Se l’aereo lascia spazio al treno: l’impatto dei tagli sulle rotte interne e sull’alta velocità

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Ryanair e altri vettori europei stanno preparando, tra Dublino, Bruxelles e le principali basi aeroportuali del continente, piani di emergenza sui voli per far fronte a una possibile carenza di cherosene aeronautico. A pesare sono la lunga chiusura dello Stretto di Hormuz e il rincaro del carburante.

Le prime ipotesi guardano alle rotte domestiche sostituibili dall’alta velocità ferroviaria. Per l’Italia non sarebbe solo una questione di qualche volo cancellato a metà giornata: in gioco c’è l’equilibrio tra aerei, treni, aeroporti regionali e passeggeri che, a giugno, potrebbero essere costretti a cambiare programma in fretta. Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha detto al Corriere della Sera che “al momento non c’è nulla di concreto”. Ma ha anche ammesso che, con Hormuz ancora chiuso, il tema delle forniture diventa “settimana dopo settimana” più serio.

Rotte domestiche e alta velocità: le tratte italiane più esposte

Se le compagnie dovessero davvero tagliare i voli, le prime tratte a finire sotto esame sarebbero quelle interne dove il treno è già una vera alternativa: Roma-Milano, Roma-Napoli, Milano-Bologna, Torino-Milano-Roma e, in parte, i collegamenti tra il Nord e Firenze o Venezia. Sono linee sulle quali l’alta velocità ha già cambiato le abitudini di molti viaggiatori, soprattutto di chi si muove per lavoro e preferisce arrivare in centro senza passare da controlli, imbarchi e trasferimenti da e per l’aeroporto.

Rotte aeree, i rischi in Italia – Lsdi.it

O’Leary lo ha detto chiaramente: in caso di tagli, le compagnie guarderebbero alle rotte domestiche “dove esiste un’alternativa, come i treni, meglio se ad alta velocità”. Poche parole, ma il segnale è forte. Il criterio, però, non sarebbe solo legato alla distanza. Secondo quanto riferito da manager del settore al quotidiano, i vettori partirebbero dai voli meno redditizi, dagli orari centrali della giornata e dai giorni in cui la domanda è più debole: martedì, mercoledì e sabato.

Le fasce del mattino e del tardo pomeriggio sarebbero invece difese, perché servono i passeggeri business e garantiscono aerei più pieni. In Italia questo potrebbe voler dire meno frequenze su alcune tratte già coperte da Frecciarossa o Italo, con maggiore attenzione invece ai collegamenti verso le isole. Sardegna e Sicilia restano un caso a parte. “I voli verso le isole verrebbero protetti”, hanno spiegato fonti del settore, perché il mare non offre certo gli stessi tempi del treno.

Alta velocità sotto pressione: posti, prezzi e nodi logistici

Lo spostamento di una parte dei passeggeri dall’aereo al treno ad alta velocità aprirebbe subito un altro fronte: la tenuta della rete ferroviaria, soprattutto nei giorni più affollati e sulle direttrici già sature. Tra Milano Centrale, Roma Termini, Napoli Centrale e Bologna Centrale, nelle fasce più richieste i posti non sono infiniti. E assorbire centinaia, se non migliaia, di viaggiatori con pochi giorni di preavviso non è una semplice questione di vendita dei biglietti.

Servono treni, tracce orarie, personale, manutenzione. E binari liberi. Basta guardare i tabelloni di Termini alle 7.30 di una mattina qualsiasi per capire quanto sia ridotto il margine. Poi c’è il nodo dei prezzi dei biglietti ferroviari.

Se i tagli ai voli arrivassero a ridosso dell’estate, la domanda sui treni potrebbe aumentare proprio quando molte tariffe convenienti sono già finite. Per famiglie e lavoratori il rischio è semplice: sostituire un volo low cost con un biglietto ferroviario comprato all’ultimo momento, spesso molto più caro. Le compagnie aeree dovrebbero occuparsi di riprotezioni e rimborsi, ma per i passeggeri il disagio resterebbe concreto: coincidenze saltate, hotel da cambiare, appuntamenti da spostare. Piccoli problemi, finché non arrivano tutti insieme.

A Bruxelles, intanto, il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha detto in commissione Trasporti che “al momento non ci sono prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei”, pur definendo la situazione “critica” e chiedendo agli Stati membri di prepararsi a ogni scenario. Per ora, dunque, non ci sono cancellazioni annunciate su larga scala. Ma le bozze dei piani indicano una rotta precisa: se il carburante dovesse scarseggiare, l’aereo arretrerebbe prima dove il treno può reggere il colpo. O almeno provarci.

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