COL “VENICE PROJECT” LA NET TV USCIRÀ DALLO STATO LARVALE?

| 8 gennaio 2007 |


(Janus Friis e Niklas Zennstrom)

In primavera dovrebbe partire il progetto di nuova televisione a cui stanno lavorando i creatori di KaZaa e Skype – La maturazione dovrebbe avvenire quando la net tv ‘’entrerà’’ negli schermi dei normali televisori da salotto – Le prospettive economiche – Un articolo di Tommaso Tessarolo
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La Net TV uscirà dallo stadio larvale solo quando riuscirà ad entrare, in maniera semplice e trasparente, dentro i nostri televisori, quando seduti sul nostro divano con il telecomando in mano potremmo indifferentemente scegliere se vedere la TV “classica” o la Net TV, in quel momento inizierà la vera battaglia.

Entrambe gli obiettivi – rileva Tommaso Tessarolo in un ampio articolo sul suo blog, ‘’Venice project & P2PTv revolution’’ – rientrano nei piani del Venice Project, che dovrebbe uscire ufficialmente nei primi mesi del prossimo anno già con un offerta HD (alta definizione, ndr) e con sul mercato uno o più “box” in grado di attaccarsi al televisore e ricevere direttamente questa nuova TV.

Il progetto – il nome, apparentemente senza senso, verrà comunque cambiato – è opera di Janus Friis e Niklas Zennstrom, due noti esperti nella costruzione di piattaforme per la distribuzione di contenuti e servizi sul web. Nel marzo 2001 – ricorda Tessarolo – i due crearono il progetto KaZaa, diventato in fretta uno dei network P2P più usati dal popolo Internet per lo scambio e la condivisione di qualsiasi tipo di contenuto digitale. E successivamente hanno realizzato Skype, il famosissimo network di scambio di voce sulla rete.

“Cos’è stiamo facendo con Venice? E’ semplice, veramente, stiamo cercando di mettere insieme il meglio della televisione con il meglio di Internet’’, è la risposta di Friis e Zenstrom, secondo Tessarolo. ‘’Pensiamo che la TV sia uno dei più potenti e coinvolgenti mass media di tutti i tempi. La gente ama la TV, ma allo stesso tempo la odia. Si amano le storie appassionanti (a volte), la ricchezza, la qualità. Ma si odia la linearità, la mancanza di scelta, l’assenza di servizi basilari come la possibilità di ricerca. Completamente assenti sono tutti i servizi a cui ci siamo abituati su Internet: tagging, recommendations, scelta e così via. La TV è 507 canali con niente sopra, e noi vogliamo cambiare tutto questo!”.

Project Venice, spiega Tessarolo, ha aperto il 12 dicembre di quest’anno la sua fase beta riservata a 6000 persone (…) . La modalità di visione, come promesso di Friis, è prevalentemente “non lineare”. Un canale è di fatto composto da una serie di clip Video che vengono riprodotte in sequenza quando si accede al canale (molto bello il montaggio di tutte le novità che si ha all’avvio del client). Questo approccio garantisce una esperienza di TV di flusso per chi non ha intenzione di scegliere altro se non il canale, ma consente allo spettatore attivo di poter decidere in ogni momento quale singolo contenuto vedere. Chi vuole quindi può costruirsi un proprio palinsesto, alimentando la lista dei programmi preferiti o durante la visione o cercando nella libreria di contenuti presenti.

Molto interessante, rileva ancora Tessarolo, è l’aspetto sociale del Venice Project: quando si guarda un canale TV è previsto che lo si possa commentare, che si possa chattare con altri spettatori o con la “trasmissione”, che si leggano in overlay i propri feed RSS . Lo “schermo” televisivo viene trasformato in un piano capace di ospitare tutti gli strumenti necessari all’interazione.
E’ fondamentale però capire la differenza che Venice porta rispetto ad una “normale” esperienza non lineare di Net TV fatta utilizzando il Podcasting Video da client come iTunes. Con quest’ultimo i file si scaricano localmente senza condividerli, e si guardano quando si è finito il download. Con il client Venice si ha la netta sensazione di vedere la TV perché il flusso video parte immediatamente appena si accede al canale.

Per quanto riguarda gli aspetti economici, il modello di business, rileva Tessarolo,
prevede due fonti di ricavo: innanzi tutto l’advertising ovvero pubblicità dentro i video e sponsorizzazioni dei canali. Quindi la vendita di contenuti a pagamento, della quale non si sa praticamente nulla anche se Friis ha dichiarato che alcuni contenuti saranno distribuiti protetti da DRM. Project Venice più che avere fornitori di contenuti mira ad avere partner interessati ad utilizzare la piattaforma, con i quali stringere relazioni di reciproca convenienza. Per un broadcaster poter trasmettere a tutto il pubblico della rete senza passare sotto la gogna dei telecom operator, e senza dover investire quantità di denaro ai limiti della sostenibilità, è una opportunità senza precedenti. Mentre per Venice sarà importante avere contenuti di pregio da proporre a chi scaricherà ed utilizzerà il client. Una comunione d’interessi talmente forte, con delle basi talmente solide che rischia fa crollare definitivamente le barriere per la distribuzione dei contenuti TV sul web.

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