Controlla il tuo 730: se c’è questo dettaglio ti spetta un Bonus da 1.000€
Chi nel 2025 ha percepito anche solo per alcuni mesi la NASpI potrebbe ritrovarsi con un rimborso fiscale inatteso nel modello 730, senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione dall’INPS.
In queste settimane sempre più CAF e consulenti stanno invitando i contribuenti a controllare con attenzione la propria Certificazione Unica, perché esiste un meccanismo fiscale collegato al cosiddetto taglio del cuneo fiscale che può trasformarsi in un recupero economico importante direttamente con la dichiarazione dei redditi.
Molti pensano che questi benefici riguardino soltanto chi ha una busta paga tradizionale. In realtà non è così. Anche la NASpI, dal punto di vista fiscale, viene considerata un reddito assimilato al lavoro dipendente. Questo significa che alcune agevolazioni IRPEF possono spettare anche a chi è rimasto senza lavoro per una parte dell’anno.
Il punto che sta creando più confusione riguarda il fatto che l’INPS non sempre applica automaticamente il beneficio durante l’erogazione della disoccupazione.
In pratica, molti percettori della NASpI nel 2025 potrebbero aver pagato più tasse del dovuto senza accorgersene. Solo con il modello 730 del 2026 emerge l’eventuale credito fiscale recuperabile.
Secondo le indicazioni riportate da diversi approfondimenti fiscali pubblicati negli ultimi giorni, il recupero può arrivare fino a circa 1.000 euro, anche se l’importo reale cambia in base al reddito complessivo annuale e ai mesi effettivi di disoccupazione.
La situazione riguarda soprattutto chi:
ha alternato periodi di lavoro e NASpI;
ha avuto contratti brevi o stagionali;
non ha ricevuto il trattamento integrativo mese per mese;
ha avuto più Certificazioni Uniche nel corso dell’anno.
In molti casi il contribuente scopre tutto soltanto durante la compilazione della dichiarazione dei redditi.
Come capire se il rimborso spetta davvero
Uno degli elementi più importanti da controllare è la CU INPS 2026, cioè la Certificazione Unica relativa alla NASpI percepita nel 2025.
Gli esperti consigliano di verificare in particolare le sezioni dedicate al trattamento integrativo e alle detrazioni già applicate. Se il beneficio non è stato riconosciuto durante l’anno, il sistema può ricalcolarlo automaticamente nel 730.
Le fasce di reddito diventano decisive. Per alcuni contribuenti il trattamento integrativo può arrivare fino a 1.200 euro teorici annui, ma nella pratica la cifra cambia in base alla situazione personale e fiscale.
Chi non ha un datore di lavoro attivo può comunque ottenere il rimborso presentando il 730 senza sostituto d’imposta, indicando direttamente il proprio IBAN all’Agenzia delle Entrate. In quel caso il pagamento arriva con tempi più lunghi, generalmente entro la fine dell’anno.
Perché tanti rischiano di perderlo(www.lsdi.it)
Il problema è che molte persone non sanno nemmeno di avere diritto a questo recupero fiscale.
Quando si percepisce la disoccupazione NASpI, spesso si pensa che l’INPS abbia già effettuato tutti i conteggi corretti. In realtà il sistema fiscale italiano funziona attraverso conguagli e ricalcoli che emergono soltanto con la dichiarazione dei redditi.
Chi non presenta il 730 oppure utilizza il precompilato senza controllare bene i dati rischia quindi di lasciare indietro somme che possono fare la differenza, soprattutto in un periodo in cui molte famiglie stanno affrontando spese sempre più pesanti tra affitti, bollette e costi quotidiani.
Ed è proprio questo l’aspetto che sta attirando l’attenzione di molti contribuenti: scoprire che un periodo di disoccupazione vissuto nel 2025 potrebbe trasformarsi mesi dopo in un rimborso inatteso che nessuno aveva realmente spiegato fino in fondo.