Caso Snowden/NSA, la Germania offre asilo ai whistleblower del mondo?

| 27 gennaio 2014 | Tag:,

Demonstrators Protest NSA SurveillanceMentre i media maistream (e i governi) di mezzo mondo annaspano nei mille risvolti del caso Snowden, quest’ ultimo si è nuovamente riaffacciato in pubblico. 
 
Stavolta tramite una fresca intervista, filmata in una località top secret a Mosca, per la TV tedesca Ard.
 
Confermando per l’ennesima volta di aver passato tutti i documenti segreti in suo possesso a qualificati giornalisti – ai quali spetta quindi decidere se, cosa e quando diffondere – l'artefice del Datagate ha spiegato con chiarezza che le intercettazioni della National Security Agency(Nsa) riguardavano anche lo spionaggio industriale a favore delle aziende statunitensi.
 
Aggiungendo di temere seriamente per la sua vita, come anticipato nei giorni scorsi da BuzzFeed.

 
 

“Se per esempio circolano informazioni sulla Siemens, che è un interesse nazionale, ma che non ha nulla a che fare con la sicurezza nazionale, la Nsa usa queste informazioni” ha detto Snowden durante l’intervista. “Ci sono funzionari del governo che hanno detto che vorrebbero spararmi una pallottola in testa o avvelenarmi all’ uscita del supermercato, per poi vedermi morire sotto la doccia”.

 

Intanto nel corso della conferenza “As Darkness Falls” sui temi della sicurezza e del controllo nell’era digitale, svoltasi nel weekend a Berlino, molti si sono chiesti se non sia il caso che il governo tedesco intervenga concretamente a suo sostegno. Dal palco Bruce Sterling ha sintetizzato così il punto:

 

“Il fallimento della Nsa va visto come un’opportunità. Cosa sta facendo la Germania con quest’opportunità di guidare il mondo nel campo della sicurezza dei dati, del software libero e della crittografia?  Perché Merkel non offre asilo ai whistleblower del mondo?”

 

Mentre l’intera vicenda rimane più fluida che mai, per il target italiano torna assai utile l’ebook curato da Fabio Chiusi e appena diffuso da Valigia Blu con licenza CC: Grazie Mr. Snowden: assai dettagliato e documentato, il testo conferma l’urgenza di certe questioni anche nella periferia italica. Portare in primo piano i molti risvolti della sicurezza e del controllo digitale non può che far bene a tutti – giornalisti, netizen e soprattutto cittadini comuni. Lo ribadisce la conclusione dell’introduzione all’ebook dello stesso autore:

 

Ciò che va ridisegnato non è solo l’equilibrio tra sicurezza e libertà –  compito già di per sé arduo. È anche l’economia basata sui nostri dati, che produce al contempo pubblicità personalizzate (Amazon che ci consiglia proprio il libro che ci interessa, per esempio) e sorveglianza di massa. Due lati di una stessa medaglia, per una moneta che ha accontentato tutti: i consumatori, che fruiscono di servizi gratuiti e focalizzati proprio su ciascuno di loro; le aziende, che ne ricavano copiosi introiti; i governi, che possono controllare i loro cittadini, sempre. Ma si è scoperto nel dettaglio, anche e soprattutto grazie al Datagate, quanto entrambi i lati costringano al pensiero spiacevole che la vera cifra della nostra epoca non sia la liberazione tramite la tecnologia, ma un punto di equilibrio retto su una servitù volontaria e in molti casi inconsapevole dei cittadini nei confronti dei loro nuovi sovrani digitali“.

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