SI RAFFORZERA’ NEI PROSSIMI CINQUE ANNI IL RUOLO DEI GIORNALI

| 19 giugno 2007 |



Un sondaggio della Harris Interactive Innovation presentato a Capetown al Congresso mondiale dei giornali e realizzato in sette paesi, fra cui l’ Italia, mostra che i giornali resteranno una fonte vitale di informazione e che potranno tornare in posizione dominante rispetto alla tv potenziando l’ informazione online e approfondendo le analisi e i servizi giornalistici

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Le notizie e l’ informazione online sostituiranno i notiziari televisivi come principali fonti di notizie entro i prossimi cinque anni, ma i giornali resteranno una fonte vitale e potranno anzi tornare in posizione dominante se riusciranno a integrare l’ informazione online come una parte della loro offerta al pubblico.

E’ il risultato di un sondaggio della Harris condotto il mese scorso da Harris Interactive in collaborazione con l’ Innovation International Media Consulting Group e presentato nei giorni scorsi al congresso annuale della WAN (World Association of Newspaper) che si è svolto a Capetown.

Il Rapporto – The first Harris Interactive/Innovation Newspapers  Readership Survey – copre i principali sviluppi dell’ industria globale dei giornali, inclusi i principali casi di integrazione redazionale e di innovazione nel campo della grafica, dei siti web, del citizen journalism, infografica, supplementi e riviste, ecc.

Il sondaggio suggerisce che i giornali possono aggiornare in maniera significativa il loro tradizionale prodotto editoriale puntando a una maggiore obbiettività, potenziando l’ informazione e l’ analisi in profondità e fornendo più notizie rilevanti per gli interessi e la vita dei lettori e riducendo la parte scritta a vantaggio della grafica.

La ricerca è stata realizzata interpellando 8,749 persone in sette paesi: Usa, GB, Francia, Italia, Spagna, Germania e Australia. Le domande riguardavano le fonti di informazione e i cambiamenti che le persone interpellate intravedevano nei prossimi cinque anni. Altre domande riguardavano la credibilità dei giornali oggi, e il loro ruolo, e quella dei loro siti web, oggi e in futuro.

Mentre i programmi di informazione televisiva sui canali tradizionali o via cavo sono oggi ancora la prima fonte in tutte I paesi al centro del sondaggio, un notevole incremento nel ruolo delle notizie online è previsto per I prossimi cinque anni, in gran parte a spesse della tv, con un piccolo incremento nel mercato dei giornali.

³A dispetto del probabile declino nella circolazione dei giornali a stampa, gli editori potrebbero vedere come una sfida e una opportunità la possibilità di allargare la loro presenza online’’, ha detto a Capetown Douglas S. Griffen, consulente della Innovation and Harris International e Direttore dell’ Advanced Strategy Center di Scottsdale, Arizona, che ha presentato i risultati della ricerca.

Il sondaggio ha accertato che l’ informazione tv (etere e cavo) è la fonte primaria per il 35-39% degli adulti in sei paesi, mentre scende al 29% in Spagna, quasi la stessa percentuale di quelli che si affidano ai giornali, il 28%.

Nelle altre sei nazioni coloro chi si affidano ai giornali (i principali quotidiani e I giornali locali) va dal 23% di GB al 1&% della Francia. E’ del 21% in Italia, del 23 in Usa e Australia e del 22 in Germania.

Per quanto riguarda I prossimi cinque anni, il sondaggio rileva un significatvo aumento dell’ uso di informazione online, un calo altrettanto significativo per quella televisiva e più limitato per i giornali. La radio rimane rilevante, con un calo moderato.

La credibilità dei giornali resta ragionevolmente alta, 50 o più su una scala da 1 a 100, con delle significative differenze geografiche, dal più basso 50% in GB al più alto 67% in Germania.

Nello stesso tempo un alto numero di persone interpellate (circa i 3/4 in ciascun paese) considera i giornali e I loro siti web estremamente importanti per il ruolo ruolo di controllo della comunità, per la comprensione dei maggiori problemi internazionali e per la diffusione di informazioni rilevanti per la vita dei lettori.

³Mentre i lettori non si aspettano che i giornali possano cambiare il mondo, essi contano su di loro per guardare meglio e capire il mondo’’, ha aggiunto Griffen.

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