DA UNA ESPERIENZA DI VOLONTARIATO UN ESEMPIO PER IL GIORNALISMO PARTECIPATIVO

| 13 ottobre 2006 |


Jay Rosen
Un data-base nazionale dei gruppi no-profit Usa, realizzato e aggiornato da volontari, che le varie organizzazioni possono usare per far conoscere la propria attività. Si chiama MediaVolunteer ed è un esempio di lavoro collettivo a cui Jay Rosen, il fondatore di NewAssignment.Net, il più maturo esperimento di giornalismo partecipativo in corso negli Usa, sta guardando con attenzione in queste settimane.




Documento senza titolo

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In un post sul blog di NewAssignmente.Net, Jay Rosen ricorda di aver più volte sottolineato che ‘’l’elemento chiave che ha dato vita all’idea di NewAssignment.Net è stata la facilità  con la quale  le persone potevano incontrarsi, condividere le proprie informazioni e lavorare insieme’’.

Personal Democracy Forum  – precisa Rosen – ha pubblicato recentemente un’intervista incentrata su questo argomento. E’ con Martin Kearns, direttore esecutivo di Green Media Toolshed. Kearns ha lanciato una nuova inziativa, chiamata MediaVolunteer, che utilizza dei volontari per costruire e mantenere un aggiornato data base nazionale che  gruppi no-profit possono utilizzare per far conoscere le proprie attività.

Più di 20.000 persone hanno contribuito a questo sforzo, che richiede un impegno di non più di 15 minuti.

Ecco alcuni brani tratti dall’intervista:  

L’anima di www.mediavolunteer.org è di guardare allo sviluppo di Internet come ad una piattaforma per una nuova organizzazione e un nuovo modello di business. I fondatori di Ebay hanno rivolto lo sguardo a questo strumento per reinventare delle nuove possibilità di guadagno. I fondatori di Google hanno osservato attentamente Internet e hanno capito che i contenuti digitali dovevano essere organizzati. Noi stiamo guardando con molta attenzione gli utenti. Usiamo il Web per aggregare competenze e abilità verso progetti di interesse comune…

I volontari virtuali spendono solo 12 minuti su questo progetto. Nessuno chiederà loro denaro o informazioni personali. Il modello www.mediavolunteer.org non ha niente a che vedere con l’idea classica di volontariato, che credo abbia spaventato in passato talvolta la gente…

Nella nostra epoca le persone sono spesso sottoposte alla dittatura del tempo e del denaro. Non hanno la possibilità di partecipare ad un progetto che richieda dieci ore, un carico settimanale o un impegno qualsiasi di questa portata. I volontari che stiamo raccogliendo intorno a questa proposta sono felici di avere un’opportunità che può essere conciliata con le loro vite quotidiane.

Il volontariato di massa e un attivismo coordinato sono il futuro. Queste azioni daranno alle organizzazioni la possibilità di confrontare temi e affrontare problemi che altrimenti, per motivi economici, sarebbero rimasti fuori dalla loro portata…

Voi non dovete dare il vostro nome o l’indirizzo elettronico. Non vi chiederemo denaro, sarà un grande servizio se i vostri lettori andranno su www.mediavolunteer.org e porteranno a termine quanti più compiti sarà loro possibile. Lo sto chiedendo, questo farà la differenza. Richiederà solo pochi minuti. Potete andare a casa e farlo già oggi.

NewAssignment – conclude Rosen – dovrà imparare probabilmente da questa lezione se vorrà riuscire ad usare volontari per i suoi progetti. 
(traduzione di Maria Itri)


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