Il ‘’mobile’’, ultima grande occasione per i media locali

| 5 gennaio 2014 | Tag:, ,

Mobile

Per iIl 30 % degli americani i media su mobile sono i mezzi  di informazione preferiti; l’ utilizzo dei dispositivi mobili nel 2014 raddoppierà toccando il 30% del traffico Internet mondiale; il volume della pubblicità mobile triplicherà nel 2017 arrivando a 20,7 miliardi dollari, rispetto ai 7 miliardi dollari nel 2013.

E la metà della spesa pubblicitaria andrà ai media locali, generando 10,8 miliardi dollari di ricavi nel 2017 contro i  2,9 miliardi dollari nel 2013.

 

 

Sono alcuni dei dati utilizzati da Alan Mutter sul suo Reflection of a Newsosaur  per dare una sorta di ‘’sveglia’’ ai media locali.

Dopo la debacle provocata dal modo confuso e inefficace di affrontare l’ arrivo del digitale, dice Mutter, la ‘’rivoluzione’’ del mobile può rappresentare la possibilità di rifarsi. Se non verrà colta probabilmente non ci sarà una terza chance.
Il passaggio massiccio al mobile computing rappresenta secondo Mutter  una rivoluzione delle comunicazioni comparabile all’ arrivo della stessa internet. Il rapidissimo passaggio dal desktop al mobile sta cambiando tutto, dalle comunicazioni interpersonali al consumo di notizie e al commercio.

 

Per i giornali e le emittenti locali che cercano di riconquistare una parte di ricavi che hanno perso quando in modo brutale si sono precipitati nell’ editoria digitale negli anni ’90, il passaggio al mobile computing rappresenta  una rara  occasione per rifarsi.

 

Perché l’ universo mobile è in gran parte un work in progress – dice Mutter – e c’ è quindi abbastanza tempo per i vecchi media per creare dei prodotti nuovi che piacciano ai consumatori e attirino pubblicità, abbonamenti e ricavi.

 

I media locali – aggiunge – hanno due vantaggi nel cavalcare  il mobile:

1 . Nessuno insidia il loro potere di testate sul mercato locale, la loro capacità di creazione di contenuti, i loro staff pubblicitari e la loro capacità di commercializzare nuovi prodotti attraverso gli strumenti esistenti.

2. Grazie all’ esperienza negativa  accumulata per le loro inefficaci risposte alla nascita di Internet , editori e broadcaster conoscono il dolore di muoversi goffamente all’ interno di un nuovo paradigma di business senza una profonda comprensione delle dinamiche del mercato o di un piano strategico in grado di capitalizzare le opportunità e difendersi dalle minacce.

 

Per prevenire che la storia si ripeta – dice mutter -,  ecco quello che tutti devono sapere di questa nuova piattaforma tecnologica così dirompente e compulsiva:

 

–          Attualmente  gli smartphone sono nelle mani di due terzi degli utenti di telefonia mobile negli Stati Uniti e i tablet sono in un terzo delle case americane, secondo le ultime ricerche , rispettivamente , idel Nielsen marketing e del Pew Research Center .
–          Il 79 % dei 181 milioni di americani che possiedono uno smartphone lo usano per almeno 15 minuti quando si svegliano la mattina, secondo un sondaggio condotto lo scorso anno da IDC . Ed ecco cosa fanno: il 78 % controlla le  email,  il 73 % naviga sul Web , il 70% va su Facebook , il 64% cerca indicazioni stradali, il 60% va sui videogame, il 57% cerca informazioni , il 44% legge  notizie di attualità o sportive, il 43% chatta e/o scrive messaggi  e il 37% fa o vede video .

– Tutto questo, osserva Mutter, ha letteralmente scardinato il consumo delle notizie. Confrontando le fonti di informazioni più usate dagli americani, Pew ha rilevato che la scelta della tv è passata dal 68% nel 1991 al  55 % nel 2012, mentre i giornali come fonte preferita di informazione sono calati dal  56% nel 1991 al 33% nel 2012 e per la radio si è passati dal 54% nel 1991 al 33 % nel 2012. Per contro, nel 2012 il 30 % degli americani ha indicato Internet e i media su mobile come i loro mezzi preferiti. Un altro studio del Pew ha accertato nel 2013 che Internet viene usata come fonte preferita da quasi la metà  di coloro che hanno meno di 45 anni, percentuale che scende al 17% nel caso dei giornali.

–          La rivoluzione mobile è alimentata da dispositivi e reti di dati sempre più veloci e relativamente più economiche.  Apple sostiene che la velocità di elaborazione delle ultime applicazioni dell’ iPhone è 40 volte superiore a quella del dispositivo diffuso a metà del 2007. Le nuove reti wireless 4G consentono di scaricare i dati 3-4 volte più velocemente del 3G che stanno rimpiazzando.

 

–          Che cosa faranno le persone con questa feroce potenza di elaborazione con la punta delle dita? Oltre alle cose che abbiamo visto prima, sicuramente guarderanno abbondanti quantità di video e compreranno.

– I ricercatori Strategic Analytics prevedono che il consumo di video sul mobile si sestuplicherà nel 2017, con 8,6 exabyte di dati rispetto agli 1,5 exabyte nel 2013. Come indicazione possiamo riportare le parole del presidente di Google, Eric Schmidt, secondo cui gli esseri umani avevano prodotto, dagli albori della civiltà al 2003 – solo 5 exabyte di informazioni complessivamente .

 

Anche se la National Retail Federation (commercio al minuto) si aspettava una crescita di solo il 4% nel quarto trimestre del 2013, prevedeva però un aumento nel campo del digitale fra il 13%  e il 15 %. E il commercio sul mobile ha rappresentato secondo la IBM un terzo di tutte le operazioni di commercio elettronico nella giornata di lunedì dopo il Ringraziamento, tradizionalmente dedicato agli acquisiti.

Questi (e altri) nuovi comportamenti stanno spostando il pubblico lontano da PC e laptop tradizionali. Osservando che circa il 15 % delle pagine viste sarebbero state raggiunte nel 2013 da dispositivi mobili, Mary Meeker , analista e investitrice della Silicon Valley, ha previsto che l’ utilizzo del  mobile nel 2014 raddoppierà al 30% del traffico Internet mondiale.

 

Una stima che potrebbe rivelarsi troppo timida. Facebook dice che quasi il 70 % dei suoi utenti nel mese di settembre avevano raggiunto il sito da dispositivi mobili. BuzzFeed ottiene il 50 % del suo traffico da mobile, YouTube registra il 41% delle sue pagine viste dal cellulare e Forbes fornisce il 35 % delle sue opinioni sul cellulare, secondo un sondaggio condotto lo scorso autunno dal sito DigiDay .

Con così tanti occhi che si trasferiscono sui piccoli schermi, gli inserzionisti non possono non seguire il trend – commenta l’ analista americano. Alla BIA / Kelsey prevedono che il volume della pubblicità mobile triplicherà nel 2017 arrivando a 20,7 miliardi dollari, rispetto ai 7 miliardi dollari nel 2013. E, cosa molto significativa, pensano che la metà della spesa andrà ai media locali, generando 10,8 miliardi dollari di ricavi nel 2017 contro i  2,9 miliardi dollari nel 2013 .

In una situazione del genere – conclude Mutter – le aziende mediatiche si devono dar da fare per approfittare dell’ occasione che offre il mercato del mobile.  Se non riescono a fare il pieno in questo momento , probabilmente non ci sarà una terza chance.

 

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