un libro, prezioso, del quale ci occuperemo

Viva la stampa morta e viva

29 Giugno 2022 Tag:, , , , ,
Abbiamo questa raccolta di articoli del nostro passato sui cui riflettere e poi ricominciare a pensare e poi dopo riflettere un'altra volta. Scherzi a parte, questa settimana facciamo una capatina nel nostro passato. Apriamo l'archivio di questo blog. Passato perchè risaliamo la china degli articoli fino quasi alla sua origine. Capatina perchè proveremo a prendere di fiore in fiore,  come api per il miele, il meglio di quello che in epoche lontane, addirittura, primordiali, - e grazie al grande acume e giornalismo del nostro fondatore Pino Rea - si trovava già allora sulla stampa mondiale,  di argomenti a noi cari come:  web, trasformazione digitale, nuovi modelli, stampa e giornalismo. Ad esempio a settembre del 2006 dalla Francia arrivava un contributo modernissimo -  ancora oggi - a firma Benoit Raphael  che si confrontava - già allora - con un articolo dell'Economist dove le campane a morte per il futuro "prossimo" della carta stampata rispetto al digitale stavano già suonando a distesa.  A far paura, all'epoca, c'erano soggetti come My Space, - in questo specifico caso ha vinto la carta a quanto pare - ma rimangono profetiche le parole di Raphael quando scriveva ad

Profezie spagnole

8 Giugno 2022 Tag:, , , , , , , ,
Prendiamo spunto quest’oggi da un articolo del nostro archivio del 2014. Si tratta di una riflessione, a dir poco, profetica, scritta da un grande giornalista spagnolo,  Miguel Ormaetxea.   L'articolo era stato tradotto e in parte ripreso dalla nostra redazione,   in quell'anno oramai lontano, e prospetta un mondo davvero molto simile al nostro. Ragionando sul ruolo passato e presente del giornalismo, l'esperto e illuminato collega iberico, anticipa "cose" con una precisione davvero impressionante. Andiamo  dunque  a vedere alcune di queste "anticipazioni" estraendole da quell'articolo del nostro archivio, proviamo poi a fare  il punto su quello che è  realmente successo e come sono "andate" quelle profezie,  e poi ridiamo "la linea", metaforicamente - ma anche non -   al celebre giornalista spagnolo, andando ad estrarre un paio di passaggi da altri emblematici articoli, prodotti ancora da Ormaetxea,  nelle ultime settimane, e vediamo l'effetto che fa, per dirla ancora una volta con quel geniaccio di Enzo Jannacci:      
 
 
I  giornali così come concepiti ieri non valgono più nulla: fanno un tipo di giornalismo ‘’da obitorio’’; adesso dobbiamo creare giornalismo “di domani”…la base dei nuovi prodotti è in prospettiva: : nuovi prodotti per

Il nostro nuovo lavoro

30 Marzo 2022 Tag:, , , , , ,
Partendo da un post del 2006 - 16 anni fa non zucchine - proviamo a parlare di giornalismo, di quel tipo di giornalismo che ci piacerebbe molto vedere praticato da molti nostri colleghi, per non dire, tutti; e che invece era  e rimane, anche dopo tutti questi anni, una sorta di chimera, lontana, indistinta, fuori fuoco. In quel post del 2006 gli elementi su cui riflettere c'erano già tutti, e la spinta verso nuovi orizzonti professionali era ugualmente molto evidente. Eppure nulla successe. E anche oggi non è che le cose siano poi così diverse. Ma andiamo con ordine e riandiamo con la mente per un attimo a quel lontano 2006: anno in cui in Italia veniva eletto Presidente della Repubblica l'onorevole Giorgio Napolitano. Il primo - ma oramai da quest'anno non più l'unico - Presidente rieletto per un secondo mandato nel nostro Paese. Era anche  l'anno in cui si celebravano i 250 anni della nascita di Mozart e in cui si tenevano in Italia  le Olimpiadi Invernali. A Torino. Evento di cui si ricordano in molti, anche troppi, forse, e non proprio in senso positivo. Nel mondo del giornalismo accadeva, purtroppo,  un

Generazione tik tok (prima parte)

9 Febbraio 2022 Tag:, , , , , , ,
Partendo dai tik tokers, e andando a ritroso fra instagrammers,  followers, o "semplici", web surfers; potremmo scoprire e scoprirci digitali, molto digitali. Molto più digitali di quanto noi stessi avremmo mai pensato di essere. E non ci riferiamo, solamente,  a chi è nato dentro al digitale, e quindi non conosce altra vita, altro presente, altro scenario, se non quello caratterizzato dal web e dagli strumenti mobili di utilizzo dei panorami intangibili ma aumentabili di internet. Pensiamo a tutti, giovani e vecchi, che utilizzando  strumenti, sistemi e procedure, nate e mutuate dentro a questo mondo che vive dentro e fuori dalla rete  - onlife per dirla col filosofo Luciano Floridi - trascorrono il loro presente in una dimensione a cavallo fra quella tangibile, e in parte limitata, dall'esperienza sul campo,  e quella smaterializzata ma immensamente più vasta, dei molteplici universi raggiungibili navigando online. La nostra esperienza di vita quotidiana insomma. Una vita semplificata, forse,  ma di certo non veramente più semplice. Una vita veloce, inutilmente sempre di corsa, dove stare a galla, forzatamente, è diventata la massima più importante, a scapito di qualsiasi ricerca della profondità, della complessità, di qualsivoglia stratificazione. La nostra  riflessione