Nuovi esperimenti di giornalismo narrativo in Usa

| 26 giugno 2011 |

Gothamist Dopo Byliner, nasce The Gothamist, un sito un po’ snob che copre New York e che lancia un esperimento di ‘’long form journalism’’ – Un compenso di 5.000 dollari per un pezzo fra le 5.000 e le 10.000 parole – Ma sarà un modello economico sostenibile?

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Forse per reagire al flusso sempre più massiccio di notizie e indicazioni che circolano sulla Rete, negli Stati Uniti continuano a nascere esperimenti di giornalismo narrativo, che richiede tempo e dedizione (attenzione insomma) che solo la stampa di qualche decennio fa era capace di conquistare.

Dopo  Byliner, ora The Gothamist, un sito un po’ snob che copre New York, lancia un esperimento di ‘’long form journalism’’, lo stile di racconto giornalistico che si avvicina alla narrazione letteraria.

L’ esperimento – spiega Editorsweblog – punta a confutare la convinzione che questo tipo di giornalismo non sia economicamente redditizio, che non paghi bene. Il sito promette 5.000 dollari ai giornalisti che collaboreranno con articoli lunghi dalle 5.000 alle 10.000 parole.

Il sito chiede ovviamente che i pezzi inviati siano rilevanti per la sua audience, composta da circa un milione di cittadini newyorkesi fra i 20 e i 36 anni.

L’ inziativa per ora parte su scala modesta. Per il momento il Gothamist progetta la pubblicazione di un solo pezzo al mese, da ‘’vendere’’ su Kindle o sui prodotti della Apple a un costo che va da 1 a 3 dollari-

Se il Gothamist riuscirà ad avere successo economico sarà probabilmente il primo sito del genere, commenta  EditorsWeblog . I pochi altri siti impegnati sul ‘’long form journalism’’ hanno generato molto interesse ma i loro modelli economici restano ancora molto incerti.

Atavist, ad esempio, un’ applicazione specializzata nel campo del Giornalismo narrativo. Gli articolli e i servizi sono intrecciati con contenuti video, documenti, mappe e fotografie, anche se Kindle e Nook si limitano a mostrare testo e immagini (a un costo di 1,99 dollari). I servizi per iPad, iPhone  e iPod touch vengiono vendute invece a 2,99 dollari.  L’ azienda che li produce è indipendente era finanziata con capitali propri inizialmente e le applicazioni restano gratuite.

Poiché questa idea è stata proclamata come la “salvezza” del long form journalism,, resta da vedere se ci sarà abbastanza interesse per  poterla sostenere finanziariamente.

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