Russia: media inadeguati di fronte alla complessità del conflitto politico

| 11 settembre 2011 |

Mosca

L’ 11 dicembre 2010 in una delle piazze centrali di Mosca (Piazza del Maneggio, adiacente alla Piazza Rossa) si era tenuta una manifestazione in memoria di Egor Sviridov, tifoso dello Spartak Mosca ucciso da un ragazzo di origine caucasica. La manifestazione, iniziata come una riunione pacifica di 3000 tifosi, aveva però assunto ben presto toni nazionalistici ed anti-caucasici e si era conclusa con 65 persone fermate e 29 feriti –  Maria A. Portnjagina dell’ Università di Mosca ha analizzato come i principali giornali e riviste russe hanno raccontato quelle vicende, facendo emergere la netta prevalenza del punto di vista del governo e  documentando l’ inadeguatezza della carta stampata russa nell’ analisi dei fatti e nella funzione di collante sociale

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(a cura di Valentina Barbieri)

I disordini avvenuti l’11 dicembre 2010 in Piazza del Maneggio a Mosca sono stati l’ ennesima prova delle drammatiche fratture della società russa, che alterna sentimenti di impotenza e reazioni violente.

Maria A. Portnjagina, dottoranda in  giornalismo all’ Università di Mosca, ha analizzato in una Ricerca – I media in Russia nel contesto di una cultura politica conflittuale i documenti (306 in totale) che 13 testate russe (8 giornali e 5 riviste) hanno dedicato a questi scontri nei numeri pubblicati tra l’11 dicembre e il 24 gennaio.

I giornali scelti sono stati “Argumenty i fakty”, “Vedomosti”, “Kommersant”, “Komsomol’skaja pravda”, “Moskovskij komsomolec”, “Nezavisimaja gazeta”, “Novaja gazeta”, “Rossijskaja gazeta”.

“AiF”, “Moskovskij komsomolec” e “Komsomol’skaja pravda” sono giornali di massa, destinati ad un amplissimo pubblico e con toni spesso scandalistici ed eclatanti. “Vedomosti”, “Nezavisimaja gazeta” e “Novaja Gazeta” sono invece giornali in cui si dà più spazio all’analisi dei fatti ma che contano su un pubblico numericamente inferiore. “Rossijskaja gazeta” è il giornale ufficiale del governo russo.

Tra le riviste la Portnjagina ha selezionato “The New Times”, “Kommersant Vlast”, “Ogonёk”, “Russkij reporter” e “Ekspert”, di taglio socio-politico.

Il giornale ad aver dedicato più spazio agli eventi di Piazza del maneggio è il moscovita “Moskovskij Komsomolec” con 44 documenti.“Kommersant” e “Nezavisimaja Gazeta” hanno pubblicato 42 testi,“Komsomolskaja Pravda “39 e “Rossijskaja Gazeta” 37. Un particolare interessante è che lo spazio dedicato da “Novaja Gazeta” all’evento (36) è quasi pari a quello dei quotidiani, pur avendo solo tre uscite settimanali. Vedomosti è a quota 26 mentre Argumenty i Fakty si distacca significativamente (11).

In prima posizione tra le riviste “The New Times” (9 documenti), di taglio socio-politico, seguita dalle riviste di analisi “Ekspert” (7), “Kommersant Vlast” (5), “Ogonёk” e “Russkij reporter” (4 articoli).

L’attenzione dedicata agli eventi è andata, com’è naturale, scemando man mano con il passare dei giorni. In media, ogni settimana si è verificato un calo del 29% dello spazio dedicato. Il calo più brusco è avvenuto tra 27 e 30 dicembre 2010, alla vigilia delle vacanze di Natale.

Se si confronta la dinamica del racconto tra testate di qualità (es. “Vedomosti” e “Kommersant”) e di massa (“MK” e “KP”) si notano differenze significative nell’accento. Mentre le prime hanno dato maggior rilevanza all’interpretazione dei fatti da parte delle autorità e al collegamento tra gli eventi e le prossime elezioni federali, le pubblicazioni di massa hanno dato maggior peso all’evento in sé, pubblicando materiale strettamente legato ai fatti: i contrasti tra persone di varie nazionalità in tutto il paese. In queste secondo tipo di pubblicazione il problemi dei migranti ha spesso accompagnato la cronaca. Nel seguire la tesi degli scontri su base nazionale, la Portnjagina rileva che talvolta si è comparato il conflitto tra nazionalità a quello interetnico, il nazionalismo al fascismo.

Nelle pubblicazioni popolari il tema dei disordini è stato esposto in particolare attraverso la ricerca dei colpevoli e l’invito ad un qualche tipo di irrigidimento da parte statale.

Entrambi i tipi di pubblicazione (di massa e di qualità) hanno manifestato un alto interesse verso il processo per l’omicidio del tifoso e hanno elaborato gli scontri all’interno del bilancio dell’anno e delle prospettive per l’anno nuovo.

