Russia: la legislazione sull’ ‘’estremismo’’ per zittire le voci scomode

| 8 dicembre 2010 |
Stanislav Markelov e Anastasia Baburova

Stanislav Markelov e Anastasia Baburova

Rischia la chiusura la Novaja Gazeta, il giornale per cui lavorava Anna Politkovskaja, ‘’ammonito’’ da un servizio statale di ‘’supervisione’’ delle comunicazioni di aver fatto propaganda di idee nazionalistiche pubblicando una inchiesta sulle organizzazioni russe di estrema destra dopo l’ arresto di due militanti slavofili sospettati dell’ omicidio di un’ altra sua giovane cronista, Anastasia Baburova, e di Stanislav Markelov, avvocato e attivista dei diritti umani –  I paradossi della legislazione russa che consente al governo di utilizzare il concetto di ‘’materiale estremistico’’, introdotto nella legislazione sui media a metà decennio, per colpire qualsiasi articolo politicamente  sgradito – Per mesi i giornalisti hanno contestato la decisione, ma a settembre di quest’anno un tribunale di Mosca ha dato ragione al governo, dichiarando fondate le motivazioni alla base del monito – Dopo due ‘’ammonizioni’’ la testata potrebbe essere chiusa – La “Novaja Gazeta” intende fare ricorso alla Corte suprema ed eventualmente rivolgersi al tribunale europeo per i diritti dell’uomo

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di Valentina Barbieri
Con l’ attacco alle Torri Gemelle, tutto il mondo è cambiato. Si sono avute restrizioni forti in materia di circolazione di persone, merci, informazione.

In Russia una delle modifiche più significative per quanto riguarda i media è stata la comparsa del concetto di “materiale estremistico” nella legge quadro sui media.

All’ articolo 4 della legge “Sui mezzi di informazione di massa”, come da modifiche nel 2006 e 2007, si specifica che non è ammesso l’utilizzo dei mezzi di informazione di massa per la diffusione di materiali estremistici e di informazioni la cui diffusione è vietata dalla legge sul terrorismo.

Il concetto di materiale estremistico è, nell’arco del tempo, venuto a ricoprire una serie di sfumature che vanno dalle interviste ai separatisti all’ incitamento al nazionalismo.

Le conseguenze previste per un mezzo di comunicazione possono essere sanzioni di natura economica ma anche la cessazione dell’attività.

La chiusura è ciò che potrebbe dover affrontare la “Novaja Gazeta”, il giornale per cui lavorava Anna Politkovskaja.

Il 31 marzo 2010 il Roskomnadzor (Servizio Federale di supervisione alle comunicazioni, tecnologie internet e comunicazione di massa) ha inviato una segnalazione alla “Novaja Gazeta”, accusata di aver fatto propaganda di idee nazionalistiche.

L’ accusa, paradossale, si rifà all’articolo “Banda, agenzia, partito. Chi sono i cosiddetti “nazionalisti legali”, una ricerca dedicata alle organizzazioni di estrema destra russe.

Riporta l’occhiello: “Fino all’arresto di Nikita Tichonov e Evgenij Chasis, sospettati dell’omicidio di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova, l’organizzazione slavofila “Russkij obraz” era nota solo ad una ristretta cerchia di specialisti in materia di fascismo.

Nikita Tichonov è il cofondatore della rivista “Russkij obraz” e Evgenija Chasis è un’attivista di “Russkij verdikt” affiliata alla struttura, che si occupa di seguire dal punto di vista giuridico e delle pubbliche relazioni i processi che coinvolgono rappresentanti dell’estrema destra.

“Novaja gazeta” ha deciso di chiarire cosa rappresentano le organizzazioni con cui sono legati gli indiziati della pubblica esecuzione politica avvenuta il 19 gennaio del 2009″

Gli esperti del Servizio Federale di supervisione hanno dichiarato che nel testo dell’articolo “sono stati citati documenti programmatici dei neonazisti” mirati ad aizzare l’odio razziale e nazionale nella società”. Un altro degli elementi di accusa è il fatto che nel layout di pagina la “Novaja Gazeta” avrebbe disposto e messo in rilievo alcune citazioni in modo tale che avrebbero acquisito un proprio significato autonomo, indipendente dal contesto della pubblicazione. In questi termini l’articolo avrebbe fornito uno spazio pubblico alla diffusione di idee nazionalistiche e di informazioni di questo tipo.

Per alcuni mesi i giornalisti hanno contestato la decisione, ma a settembre di quest’anno il tribunale del quartiere Taganskij di Mosca ha dato ragione al Servizio Federale di supervisione, dichiarando fondate le motivazioni alla base del monito.

A novembre il tribunale della città di Mosca ha rifiutato i1 ricorso alla decisione del tribunale in prima istanza che aveva presentato il direttore della testata.

Spiega il Roskomnadzor: “Nel valutare un qualche monito scritto ai media bisogna tenere in considerazione che la segnalazione è fatta non già per estremismo o perché la pubblicazione istighi ad un qualche tipo di odio ma perché pubblica materiali che hanno i caratteri di questa violazione.

Solo il tribunale può stabilire in ultima analisi se la pubblicazione contiene violazioni della legislazione e i mezzi di comunicazione hanno il diritto di rivolgere la propria domanda giudiziale al tribunale e contestare l’avviso”.

Ora la “Novaja Gazeta” intende fare ricorso alla Corte suprema ed eventualmente rivolgersi al tribunale europeo per i diritti dell’uomo.

La legislazione russa stabilisce che dopo due segnalazioni del Roskomnadzor la testata può essere chiusa.

Nel frattempo altri problemi giudiziari affliggono la Novaja Gazeta: il tribunale Basman di Mosca ha in parte accolto la causa per diffamazione di Vladimir Kožin, manager per gli affari del Presidente russo. Il tribunale ha disposto un risarcimento di 100 mila rubli a Kožin e la pubblica  smentita delle informazioni per cui l’amministrazione degli affari del presidente avrebbe stanziato 800 milioni di rubli, a lavori già conclusi, per il centro balneare del governo a Soci.

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Fonti

La “Novaja gazeta” ha ottenuto la cancellazione dell’avviso del Roskomnadzor, Polit, 1/12/2010

L’avviso del Roskomnadzor alla “Novaja Gazeta” è legale, Kirill Alužko, Infox, 30/11/2010

Il tribunale ha parzialmente soddisfatto le richieste degli amministratori del presidente alla Novaja Gazeta, Svobodanews, 26/11/2010

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