Il Piano di Azione per la Sostenibilità chiesto da FEE Italia ai comuni candidati alla Bandiera Blu 2026 è stato presentato e valutato a Roma insieme all’assegnazione del riconoscimento alle località balneari e lacustri. Serve a misurare meglio, e in modo più concreto, gli impegni ambientali delle amministrazioni nel triennio 2025-2027.
Non basta più avere il mare pulito. La Bandiera Blu resta legata alla qualità delle acque, controllata dalle Arpa regionali negli ultimi quattro anni, ma oggi guarda anche a come i territori programmano interventi su mobilità, clima, biodiversità, servizi e gestione urbana.
Cinque obiettivi per la Bandiera Blu 2026: cosa devono fare i comuni
Il Piano di Azione per la Sostenibilità 2025-2027 è il documento con cui i comuni che puntano alla Bandiera Blu indicano cosa hanno già avviato e cosa intendono realizzare per migliorare la gestione del territorio.
La richiesta, introdotta dalla Foundation for Environmental Education, riguarda le amministrazioni coinvolte nel percorso di certificazione e si muove dentro il quadro dell’Agenda 2030 e delle linee europee su ambiente e adattamento climatico. I macro-obiettivi fissati per il triennio sono cinque: mobilità sostenibile, città e comunità sostenibili, tutela della biodiversità terrestre, protezione degli ecosistemi marini e lotta al cambiamento climatico. Non una pratica da compilare e allegare alla candidatura, almeno nelle intenzioni della FEE. Il piano deve dire che cosa fa davvero un comune: piste ciclabili, aree pedonali, depurazione, raccolta dei rifiuti, accessibilità delle spiagge, educazione ambientale nelle scuole, iniziative per residenti e turisti.
La Bandiera Blu 2026 è stata assegnata a 257 località costiere, 11 in più rispetto al 2025, con 14 nuove entrate e tre comuni non confermati. A queste si aggiungono 87 approdi turistici e 525 spiagge premiate. Numeri che spiegano perché il piano sia diventato un passaggio centrale: più località entrano nel circuito, più serve un criterio chiaro per distinguere chi investe con continuità da chi si limita a qualche intervento stagionale.
Dal 81% al 94%: l’impegno dei comuni cresce in un anno
Secondo i dati diffusi dalla FEE Italia, i comuni Bandiera Blu che nel 2025 avevano lavorato su tutti e cinque i macro-obiettivi erano l’81%. Nel 2026 la quota è salita al 94%. Un aumento netto, in appena un anno, che mostra una maggiore familiarità delle amministrazioni con il metodo richiesto. Meno dichiarazioni generiche, più programmi. Almeno sulla carta. Claudio Mazza, presidente della FEE Italia, ha spiegato che i piani stanno diventando “strumenti sempre più concreti di programmazione e governance territoriale”. Tradotto: i comuni vengono spinti a mettere in fila priorità, tempi e responsabilità. “Più impegni, più progettualità, più qualità, più struttura e più metodo”, ha aggiunto Mazza commentando il passaggio dall’81% al 94%. La crescita riguarda località molto diverse tra loro.
Ci sono grandi destinazioni balneari, come Rimini, e comuni più piccoli, dove una nuova area verde o un intervento sulla rete fognaria possono cambiare davvero la vivibilità nei mesi estivi. Nel 2026 la Liguria resta in testa con 35 località premiate, mentre la Calabria registra quattro nuovi ingressi e sale nel gruppo di vertice. Dietro il riconoscimento, però, conta sempre di più la continuità amministrativa: manutenzione, controlli, servizi, bilanci. Cose meno visibili di una spiaggia piena a luglio, ma decisive.
Spiagge più accessibili, meno traffico: la sfida della mobilità sostenibile
Uno dei capitoli più delicati del Piano di Azione per la Sostenibilità riguarda la mobilità sostenibile, soprattutto nei comuni che in estate vedono crescere di colpo presenze, traffico e pressione sui servizi. Navette per le spiagge, parcheggi di interscambio, percorsi ciclabili, zone a traffico limitato e collegamenti con le stazioni non sono più dettagli secondari. Entrano nella valutazione complessiva della destinazione. La questione climatica rende tutto più urgente. Le località costiere devono fare i conti con erosione, ondate di calore, temporali violenti e consumo idrico nei mesi di maggiore afflusso. Per questo il piano triennale chiede misure di adattamento al cambiamento climatico, non solo campagne informative. Un lungomare con più ombra, una rete di raccolta delle acque più efficiente, spiagge raggiungibili senza auto: interventi magari piccoli, ma con effetti concreti nella vita di tutti i giorni.
Nel dossier della FEE rientrano anche criteri già noti della Bandiera Blu, come il funzionamento degli impianti di depurazione, la percentuale di allacci fognari, la raccolta differenziata e la sicurezza degli arenili. La qualità dell’acqua resta il requisito di base, valutato attraverso le analisi delle agenzie regionali per l’ambiente. Ma attorno a quel dato, oggi, si costruisce un giudizio più largo: quanto una destinazione riesce a reggere la pressione turistica senza scaricarne tutto il peso sul territorio.
Biodiversità ed ecosistemi marini: le nuove priorità delle coste
Nel nuovo corso della Bandiera Blu, la tutela della biodiversità e degli ecosistemi marini non è un capitolo di contorno. Le amministrazioni devono indicare azioni concrete per proteggere dune, fondali, aree verdi, habitat costieri e specie locali. In molte destinazioni significa ridurre l’impatto degli accessi, pulire le spiagge senza danneggiare gli ambienti naturali, spiegare ai bagnanti quali comportamenti adottare. Il tema riguarda anche i laghi.
Nel 2026 i comuni lacustri premiati salgono a 23, con Limone sul Garda tra le novità. Qui la sostenibilità prende forme diverse rispetto alle località marine: qualità delle acque interne, gestione dei flussi nei centri storici, collegamenti dolci, equilibrio tra turismo e residenti. Stesso marchio, problemi non identici. La FEE ha inoltre rafforzato il legame tra Bandiera Blu e Green Key, il programma internazionale dedicato a hotel, campeggi, B&B e ristoranti che rispettano criteri ambientali su energia, acqua, rifiuti e coinvolgimento degli ospiti. L’obiettivo è collegare la qualità delle destinazioni alla responsabilità delle strutture ricettive. Per i comuni premiati, il messaggio è chiaro: il riconoscimento non si esaurisce nell’alzabandiera di inizio stagione. Va mantenuto, dimostrato e aggiornato, anno dopo anno.
