Chiudere la prima pagina alle 17,25?

| 13 febbraio 2010 |

LAT  Molti quotidiani, second Alan Mutter, potrebbero trarre beneficio da una chiusura anticipate della ‘’prima’’ come quella decisa dal Los Angeles Times, perché, invece di star dietro a CNN o Twitter,  potrebbero puntare a un maggiore approfondimento, che è poi la caratteristica peculiare e l’ elemento chiave di concorrenzialità della stampa – Purtroppo la decisione del LAT, che partirà all’ inizio di marzo, non è il risultato di un esperimento coraggioso o nobile per rafforzare la qualità del prodotto – Nasce invece dalla durissima realtà economica  che ha spinto il management a eliminare una struttura produttiva per risparmiare 10 milioni di dollari all’ anno

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Spostare la ‘’chiusura’’ della prima pagina a metà pomeriggio? Forse molti quotidiani trarrebbero un beneficio da una chiusura così anticipata. Lo pensa Alan Mutter che, in una delle sue ultime ‘’Reflections of a Newsosaur’’, prende spunto dalla decisione del Los Angeles Times di anticipare la chiusura alle 17,25 invece che alle attuali 23,25.

Perché benefici? Perché – dice Mutter – li spingerebbe a uno sforzo di costruzione e di programmazione maggiore della propria ‘’copertura’’.

 Le prime pagine più intelligenti sono state prodotte dal LAT proprio a partire da quando sono state aumentate le chiusure anticipate perché queste ultime possono consentire una copertura più profonda e articolata di quella per cui i giornali sono in genere attrezzati.

Giocando sulla capacità esclusiva della stampa di illustrare le vicende più complesse e delicate, gli editori possono rafforzare così la posizione competitiva del prodotto che genera il grosso dei loro ricavi.

E questa potrebbe essere un’ ottima cosa, anche, visto che la stampa non può battersi contro la velocità, la tempestività e la spettacolarità che la CNN o Twitter possono dare a ogni fatto di attualità.

Sfortunatamente per i giornali, troppi redattori e reporter vogliono che la loro prima pagina affronti le notizie della sera, invece di imporre l’ agenda del giorno dopo, quello in cui appaiono.

Questo modo anacronistico di pensare produce prime pagine stantie e prive di immaginazione, che finiscono per rafforzare la sensazione secondo cui i quotidiani sono prodotti vecchi e privi di fantasia.

L’ anticipazione della deadline della prima al LAT, che partirà all’ inizio di marzo, non sono il risultato di un esperimento coraggioso o nobile per rafforzare la qualità del prodotto. Piuttosto, nascono dalla durissima realtà economic ache ha spinto il management a eliminare la struttura produttiva di Orange County oper risparmiare 10 milion I di dollari all’ anno. Questo ha costretto il giornale a tagliare 6 ore alla deadline del primo fascicolo, che è la maggiore foliazione e quindi richiede il maggior tempo di stampa.

Sarà ancora possibile ospitare notizie e servizi su fatti cher avvengono dopo in una nuova sezione del LAT, che sarà chiamata LATExtra, che verrà chiusa alla stessa ora – le 23,25 – in cui chiude ora la prima pagina.

Comunque, conclude Mutter, finché avrà una redattori sufficient per continuare a produrre articoli di qualità, il LAT continuerà a brillare rispetto alla routine giornalistica del giorno per giorno. La prova verà scatterà quando il giornale dovrà far fronte a vicende grosse come l’ assassinio di Ted Kennedy, che fu ucciso a colpi di pistola nella cucina di  un hotel dopo mezzanotte.

Il LAT fece un lavoro eccezionale sull’ uccisione di Kennedy in quella tremenda note del 1968. Riuscirebbe a fare lo stesso domani?

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