Free press: scesi da 40 a 24 in due anni i quotidiani Usa

| 8 ottobre 2009 |


Da 40 testate all’ inizio del 2008, il panorama dei quotidiani gratuiti negli Stati Uniti si è ridotto a 24 quotidiani, con un calo complessivo nella diffusione da 3,3 a 2,4 milioni di copie al giorno rispetto al 2007 – Tagli in Spagna e calo della tratura anche in Danimarca – I dati di NewspaperInnovation

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Delle 40 testate quotidiane gratuite presenti negli Usa all’ inzio del 2008 ne restano ora, quasi due anno dopo, solo 24. Una dozzina sono state chiuse (o hanno cambiato la periodicità) soltanto nel corso degli ultimi 12 mesi, mentre una di esse (il Bluffton Today) è stato convertito in quotidiano a pagamento.

Ne dà notizia l’ ultima edizione (il n. 49) di Free Daily Newspapers, la Newsletter sui temi della free press curata da Piet Bakker, il principale esperto del settore.

L’ elenco delle testate chiuse o che hanno cambiato periodicità è sulla Newsletter.

Globalmente, spiega Bakker, la diffusione dei gratuiti locali è scesa dalle 600.000 copie del 2007 a meno di 300.000 attuali. Hanno chiuso anche alcuni free paper metropolitani (BostonNow, Baltimore Examiner, Quick Dallas, Hoy in LA & NY, The Buzz in Salt Lake City) ma la recessione sembra aver colpito più pesantemente le piccole testate.

In totale, negli Stati Uniti, la diffusione di quotidiani ratuiti è scesa dai 3,3 milioni di copie del 2007 ai 2,4 milioni di copie di oggi.

Una delle ragioni del calo – spiega Bakker – potrebbe essere il fatto che vari di questi giornali vengono pubblicati da piccoli editori, che non avevano le risorse per sopravvivere alla crisi.

Comunque, la free press sta ‘’soffrendo’’ anche negli altri mercati (vedi Lsdi, In calo del 9% la diffusione globale). In particolare in Spagna e Danimarca. Mentre in Canada, al contrario, il gruppo Black Press pubblica ancorsa una dozzina di gratuiti locali.

La chiusura di TheLondonpaper

Intanto, il 18 settembre è uscita l’ ultimo numero di The London Paper, distribuito dal 2006 in 500.000 copie al giorno e con 1,1 milioni di lettori giornalieri nel 2009. ‘’I quotidiani gratuiti – spiega Bakker – aprono e chiudono senza troppi clamori, ma, poiché quest’ ultimo è di proprietà di Rupert Murdoch, la sua chiusura ha avuto il massimo della pubblicizzazione. Non sto dicendo che 1,1 milioni di lettori non possono sbagliare, ma il sentimento generale nella stampa inglese sa parecchio di ‘’soddisfazione’’. David Prosser, sull’ Independent lo conferma bene: ‘La sorpresa col Londonpaper è stata soprattutto che è sopravvissuto così a lungo, soprattutto perché la testata non era stata lanciata per ragioni commerciali quanto per dare fastidio a Daily Mail & General Trust, editore di Metro e London Lite’’.

Tagli in Spagna
 
I tre quotidiani free rimasti in Spagna hanno tagliato la diffusione nel corso del 2009. Il principale, ‘’20 minutos’’, ha avuto nei primi sette mesi dell’ anno una diffusione media di 760.000 copie contro le 870.000 del 2008 e più di 1 milione nel 2007.

ADN e Qué! Hanno chiuso alcune edizioni. Il secondo distribuisce ora 685.000 copie, contro le 844.000 del 2008 e le 950.000 nel 2007. ADN ha una diffusione media di 650.000, contro le 795.000 dell’ anno scorsoe le 955.000 del 2007. (PRNoticias)

Complessivamente, la circolazione dei gratuiti in Spagna è pari a 2,6 milioni di copie, contro i 3,9
Milioni nel 2008, i 4,4 nel 2007 e i 4,9 milioni nel 2006.

 
Calo della diffusione anche in Danimarca

Due dei tre quotidiani gratuiti rimasti in Danimarca, 24timer e Urban, hanno tagliato la diffusione rispetto al 2008. Solo MetroXpress ha conservato nella prima metà del 2009 la stessa circolazione (228.000 copie) che nel 2008, secondo le rilevazioni di DO.
 
Urban (Berlingske) distribuiva in media 203.000 copie nel 2008 contro le 162.000 del 2009.

24timer, che fa capo a Metro International, ha registrato nel primo semestre del 2009 una diffusione di 180.000 copie (224.000 nel 2008).

Complessivamente la diffusione dei quotidiani gratuiti nel paese è ora di 570.000 copie (circa il 30% della diffusione complessiva di quotidiani). Nel 2006 era di circa 2 milioni (più del 60%).

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