Giornale in cella con la colazione in alcune prigioni francesi

| 30 dicembre 2007 |


L’ esperimento avviato da Ouest-France, il primo giornale regionale d’ oltralpe (800.000 copie), è stato accolto con molto interesse e riguarda ora circa 20 carceri delle principali città di Normandia e Bretagna – ‘’Un legame suppplementare con l’ esterno’’ – Vinte le resistenze del personale di custodia

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I detenuti dell’ Ouest della Francia (Normandia e Bretagna) ricevono il quotidiano Ouest-France ogni mattina nella loro cella insieme alla prima colazione : una iniziativa destinata a creare un ‘’legame sociale’’ col mondo esterno, ma anche in senso all’ universo carcerario.

L’ esperienza, unica in Francia, è stata lanciata – rileva l’ AFP – nella primavera del 2006 nel carcere di Rennes, dove Ouest-France ha proposto di fornire gratuitamente una copia del giornale per ciascuna delle circa 280 celle della prigione.

E si è progresivamente estesa a una ventina di penitenziari della zona di diffusione del quotidiano regionale, che a dicembre ospitavano qualcosa come 5.500 detenuti .

L’ arrivo di Ouest-France – primo quotidiano francese, con una tiratura di circa 800.000 copie – in ogni cella ha portato ai detenuti ‘’un legame supplementare con l’ esterno’’, spiega con convinzione Alain Jégo, direttore interregionale dell’ amministrazione penitenziaria.

I detenuti hano spesso un apparecchio televisivo, ma “la lettura di un quotidiano è un gesto più attivo, permette di affermarsi come cittadino”, aggiunge. Ouest-France è così diventato ‘’uno strumento educativo per l’ apprendimento della lettura rivolto a una popolazione carceraria molto spesso in difficiltà”, sottolinea.

Per Ouest-France, questa diffusione si inserisce ‘’nel tradizionale impegno del giornale a favore dell’ umanizzazione delle carceri’’, un impegno manifestato da almeno mezzo secolo attraverso articoli, dossier ed editorali, rileva il presidente e amministratore delegato del giornale, François-Régis Hutin.

L’ iniziativa ha fatto centro. Hutin, che aveva inviato una lettera a ogni detenuto con la distribuzione della prima copia del giornale, ha ricevuto decine di lettere di ringraziamento, di cui l’ AFP ha avuto copia.. “Grazie di cuore per questo segno di speranza e per la fiducia che esso genera per il nostro futuro’’, scrive un collettivo di detenuti del carcere di Saint-Malo.

“I detenuti attendono tutte le mattina il giornale con impazienza’’, conferma il direttore del carcere di Caen, Patrick Wiart.
L’ idea di distribuire il giornale con la colazione non è stata comunque facile da accettare da parte del personale di sorveglianza. ‘’Inizialmente i custodi hanno reagito negativamente”, ricorda Pascal Vion, ex direttore del penitenziario di Rennes. “Alcuni si chiedevano se per caso fra un po’ non avrebbero dovuto distribuire i croissants ai detenuti…”.

Uno sforzo di pedagogia e la decisione di Ouest-France di offrire abbonamenti a prezzi ridotti (meno 40%) al personale penitenziario hanno finito per vincere le resistenze.

“La distribuzione del giornale ai detenuti ha un interesse reale”, riconosce Alexis Grandhaie, custode a Nantes e delegato regionale della CGT nei servizi penitenziari. “Molti detenuyti sono in una situazione sociale complicata. Restare in contatto con l’ attualità della loro zona, delle loro città, ne facilita la ricostruzione”.

La distribuzione quotidiana del giornale ha ugualmente “ricreato dei legami sociali fra detenuti e sorveglianti”, constata Vion. Il atto di condividere un giornale per ciascuna cellula ha in qualche caso modificato le relazioni fra detenuti, contribuendo a migliorare il clima generale della prigione, aggiunge.

E, beneficio imprevisto, la necessità di recuperare i vecchi giornali ha favorito la realizzazione di un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti nelle prigioni.
Vion ha lasciato Rennes in ottobre per assumere la direzione del carcere di Nanterre. “Spero di fare qualcosa di simile con Le Parisien“, confessa.

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