E’ venuto il tempo dei robo-giornalisti?

| 29 gennaio 2010 |

nozzl Un sito web Usa, Nozzl Media, propone (per ora solo ai giornali) un widget che pesca fra i tweets di Twitter, i blog e tutti i materiali dei servizi pubblici di una città e pubblica via via le informazioni raccolte – Ma per ora è solo un elenco di dati in cui qualche umano deve ancora mettere le mani per capire se si tratta di ‘’notizie’’ o meno, alzando un telefono e intervenendo di persona – In attesa di poter essere di aiuto anche ai lettori, per ora intanto il ‘’robot’’ può essere un alleato del giornalista umano?

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Voici venu le temps des journalistes robotisés

di Marshall Kirkpatrick
(da Readwriteweb)

Un’ ora fa tre veicoli dei pompieri sono stati inviati nella sede aziendale della Nike a Portland in seguito alla scoperta di un uomo in stato di incoscienza. Come faccio a saperlo? Me lo ha detto un robot che scrive automaticamente delle notizie su Nozzl Media.

Nozzl Media ha dato qualche giorno fa una dimostrazione del suo primo prodotto, un widget destinato ai giornali che hanno bisogno di avere sotto mano informazioni locali in tempo reale, realizzato attraverso i messaggi ‘’pescati’’ su Twitter o sui blog o l’ estrazione automatica di dati pubblici come rapporti delle ispezioni dell’ Igiene nei ristoranti, concessioni di licenze edilizie e tutta la moltitudine di informazioni di questo genere disponibili su internet.

Una sorta di robot giornalista, insomma, che la società pensa di proporre nel futuro prossimo anche come applicazione per il mobile.

Nozzl pone varie questioni: prima di tutto su che cosa costituisca una notizia e poi sul fatto se si possa fare a meno dell’ intervento umano in una parte del processo di produzione delle informazioni.

Nozzl è stata fondata da una équipe di ex giornalisti e ingegneri che hanno lasciato l’ industria della stampa nel momento in cui è stato chiaro che essa era in gravi difficoltà. Oggi ci ritornano e cercano di portare qualcosa di nuovo nel settore combinando il tempo reale, le possibilità offerte dal trattamento informatizzato dei dati su internet e l’ informazione dei giornali.

I giornalisti da decenni hanno utilizzato i database per estrarne elementi utili al loro lavoro. L’ equipe di Nozzl ha spinto il concetto ancora più in là e vi ha aggiunto i social media.

Nozzl1La società ha realizzato una pagina dimostrativa per la città di Portland e tutti la possono consultare. I flussi di informazione pubblica sono un grande valore aggiunto e sono personalizzabili per ogni giornale che le utilizza. L’ utente finale può a sua volta filtrare questo flusso in diretta, battendo una parola chiave in un riquadro per le ricerche nella parte bassa della pagina.

I robot non hanno esperienza…

Sfortunatamente ci sono due grossi problem. Prima di tutto il flusso di tweets è incessante e tutto è situato sullo stesso piano. Sul sito dimostrativo, i messaggi coprono tutto lo spazio e sommergono tutto il resto, lasciando solo il filtro come unico mezzo per ritrovarsi. Se i flussi automatizzati provenienti da Twitter sono di reale valore per le informazioni locali, dovranno necessariamente essere trattati in maniera intelligente preliminarmente prima di essere presentati ai lettori. Quindi, sarebbe molto meglio se Nozzl dividesse i materiali in categorie.

Il secondo problema è il più interessante. I dati pubblici che vengono estratti sono interessanti in teoria, ma illeggibili in gran parte. In realtà, Nozzl non mi ha detto che un uomo senza vita era stato trovato nella sede della Nike,  mi ha solo dato un codice che corrisponde a un allarme inviato ai centri di intervento d’ urgenza per un caso di persona senza coscienza al numero 1 sw di Bowerman Drive, Portland.

La transformazione di questo dato, che fa parte di un formulario, in una informazione leggibile da parte di un essere umano è ancora tutta da realizzare e resta quindi un cammino da percorrere. Nozzl ha ancora parecchio lavoro da fare prima di rendere questi dati leggibili da parte delle persone e per decidere se si tratta, o meno, di notizie.

E per ora gli umani servono ancora

Delle ambulanze che corrono verso la sede della Nike per portare soccorso a un uomo svenuto? Potrebbe essere una notizia. Anche se questa tecnologia presenta le cose con chiarezza, ci vorrebbe in ogni caso un essere umano per scegliere questa informazione dall’ elenco degli allarmi arrivati ai servizi di intervento d’ urgenza. Poi sarebbe necessario che qualcuno alzasse un telefono e chiamasse la sede della Nike per chiedere qualche informazione sull’ identità della persona, per aggiungere dei dati supplementari alla notizia e decidere la sua importanza. Ma non è quello che Nozzl cerca di fare, per il momento si contenta di fornire dei dati bruti ai consumatori di informazioni.

In conclusione, i giornalisti umani potrebbero allearsi ai giornalisti robot per guadagnare in efficacia. A quanto sembra è quello che Nozzl cerca di proporre attraverso la sua offerta di widget destinati all’ industria dei quotidiani. Ma che si presentino sotto forma di widget o di applicazioni per il mobile, i robot giornalisti di Nozzl hanno ancora bisogno di essere migliorati prima di poter essere utili ai lettori di giornali. Detto questo – conclude Readwriteweb – si può facilmente immaginare che da qui a qualche anno possano essere pronti per il grande pubblico.

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