NESSUNO UCCIDERA’ I GIORNALI

| 30 marzo 2007 |

La grande maggioranza di direttori e capi delle redazioni sono ottimisti sul futuro della carta stampata – Un’ indagine su un campione mondiale di ”quadri” giornalistici realizzata di Zogby International per World Editor Forum e Reuters – Due su tre direttori ritengono che le pagine dedicate ai commenti e alle analisi cresceranno di importanza
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La grande maggioranza dei direttori, vicedirettori e manager sono ottimisti sul futuro dei giornali, secondo uno studio – diffuso il 27 marzo – che fornisce il punto di vista dall’ interno degli atteggiamenti e delle strategie delle redazioni.

Si tratta del Newsroom Barometer, realizzato da Zogby International per il World Editors Forum e la Reuters.

L’ indagine ha rilevato che l’ 85% dei capi delle redazioni sono molto o abbastanza ottimisti sul futuro.

E che:

– il 40% dei giornalisti interpellati ritiene che da qui a 10 anni l’ online sarà il mezzo più comune per leggere le notizie;

– il 35% crede che la stampa continuerà ad avere la supremazia;

– due terzi pensano che le pagine dedicate alle opinione e alle analisi cresceranno di importanza;

– una metà è convinta che la qualità del giornalismo crescerà;

– una percentuale analoga (il 50%) crede che gli editori e gli inserzionisti costituiscano una minaccia per l’ indipendenza editoriale.

L’ analisi, tracciata sulla base delle opinioni di 435 direttori e capiredattore centrali di tutto il mondo (metà dei quali europei), fornisce l’ immagine di una industria in transizione, ma che si sta rapidamente adattando al nuovo ambiente dei media.

 ‘’L’ 85% dei capi delle redazioni vedono un futuro roseo per i loro giornali e tutto questo è veramente una sorpresa’’, spiega Bertrand Pecquerie, Direttore del World Editors Forum (WEF), l’ organismo della World Association of Newspapers che rappresenta i direttori e i capiredattore. Questi ultimi ‘’riconoscono e accettano la conmpetizione con le fonti online e la free press e stannofacendo dei grossi sforzi per adattarsi ai lettori del 21° secolo’’, ha aggiunto. ‘’E sanno bene come realizzare concretamente la transizione al giornalismo online senza ridurre la qualità editoriale. I capiredattore si rendono conto che i contenuti pesano sempre di più e che tagliare le risorse delle redazioni non è una soluzione: la ‘riforma’ dell’informazione può essere fatta solo dai giornalisti e non a loro spese’’. 

Monique Villa, Managing Director di Reuters Media ha rilevato: “Il Newsroom Barometer delinea una industria pronta e disponibile ad affrontare questo complesso cambiamento. Il training dei giornalisti nel campo delle nuove pratiche digitali si sta confermando il metodo migliore per le direzioni per incrementare la qualità delle loro redazioni e il 51% di essi ritiene che la qalità complessiva del giornalismo crescerà nel prossimo decennio’’.

’’Questo ottimismo si basa su dei profondi cambiamenti nel modo con cui si consuma l’ informazione. Molti direttori vedono ora le notizie come una conversazione con i lettori piuttosto che come una ‘lettura’ da parte dei giornalisti, e l’ aumento sensibile dell’ importanza delle pagine dedicate alle analisi e ai commenti fa capire che bisogna cambiare l’ offerta di contenuti per sopravvivere e prosperare’’, ha aggiunto Villa.

I risultati del Newsroom Barometer, illustrati in una conferenza stampa a Londra nella sede della Reuters, sono contenuti in Trends in Newsrooms 2007, l’ annuale Rapporto del WEF sugli ultimi sviluppi editorialinel mondo (http://www.trends-in-newsrooms.org ).

Il Newsroom Barometer sarà condotto ogni anno per valutare i cambiamenti negli atteggiamenti e nelle strategie delle redazioni su tutto il pianeta.

Ulteriori dettagli su http://www.editorsweblog.org.

Notizie sul Rapporto Trends in Newsroom su http://www.trends-in-newsrooms.org.


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