COSTITUITO IN IRAQ UN COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI GIORNALISTI

| 27 marzo 2006 |

La guerra irachena è il conflitto più sanguinoso per i giornalisti dopo la seconda guerra mondiale – Sono 68 i morti e 36 i giornalisti rapiti in tre anni

Dopo l’ uccisione, alcuni giorni fa, di Muhsin Khudhair e di altri tre giornalisti iracheni, è stato costiuito a Baghdad il Commettee to Protect Journalists (Lajnat Himayat Al-Sihafieen Al-Iraqqeen) per chiedere protezione dalla violenza ai giornalisti. Ne dà notizia l’ International journalists network ).
Il comitato punta a sensibilizzare l’ opinione pubblica con trasmissioni tv via satellite e organizzando scioperi dei giornali.

Gli organizzatori hanno intenzione di discutere pubbicamente dei casi di violenza e di spingere il governo a provvedere alla protezione dei giornalisti. E preme affinché le autorità governative indaghino sulle uccisioni di giornalisti che si sono verificate negli ultimi anni.

Intanto negli Usa nomi e foto dei 67 giornalisti che sono stati uccisi in Iraq vengono trasmessi in continuazione, dalla metà di marzo, da un grande schermo della Reuters (vedi qui ) in Times Square, a Manhattan.

A causa di tutta questa violenza le strutture giornalistiche internazionali hanno cominciato ad affidarsi per la copertura giornalistica in Iraq a giornalisti iracheni, ma anche questi ultimi sono diventati bersagli delle violenze e delle aggressioni.

Rsf: un’ ecatombe

Reporters sans frontières qualche giorno fa ha definito quella dell’ Iraq ‘’una ecatombe’’ di giornalisti, precisando che in tre anni 86 giornalisti sono stati uccisi e 36 rapiti.

La guerra in Irak – rileva una nota ) – è senza alcun dubbio il conflitto più sanguinoso per i giornalisti dopo la seconda guerra mondiale.

Il numero di morti a tre anni esatti di distanza dallo scoppio della guerra, è – scrive Rsf – ‘’superiore a quello dei 20 anni di guerra del Vietnam e a quello della guerra civile in Algeria.
L’ Iraq, secondo Rsf, è anche il più grande mercato di ostaggi del mondo. Trentotto giornalisti sono stati rapiti. Cinque sono stati uccisi e tre – Jill Carroll, Rim Zeid et Marouane Khazaal – sono ancora nelle mani dei rapitori.
In Vietnam, fra il 1955e il 1975 erano stati uccisi 63 giornalisti. Nel corso del conflitto nell’ ex Jugoslavia, fra il 1991 e il 1995, 49 giornalisti avevano trovato la morte nell’ esercizio del loro lavoro. E in Algeria erano stati 77 i giornalisti e collaboratori dei media ammazzati fra il 1993 e il 1996, durante la guerra civile.

***Delle schede sulla situazione in Iraq sono consultabili su Ifex, qui
o anche qui .

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