Il diritto rende il web un posto migliore

bianchiIl tema dei diritti nell’ Internet è in questo periodo quanto mai attuale: pensiamo alla questione del diritto all’ oblio-Google e alla consultazione pubblica sulla bozza di “Dichiarazione dei diritti in Internet”. Si tratta di posizioni giuridiche di levatura costituzionale al pari del diritto alla libertà di espressione, del diritto all’ informazione, del diritto d’ impresa e così via.
 
Vivere di Internet e vivere nell’ Internet significa amare le nostre piazze digitali, i nostri ritrovi social, i nostri lavori digitali. Un mondo senza regole è un mondo di sopraffazioni e di padroni. Un mondo in cui il film di Florian Henckel von Donnersmarck “Le vite degli altri” diventa realtà quotidiana.

 

Da netizen alle prime armi a cittadini digitali abbiamo imparato che nella Rete free non vuol mai dire gratuito; abbiamo imparato che il nostro profilo sui social network non è veramente nostro; abbiamo imparato che open data spesso fa rima con Big Data e che il caso Snowden trova radici proprio nelle nuvole informatiche.
 
Il diritto può aiutarci a sviluppare un uso più consapevole dell’ Internet; un uso più democratico. Introdurre il tema della responsabilità nell’ambiente digitale significa riequilibrare le posizioni; ridare potere ai deboli; limitare il digital divide informatico e giuridico tra le grandi piattaforme elettroniche e i loro utenti.
Questo e’ lo spirito di “Difendersi da Internet”, monografia di Deborah Bianchi che uscirà in edicola il 17 dicembre con Il Sole 24 Ore.

 

La monografia cerca di ripercorrere i casi della giurisprudenza con un taglio pratico rimanendo fedele al principio di bilanciamento degli interessi in gioco tanto caro alle Corti UE. Ogni caso e’ a se stante. Non si può generalizzare in principi standard come vorrebbe Google per il diritto all’oblio. Pensiamo che il Gruppo dei Garanti Privacy UE sta lavorando alle linee guida in materia di diritto all’oblio e che uno dei principi fondamentali e’ proprio l’analisi caso per caso.
Il libro contiene tutto un capitolo dedicato al rapporto tra identità digitale, motori di ricerca e stampa telematica che letto al contrario si trasforma in un valente strumento di tutela per la testata telematica. Altri spunti interessanti si colgono nel capitolo sulla P.A. digitale in merito ai Big Data e al cloud computing. E si scoprono e vengono analizzate le clausole di salvaguardia in un contratto di servizi cloud.
 
Si analizza la bozza di Regolamento UE sulla Data Protection che rivendica fortemente un diritto dell’Europa sui propri cittadini che altrimenti nel web diventano sudditi delle piattaforme digitali di altri Paesi e soprattutto delle grandi Net Companies.
 
Si toccano i temi del cyberbullismo e del cyberstalking, della diffamazione nei social network e nel giornale on line.
 
L’avv. Deborah Bianchi esercita in Firenze e Pistoia. Avvocato specializzato in diritto dell’Internet con Master Università di Padova in “Diritto della Rete” edizione 2006. La sua esperienza si focalizza nel settore del risarcimento danni nell’Internet: danno alla persona, danno all’impresa, gestione del rischio sinistro-privacy nella sanità elettronica. Si occupa di contratti on line e di redazione di privacy policy aziendali nonché del contenzioso sui controlli difensivi del datore di lavoro.