Arriva BuzzMetrics, lo strumento per misurare la ‘’voce’’ del Web

| 7 marzo 2009 | Tag:

buzz 103 milioni di blog e 100 mila forum indicizzati nel mondo per registrare gli umori del web – 16 milioni di italiani che per una media di 3 ore e mezza si scambiano pareri su prodotti, tematiche e personaggi differenti – Le incredibili applicazioni in campo commerciale e politico di uno strumento duttile ed efficace

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di Andrea Fama

Sbarca anche in Italia ”BuzzMetrics”, lo strumento di Nielsen Online lanciato negli USA oltre dieci anni fa e volto alla misurazione dei contenuti che circolano sul Web su un determinato argomento.

BuzzMetrics indicizza oltre 103 milioni di blog e 100 mila forum nel mondo, dai quali cattura in tempo reale i commenti degli utenti su un determinato prodotto, argomento o personaggio. Inutile dire che un simile strumento rappresenta una manna dal cielo per tutte quelle aziende che, anche in Italia, “stanno comprendendo quanto sia importante ascoltare la voce dei consumatori sul web”,  sostiene Luca Bordin, managing director di Nielsen Online.

“Sempre più persone – prosegue Bordin – frequentano community, blog, social network: nel mondo a dicembre 2008 erano quasi 250 milioni, e in Italia 16 milioni, ma ciò che colpisce è il tempo dedicato: nel nostro Paese una media di oltre 3 ore e mezza al mese a testa".

BuzzMetrics, dunque, è un ponte formidabile che consente alle aziende di avvicinarsi ai propri utenti-consumatori, fornendo alle stesse la possibilità di monitorare tendenze e pareri circa il lancio di un prodotto, valutare la propria reputazione on-line piuttosto che mettere a punto “strategie di marketing consapevoli”.

Ma BuzzMetrics non è uno strumento le cui applicazioni si limitano al campo commerciale. Di fatto, potrebbe essere estremamente prezioso anche per la politica che, sempre più digitalizzata, da 15 anni a questa parte, almeno in Italia, ha fatto del marketing un perfetto surrogato del linguaggio politico, un tempo fatto di programmi ed ideologie.

Se da un lato, infatti, la politica cerca di addomesticare la Rete suscitando la preoccupazione e lo sdegno di utenti e professionisti del settore, dall’ altro tenta di comprenderla tastandone il polso e adeguando, con risultati alterni, le proprie strategie, specie quelle comunicazionali.

Non a caso, infatti, per dimostrare il funzionamento di BuzzMetrics la Nielsen ha citato proprio il caso delle elezioni statunitensi, rilevando che Obama è stato citato nel 10% del totale dei messaggi circolati on-line nella settimana delle elezioni. Naturalmente il dato non è solo quantitativo, ma anche qualitativo, in quanto è possibile registrare il tenore dei commenti e valutare (e di conseguenza intervenire) l’eventuale apprezzamento di una legge, di un intervento pubblico o di un candidato elettorale, oltre che vagliare le priorità e i temi più a cuore all’utente-elettore.

Di fronte a tali affascinanti possibilità offerte dalla rivoluzione digitale, verrebbe spontaneo chiedersi quando, anche la politica, smetterà di avere paura di Internet e inizierà ad usare la Rete in modo proficuo, democratico ed orizzontale per promuovere concretezza e cambiamento reali, obiettivi difficilmente raggiungibile attraverso qualche post su Youtube.

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