scuola

I ragazzi del fare

27 Gennaio 2022 Tag:, , , , , ,
La notizia: Lorenzo Parrelli morto all’ultimo giorno di alternanza-scuola lavoro. Il commento più ricorrente: Lorenzo doveva essere tra i libri e non al lavoro.   Ad una lettura veloce non si può che essere d’accordo, lo sdegno non è mai abbastanza di fronte a una vita che si spezza a 18 anni. Eppure questa notizia è stata vittima di  superficialità, così da limitare l’analisi che la vicenda merita. La narrazione si è spostata sulla critica alla Buona Scuola di Renzi, dando la possibilità di riportare l’attenzione alla battaglia contro  il PCTO, acronimo che indica Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, la fu Alternanza Scuola-Lavoro. Ma Lorenzo non frequentava un liceo, o un istituto tecnico o un professionale di stato, lui era uno di quegli allievi che dagli addetti ai lavori, sono definiti “ragazzi del fare”, era iscritto a un 4^ anno della Iefp (Istruzione e Formazione professionale).   Lorenzo aveva scelto di ottenere una qualifica professionale nel settore metalmeccanico e poi successivamente di accrescere le competenze con il  Diploma Professionale, il 4^ appunto. Lui e la sua famiglia avevano scelto l’agenzia formativa Cnos-Fap, quella fondata da Don Bosco, con l’intento di salvaguardare i ragazzini dei quartieri poveri della Torino ottocentesca. Una idea talmente visionaria che

Supplenti e algoritmi

25 Novembre 2021 Tag:, , , , , ,
Torniamo ad occuparci di "società algoritmica".  Un argomento a noi assai caro e sul quale abbiamo speso molto tempo, sangue, sudore e lacrime. Grazie al contributo importantissimo di Michele Mezza e ai suoi studi, qui a bottega abbiamo preso ad occuparci di come gli algoritmi stiano in qualche modo "modellando" la società odierna. Lo abbiamo fatto in  tempi remoti - in senso digitale -  e certamente non sospetti. Ci abbiamo scherzato sopra -  ci proviamo sempre - con titoli ironici; abbiamo dedicato alla materia una intera edizione del nostro festival digit, abbiamo chiesto pareri a personaggi illustri e competenti e li abbiamo riportati su questo blog. Oggi torniamo ad occuparci della questione algoritmica -  che nel frattempo si è fatta sempre più evidente e pressante -  prendendo spunto da un articolo uscito sul quotidiano  "Essenziale" qualche giorno fa. Il pezzo si intitola inequivocabilmente : "L'algoritmo che lascia la scuola senza supplenti".  Vi consigliamo di leggerlo integralmente. Noi abbiamo chiesto a Maurizio Codogno,  - il Matematto - matematico, divulgatore scientifico, scienziato lui medesimo,  e scrittore illustre;  un parere tecnico sul caso in questione  e lui ci ha inviato lo scritto

Essere o non essere, digitali, oggi

26 Aprile 2020 Tag:, , , , , ,
C'è questa indagine molto interessante della McKingsey commentata da Vincenzo Cosenza sul suo blog che riguarda gli usi e i costumi delle persone durante la quarantena in casa,   per arginare il diffondersi dell'epidemia. L'analisi riguarda proprio le attività svolte online dagli italiani durante questo periodo di cattività. In qualche modo, e fra le altre cose, il documento rileva,  secondo noi, anche il nostro essere stati catapultati "volenti o nolenti" dentro un universo quasi esclusivamente digitale, nel quale, molti di noi, hanno dovuto - per ovvi motivi - inventarsi un lavoro, o meglio, un modo per proseguire ad essere efficienti, "agili", per dirla con i termini giusti, rispetto alla propria normale attività professionale. Gli studenti, quei nativi digitali,  erroneamente considerati esperti di questo mondo virtuale, hanno dovuto imparare - quasi tutti da zero e insieme ai propri insegnanti -  un modo "smart", di fare scuola a distanza, per non parlare di tutti gli altri mondi e modi di "fare ed essere", che abbiamo dovuto re-imparare a gestire dentro le nostre casette, e attraverso i nostri device: telefoni, tablet o computer; rigorosamente da remoto. L'essere connessi, quello che ci piaceva fare e

Il Paese è fermo

16 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
Ma tutto si muove, tutto continua a spostarsi, sotto la superficiale apparenza di un blocco quasi totale, dovuto alle contromisure messe in campo per contrastare il diffondersi dell’epidemia, tutto scorre per dirla con gli antichi: “Panta rei”. Siamo dentro un colossale ingorgo, un serpentone infinito di persone, e auto, e paesi, e città e regioni e ancora Stati interi, bloccati, dentro una casa, non un auto forse, ma di sicuro dentro un mega-ingorgo. Un ingorgo descritto in modo formidabile dai grandi Dalla e Roversi in un brano che si intitola proprio così. E che Vi proponiamo di seguito da leggere e da ascoltare:  
      Mettere in marcia il motore, avanzare tre metri, staccare, fermarsi a guardare e a parlare, alla fine spegnere il motore Tre suore giovani nella 2 cavalli, un ragazzotto dentro la Dauphine, c’è un uomo bianco nella Caravelle,  altro uomo e donna in una Peugeot Dietro alla 2 cavalli c’è una Volkswagen con dentro una ragazza e un soldato certamente sposati da poco, hanno le spalle bruciate dal fuoco Centomila auto imbottigliate nella corsia nord e sud verso Parigi da dodici ore nessuno si muove Passa il giorno e arriva la sera passa la

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile

8 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
Joseph Pulitzer nacque in Ungheria nell'aprile del 1847. All’età di sedici anni, emigrò negli Stati Uniti: solo, senza amici, denaro, e senza sapere l'inglese. Si arruolò subito in cavalleria a New York per combattere nella guerra di secessione americana. Al termine del conflitto, Pulitzer divenne reporter del Westliche Post. In meno di dieci anni ne diventò direttore e co-proprietario.  Nel 1883 si trasferì a New York, dove comprò il New York World. Il  quotidiano tirava meno di 12.000 copie al giorno ed era sull'orlo della bancarotta. In quattro anni di duro lavoro: il "World" raggiunse una tiratura di 200.000 copie al giorno, e un posto in prima fila nella stampa americana. Purtroppo per la salute di Joseph Pulitzer furono anni disastrosi.  Dovette lasciare New York, con i nervi a pezzi, e la consapevolezza che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventato completamente cieco. Nonostante la grande fortuna, anche economica, le sue condizioni di salute precarie lo costrinsero a ritirarsi molto presto dalla vita attiva e trascorrere lunghi anni, appartato, e assistito,  sul suo yacht, dove morì nel 1911, nella rada di Charleston nella Carolina del Sud.       Pulitzer, oltre al suo acume affaristico, è