Particolarmente interessante è stata poi l’analisi della terminologia legata alla cronaca. Le definizioni dei fatti di piazza del Maneggio sono state diverse: “disordini di massa” “scontri su base nazionale”,“azione di protesta contro l’illegalità”, “provocazione”.

Le definizioni di “disordini” e “contrasti tra nazionalità” sono presenti rispettivamente nel 62% e 60% dei testi, “azione di protesta” nel 24% (in “Vedomosti”, “Kommersant”, “Nezavisimaja Gazeta”, “Novaja Gazeta”, “The New Times”, “Ekspert”). Il concetto di “provocazione” è stato usato nell’8% delle pubblicazioni (soprattutto “Komsomol’skaja Pravda” e “Nezavisimaja Gazeta)

Un quotidiano che presenta dati che si discostano dalla media è la “Rossijskaja Gazeta”, giornale governativo: qui domina la definizione di disordini (42%), contrasti tra nazionalità (38%), mentre “azioni di protesta” (2%) e provocazione (9%) sono ridotte ai minimi termini.

Nella caratterizzazione dei fatti si sono usate espressioni emotivamente cariche, come “battaglia sanguinosa”, “battaglia”, “rissa”, “casino”; persino “guerra civile” (Novaja Gazeta).

Per quanto ha riguardato la visione complessiva dei fatti, qui si sommano linea editoriale e personale visione dell’autore. Nei giornali “Vedomosti” e “Kommersant” dai commenti di redazione ed esperti traspare una visione negativa, mentre il tono dei materiali informativi è neutrale; in “Moskovskij Komsomolec” prevale una visione negativa pur essendo presente materiale con una relazione positiva ai fatti. Le pubblicazioni che più hanno dato spazio a visioni negative sono, per motivi diversi, “AiF”, “MK”, “Rossijskaja gazeta” e “Novaja Gazeta”.

Per raccontare la storia di questi scontri si è scelto per lo più lo strumento dell’articolo di cronaca (42%) e del commenti (28%) seguito da articoli di analisi (9%) (maggiormente presenti in “Novaja Gazeta”), reportage (7%), intervista (6%), notizie (2%), vignette (2%), lettere di cittadini (2%), opinione pubblica (2%).

Nella cronaca, i giornali si sono concentrati in seguito all’evento in due principali filoni

1) la reazione dei vari rappresentanti del potere

2) l’ondata di contrasti seguiti alle vicende di Piazza del maneggio.

Al primo gruppo appartengono ad esempio le interviste e gli incontri di Medvedev , le riunioni della Camera sociale e del Consiglio di Stato, le interviste e gli incontri di Putin, l’intervista a Surkov (il primo vice capo dell’amministrazione presidenziale) di Izvestija.

Nel secondo filone rientrano invece scontri della gioventù filonazionalistica vicino a Kievskij Vokzal (Mosca), la manifestazione non autorizzata presso il centro televisivo “Ostankino” (Mosca), il meeting antifascista “Russia per tutti”, le azioni de “Il movimento dell’11 dicembre” e la manifestazione in ricordo di Sviridov.

I commenti, secondo genere più impiegato, erano soprattutto di esperti e di politici (21% di Medvedev, 14% di Putin, 21% rappresentanti dei ministeri principali, 20% deputati, .4% senatori) Meno rappresentati nei commenti le fazioni in campo (diaspora, tifosi, nazionalisti). In proporzione “Kommersant”, “The New Times” e “Ogonёk” sono le testate che hanno dato più spesso la parola a rappresentanti di organizzazioni sociali e politiche tendenzialmente in contrasto con il governo. Uno spazio molo minore è stato dato di norma a uomini di cultura, scienza e sport, uomini di fede, ordinari cittadini e commenti anonimi di funzionari, tifosi e nazionalisti.

Nel risicato spazio degli articoli di analisi, si sono individuate le motivazioni del disordine nella corruzione del potere, l’assenza di una politica giovanile e nazionale, la criminalizzazione delle diaspore. I contesti sono stati esaminati da quasi tutte le pubblicazioni nel contesto delle imminenti elezioni federali-. Ad esempio in “Vedomosti” si è posto l’accento su come i fatti della piazza del Maneggio influiscano sulle relazioni tra Medvedev e Putin, nel “Kommersant” sul potenzialità dei tifosi di calcio come forza politica, nella “Nezavisimaja gazeta” sulla probabilità dell’uso della questione russa nella campagna elettorale.

The “New Times” e “Russkij reporter” hanno avuto un approccio generazionale nella spiegazione dei disordini.

In generale si può notare secondo la Portnjagina una netta prevalenza del punto di vista del governo su quello dei partecipanti dei contrasti, cosa che ha portato ad una presentazione sbilanciata delle posizioni delle parti in conflitto. Inoltre, la tendenza all’analisi di lungo respiro è appena accennata: solo il 9% del totale di documenti analizzato ragiona sulle motivazioni e sulle possibili conseguenze del conflitto.

La conseguenza, tangibile, è quella di una disfunzione nel ruolo dei media, incapaci di operare un analisi sociale degli avvenimenti e di sostenere il ruolo di moderatore di situazioni di contrasto.

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