I sindacati europei in difesa del giornalismo come “bene pubblico”

| 23 aprile 2010 |

Crisi La Federazione europea dei giornalisti lancia una campagna a livello di Unione europea per indurre gli stati membri a intervenire in sostegno dei media e ad “aprire un dibattito nazionale sul rafforzamento del giornalismo”

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In risposta alla crisi del giornalismo i sindacati europei dei giornalisti hanno lanciato una campagna per spingere l’ Unione europea a incoraggiare gli stati membri a sostenere e rafforzare il settore.

Lo annuncia EU Observer. “Se i governi sostengono teatri e musei per proteggere, come affermano, il pluralismo culturale, potrebbero ugualmente sostenere il giornalismo per proteggere il pluralismo dell’ informazione”.

In occasione del suo incontro annuale, che si è svolto ad Istanbul,- riporta l’ European Journalism Center –  la EFJ, la Federazione europea dei giornalisti (che rappresenta i sindacati dei giornalisti di 24 paesi), ha deciso di intervenire su Bruxelles per far fronte alla crisi che sta falcidiando i ricavi dei media.

In particolare, i sindacati hanno deciso di fare azioni di lobby sulla Commissione Europea e sul Parlamento per convincere gli stati membri “ad aprire un dibattito nazionale sul rafforzamento del giornalismo come bene pubblico”.

I sindacati sono preoccupati per la riduzione delle risorse di cui il giornalismo ha bisogno in una fase in cui gli inserzionisti stanno abbandonando il settore. Le numerose chiusure di giornali in tutta l’ Europa e il calo degli organici nelle redazioni comportano un rapido deterioramento degli standard giornalistici, e, insieme ad essi, della funzione di controllo e denuncia che il giornalismo fornisce alle società democratiche.

In particolare, sostengono i sindacati, editori e proprietari di emittenti radiotelevisive stanno tagliando nel settore dell’ editing, del giornalismo investigativo e di quello specialistico. I sindacati rilevano ovunque che eventuali interventi pubblici non metterebbero in pericolo la libertà del giornalismo.

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