Cremolino, il weekend slow da scoprire nell’Alto Monferrato

Cremolino, piccolo borgo dell’Alto Monferrato in provincia di Alessandria, nella primavera 2026 si candida a meta ideale per un weekend lento tra castello, vigneti, noccioleti e cucina di confine.

Cremolino borgo da visitare

È a meno di due ore d’auto da Milano e Torino, abbastanza vicino per partire senza troppi piani, abbastanza appartato per sentirsi fuori giro. A Cremolino, tra le valli dell’Orba e della Bormida, il viaggio comincia spesso in salita: pochi minuti a piedi, scarpe comode, il selciato sotto i passi e il profilo del Castello Malaspina che spunta sopra le case.

Cremolino, dove il castello guarda l’Alto Monferrato

A Cremolino il tempo non si ferma. Semplicemente rallenta. Lo si capisce entrando nel centro storico, tra muri in pietra, strade strette, case addossate e corti silenziose. Il paese, nell’Ovadese, conserva un impianto medievale raccolto e scorci improvvisi sulle colline. Il Castello Malaspina, costruito verso la fine del Duecento, domina l’abitato con mura compatte e un ponte levatoio ancora riconoscibile. Gli interni non si visitano, ma la salita ripaga con il panorama.

Nelle giornate limpide, raccontano gli operatori locali, lo sguardo arriva fino al Monviso. Più in basso, la chiesa di Nostra Signora del Carmine resta uno dei punti di riferimento del borgo, soprattutto durante feste e ricorrenze. Una visita breve, certo. Ma da fare senza fretta.

A piedi tra vigneti, erbe e sapori di confine

Per capire davvero questo pezzo di Alto Monferrato conviene lasciare l’auto e mettersi in cammino. Filari, boschi, strade bianche: il paesaggio cambia passo dopo passo, dai vigneti di Dolcetto d’Ovada ai noccioleti. Quando arriva il vento Marin dalla Liguria, nell’aria si sente un odore leggero di sale, erba secca e lavanda. Lungo i sentieri crescono borragine, ortica, timo, maggiorana e rosmarino, erbe che un tempo finivano nei minestroni, negli infusi e nelle ricette di casa.

Cremolino, il weekend slow da scoprire nell’Alto Monferrato

A Nordelaia, relais ricavato da una cascina storica in via Piazze, la garden curator Giulia Marchi segue orti e aromatiche per la cucina del ristorante LORTO. “Qui il territorio chiede tempo, non effetti speciali”, raccontano in paese. A tavola la stessa idea torna nei piatti: agnolotti monferrini, ravioli alle erbe, salumi, formaggi caprini, ma anche acciughe e pinoli, memoria delle antiche Vie del Sale che univano l’entroterra ai porti liguri.

Cascine, botteghe e chi ha scelto di restare

Intorno a Cremolino non c’è solo un bel paesaggio. C’è una rete di piccoli produttori, persone che hanno scelto di restare o di arrivare qui dopo altre strade. A Montaldeo, Samuele e Lisa Bruni lavorano nell’azienda biologica BioBruni – Cascina La Comuna, dove producono burro, formaggi e kefir con latte di capra. “Siamo tornati per costruire qualcosa che avesse radici”, hanno spiegato a chi passa in cascina per una visita o un acquisto.

Poco distante, tra Ovada, Lerma e Ponzone, le botteghe raccontano un’altra faccia del territorio: la Macelleria Salumeria Primo a Lerma per i salumi artigianali, la Macelleria B&C a Ovada per la Fassona, le cantine del Dolcetto e la storica Distilleria Gualco di Silvano d’Orba, attiva dal 1870 nella produzione di grappe.

Tra le storie più particolari c’è la Cremolina, crema spalmabile con nocciole, cacao e zucchero di canna, nata dalla collaborazione tra aziende agricole e cooperative sociali. Dietro i vasetti ci sono anche percorsi di inclusione per ragazzi con disabilità: qui lo raccontano senza retorica, con un orgoglio sobrio.

Weekend a Cremolino: come arrivare, cosa fare, dove mangiare

Per arrivare a Cremolino in auto l’uscita più comoda è Ovada, sull’A26. Da lì si sale tra colline e vigneti. In treno, invece, la stazione di riferimento è Ovada, collegata con Genova, Torino e Milano; l’ultimo tratto va fatto in taxi o in auto. Un itinerario semplice può partire il sabato pomeriggio, con una passeggiata nel centro storico e la salita al Castello Malaspina. Poi cena da Mirepuà, in via Umberto I, dove la cucina piemontese guarda anche alla Liguria, oppure da LORTO at Nordelaia, per una proposta più contemporanea.

La domenica può cominciare con un trekking leggero verso il Castello di Grillano, tra vigneti e noccioleti, continuare con una visita a BioBruni e chiudersi tra Lerma e Ponzone, lungo il tracciato dell’antica Via del Sale. I prezzi medi indicati dagli operatori variano: circa 45 euro a persona, bevande escluse, per diversi ristoranti di territorio. Per dormire si va dagli agriturismi, con doppie da circa 80-130 euro, a relais come Nordelaia, dove le tariffe salgono. Il periodo migliore? Primavera per le erbe spontanee, autunno per vendemmia, tartufi e foliage. Ma anche d’inverno Cremolino ha il suo passo: presepi nei vicoli, silenzio, colline fredde. E poco rumore intorno.

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Autore: Francesca Testa

Classe 1988, laureata in lettere con specialistica in informazione e sistemi editoriali. Dopo oltre 10 anni di impegno come caporedattrice di CheDonna.it, passa a dirigere ciaostyle (testata dedicata al mondo della moda) e poi diverse testate del gruppo Velvet e, infine, DailyBest.it. Nel mezzo tanto studio, una passione incrollabile per tutto ciò che ruota attorno all’universo femminile e a quello dell’informazione in generale.

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