Social media, il 2010 sarà l’ anno dei community manager?

| 5 gennaio 2010 |

(foto di Osservatorio community) Fra le tante previsioni sull’ anno appena entrato, qualcuno sostiene che il 2010 sarà anche l’ anno dei Community managers (CM), di quegli esperti di reti sociali in grado di far nascere, gestire e alimentare le comunità online.
Si tratta di un ruolo che interessa direttamente anche il settore giornalistico (la BBC, ad esempio, ha già creato la figura del redattore addetto ai social media, vedi Lsdi) e quello della pubblicità.

Lo assicura Sysomos blog (2010 is going to be the year of the community manager) e ne è convinto ancheHarold Jarche, un consulente canadese che – afferma nel suo blog -, non si meraviglierebbe se i 16.000 sedicenti specialisti di social media che qualcuno ha censito spulciando fra le biografie pubblicate su Twitter si ‘vendessero’ come community manager.

Traci Armstrong, esperta di pubblicità, pensa che giornalisti e copywriters potrebbero essere dei buoni community managers. Come sono necessarie le capacità di buona scrittura bisogna far entrare in campo anche dei community manager in grado di creare empatia e di capaci di vivere in una situazione di perenne Beta. Le comunità online non saranno mai stabilizzate.

Cosa ci vuole? Non pensare che si tratti di un lavoro con orario 9-17, prima di tutto, perché – commenta Jarche – bisogna stare sempre a trottare fra Twitter, i commenti dei blog, le segnalazioni che arrivano dai componenti della comunità e cambiare quindi il proprio ruolo a mano a mano che cambiano i bisogni della comunità.

E’ un lavoro molto duro e non sempre i risultati sono tangibili e visibili, commenta Jarche, che elenca qui vari altri suggerimenti e caratteristiche di questa nuova figura .

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