LIBE’’ APRE UNA NUOVA EDIZIONE, MA SOLO ONLINE

| 8 ottobre 2007 |


E’ un blog animato dai corrispondenti da Lione – I giornali dovrebbero diventare come una sorta di ‘’federazione’’ di blog, commenta l’ Observatoire des médias

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Libération apre l’ edizione di Lione ma sul web. Si chiama LibéLyon, ed è un blog, animato dai corrispondenti locali del giornale. Il più parigino dei quotidiani nazionali – nota Nicolas Kayser-Bril su Observatoire des Médias si è evidentemente accorto che la maggioranza dei suoi lettori non vive nel Marais e si è dato all’ hyperlocale.

Libé – prosegue Nicolas Kayser-Bril – è innovativo per diversi aspetti. Scegliendo di fare un blog piuttosto che un sito, ha creato una piattaforma a costi fissi zero o quasi (utilizza TypePad a pagamento). Poi il blog e le sue notizie sono messi in evidenza sul sito madre stesso,  come si può vedere qui. E, ancora, nessuna costrizione spaziale è associata al format, come sul sito di Le Monde, dove i blogger possono riempire solo una colonna di 190px*450px.

I giornali dovrebbero diventare delle federazioni dib log, come ha detto  Jeff Jarvis la settimana scorsa. Il loro ruolo si limiterebbe a monetizzare l’ audience dei loro blog. Varato meno di due anni fa, il blog di Jean Quatremer possiede oggi più lettori (fidelizzati e coinvolti e quindi monetizzabili) e più influenza di quanto non possa aver mai sognato Libé. Se qualcuno in via Bérenger (sede di Libération, ndr) si desse la pena di trovare degli inserzionisti come si deve per ciascun blog non c’ è dubbio che potrebbero trasformarsi in officine produci soldi. 

Nei paesi sviluppati – conclude  Nicolas Kayser-Bril – i blog influenti si comprano a colpi di decine di milioni di euro.  Huffington Post è valutato in più di $50m e TechCrunch a $100m. Cifre che mostrano molto bene la loro redditività e il loro potenziale.

I media tradizionali possono ancora far leva sui loro marchi per attirare pubblico verso i loro blog. Ma i concorrenti sono numerosi. MonPuteaux , ad esempio, ha mostrato già da tempo che i consumatori non aspettano i grandi nomi per leggere gli articoli che li interessano.  

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