L’ insegnamento del giornalismo imprenditoriale

| 29 gennaio 2010 |

Comincia a diffondersi in varie parti del mondo l’ idea di introdurre anche la cultura dell’ imprenditorialità nel campo della formazione giornalistica – In un articolo di qualche giorno fa su BuzzMachine Jeff Jarvis fa il punto degli ultimi sviluppi

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Teaching entrepreneurial journalism
di Jeff Jarvis
(BuzzMachine)

Il CUNY ha recentemente avuto l’onore di ospitare  una conference call che ha coinvolto più di 25 insegnanti da tutto il mondo – da New York all’Arizona a Berkeley, da Guadalajara a Londra a Oslo – che insegnano o stanno iniziando ad insegnare giornalismo imprenditoriale.

Di seguito il wiki attraverso il quale continueremo a condividere programmi, casi di studio, materiale didattico e video. Qui, invece, il link per scaricare la registrazione della conferenza.

Condividiamo obiettivi simili, ma non identici. Noi tutti concordiamo sull’importanza che oggi gli studenti di giornalismo – ed i giornalisti – comprendano le notizie di natura economica. Alcuni di noi ritengono che le istituzioni abbiano agito irresponsabilmente nel non prevedere tale insegnamento già in passato. Concordiamo, inoltre, sull’importanza di introdurre l’imprenditorialità nel campo giornalistico. Alcuni di noi si concentrano maggiormente sulle nuove attività imprenditoriali, altri invece puntano ad introdurre l’innovazione nelle realtà esistenti. Alcuni sostengono che i giornalisti non siano tagliati per fare gli imprenditori (io non sono d’accordo), ma tutti concordiamo sul fatto che l’imprenditorialità sia un modo per insegnare sia l’innovazione che il business. Di seguito, alcuni estratti dalla conferenza:

* Nello Stato dell’Arizona il tema dell’imprenditorialità è oggi un corso previsto per gli studenti di giornalismo. Il corso mette l’accento sulla necessità di far apprendere ai giornalisti come comunicare con persone di altri dipartimenti e discipline (in modo particolare come lavorare con gli ingegneri). Pertanto, lo Stato dell’Arizona destina a gruppi di studenti un budget per la programmazione dei loro progetti, prevedendo un’offerta di 5-10 ore per ogni team relativamente alle risorse derivanti dalla programmazione dell’Arizona, e 5-10 ore per le risorse di programmazione che i gruppi reperiscono all’esterno. Vogliono dei gruppi da costruire, ma non vogliono che siano legati ad una sola piattaforma.

* Larry Kramer,  della Syracuse University,  ha sollevato l’argomento della cooperazione tra giornalisti e business school, ma dalla conferenza sono emerse posizioni caute. Gli studenti delle business school non sono lì per diventare imprenditori; tali istituti insegnano cultura corporativa; e inoltre tali studenti non studiano media. Kramer vuole insegnare un caso metodologico della Harvard Business School, ma è alla ricerca di un caso scritto dal punto di vista giornalistico.

* Cerca e troverai: Bill Grueskin della Columbia sostiene che l’istituto ha utilizzato un caso della Harvard Business School sul prodigio norvegese, il gruppo Schibsted, e la HBS ne farà uno su Huffington Post. La HBS, però, prevede un pagamento. La Columbia, invece, ha realizzato un caso simile su Politico e lo ha offerto gratuitamente ad alcune facoltà universitarie. La Columbia, inoltre, prevede un corso MBA di un’ora e si appresta a metterlo on-line.

* David Westphal della USC ha affrontato il tema dei pro e contro relativi all’insegnamento di classi interdisciplinari costituite da studenti provenienti da percorsi differenti, affermando che vale la pena impegnarsi al fine di ottenere prospettive diverse.

* Jay Rosen della NYU vuole che gli studenti affrontino a 360 gradi il problema della sostenibilità in campo giornalistico, mettendo tutto sul tavolo: giornalismo, utenza, tecnologia, business. Rosen vuole “superare l’affastellamento del giornalismo” e sostiene la necessità di lavorare per attirare studenti diversi con una mentalità imprenditoriale.

* Jim Willse, ex redattore di Star-Ledger ora insegnante a Princeton, afferma la necessità di concedere finanziamenti agli editori al fine di portarli verso programmi imprenditoriali e cambiare la loro cultura.

* Molti di noi – Maryland, Columbia, CUNY – erano concordi sull’importanza di avere imprenditori ed investitori negli istituti in modo da esporre i giornalisti al loro modo di pensare.

* Relativamente a noi del CUNY, qui potete trovare un report sulla mia ultima docenza in materia di imprenditorialità (finanziata dalla McCormick Foundation) nonché una descrizione del funzionamento delle docenze. Qui, invece, trovate i nuovi business model relativi al mondo delle notizie (finanziati dalla Knight Foundation) che oggi ispirano gran parte del nostro lavoro. Vale la pena sottolineare che abbiamo semplicemente un corso sul giornalismo iperlocale costruito attorno alla gestione del blog del New York Times, The Local, che fa riferimento all’area di Brooklin.Stiamo lavorando anche con il Times ed altre realtà per affrontare il tema delle opportunità e delle sfide costituite dalla pubblicità iperlocale (grazie al finanziamento della Carnegie Corporation); vi terrò aggiornati sui prossimi sviluppi.

* In Germania, infine, Ulrike Langer sta monitorando le scuole di giornalismo – che operano in collaborazione o in ambiti vicini alle media company – al fine di verificare le loro attività nel campo del giornalismo imprenditoriale e di ricerca attività presso quelle realtà gestite da Burda e da Axel Sprinter (il materiale è in tedesco). In occasione della prossima conference call i colleghi tedeschi si uniranno al gruppo. (…)

(traduzione di Andrea Fama)

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