La Finanza contro i ‘fuorilegge’ del fotogiornalismo?

| 11 aprile 2010 |

FotoreporterLo promette Rodolfo Valentini, delegato dell’ Ordine dei giornalisti per i fotoreporter (a patto però che venga rieletto nel Consiglio nazionale) -Nel mirino “fotografi abusivi” e agenzie fotografiche che non operano come testate giornalistiche –  Un apposito “osservatorio” effettuerà i controlli-  Solo propaganda elettorale?

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di Amedeo Vergani

(dal Bollettino del Gsgiv, Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell’informazione visiva – Associazione lombarda dei giornalisti)

L’ Ordine nazionale dei giornalisti metterà in campo anche la Guardia di Finanza contro i “fotografi abusivi” e le agenzie fotografiche che non operano come testate giornalistiche.

Parola del pubblicista romano Rodolfo Valentini, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, delegato dal presidente Lorenzo Del Boca per fotogiornalismo e multimedialità, responsabile del “decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti” varato pochi giorni fa dall’Odg e uno dei quattro estensori del documento “salva fotogiornalisti” approvato per acclamazione nell’ultimo Consiglio nazionale dell’Ordine. Insomma, un personaggio che gode sicuramente di grande credibilità,  in materia di fotogiornalismo per certo, da parte dell’attuale vertice dell’organismo di autogoverno dei giornalisti del nostro Paese.

Secondo Valentini, le “fiamme gialle” verranno fatte entrare in azione dopo che un apposito osservatorio Odg avrà ravvisato comportamenti abusivi. Il tutto a patto che lui stesso venga però rieletto nella prossima tornata elettorale di fine maggio.

L’annuncio di Valentini è stato pubblicato da “Il Ducato” ( vedi http://ifg.uniurb.it/primo-piano/dieci-regole-e-qualche-polemica-per-il-fotogiornalismo/ ) , giornale online dell’ “Iistituto di formazione al giornalismo” di Urbino, in un articolo di Daniele Ferro sul “decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti”.

“D’ora in poi non sarà più ammissibile che vengano pubblicate fotografie che provengono da chiunque, magari vendute a cinque euro – ha affermato Rodolfo Valentini – L’Ordine si è impegnato a rimettere a posto le cose, il fotografo abusivo è finito. Non devono più esistere le cosiddette agenzie fotografiche che vendono le foto come un prodotto qualunque”.  “A maggio ci saranno le elezioni dell’Ordine – ha poi assicurato il consigliere del Cnog – Se sarò rieletto verrà costituito un osservatorio che effettuerà i controlli, e nei casi in cui noteremo comportamenti abusivi chiameremo la Guardia di Finanza”.

Legittimi sospetti di propaganda elettorale a parte, l’impegno annunciato da Valentini non è cosa di poco conto. Il problema che vorrebbe affrontare, come sappiamo tutti, c’è ed è devastante: un nodo che è ormai arrivato al pettine e che va sciolto il più presto possibile.

Per risolvere non bastano però solo i buoni propositi messi in un documento approvato per acclamazione dalla platea dei giornalisti che governano l’Ordine. Neppure, temo, le dichiarazioni d’intento di Valentini. Tra il dire e il fare, anche qui, c’è di mezzo il mare. Ed è un mare sul quale non si può navigare ad occhi chiusi perché promette scogli e tempeste a non finire.

Qui c’è da  far bene i conti con leggi dello stato con in mezzo anche strumenti giuridici delicatissimi  che coinvolgono la stessa libertà d’informazione, con una legge sulla stampa con 62 anni sulle spalle, con un ordinamento professionale che coinvolge figure con ruoli mai ben definiti, con magistrati e giuristi, con un mercato del fotogiornalismo ormai senza più confini e chi più ne ha, più ne metta.

Inoltre, le bacchette magiche non dovrebbero essere in dotazione a chi, nel concreto, dovrà  rimboccarsi le maniche per metterci mano. La strada, insomma, si profila  tutta in salita prima di arrivare a poter fare, come ha annunciato Valentini, un bel fischio al  “117” e sistemare così tutto mettendo in pista il nucleo di pronto intervento della Gdf, sicuri di non finire, come si dice, “cornuti e mazziati”.

A.V.