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Viva la stampa morta e viva

29 Giugno 2022 Tag:, , , , ,
Abbiamo questa raccolta di articoli del nostro passato sui cui riflettere e poi ricominciare a pensare e poi dopo riflettere un'altra volta. Scherzi a parte, questa settimana facciamo una capatina nel nostro passato. Apriamo l'archivio di questo blog. Passato perchè risaliamo la china degli articoli fino quasi alla sua origine. Capatina perchè proveremo a prendere di fiore in fiore,  come api per il miele, il meglio di quello che in epoche lontane, addirittura, primordiali, - e grazie al grande acume e giornalismo del nostro fondatore Pino Rea - si trovava già allora sulla stampa mondiale,  di argomenti a noi cari come:  web, trasformazione digitale, nuovi modelli, stampa e giornalismo. Ad esempio a settembre del 2006 dalla Francia arrivava un contributo modernissimo -  ancora oggi - a firma Benoit Raphael  che si confrontava - già allora - con un articolo dell'Economist dove le campane a morte per il futuro "prossimo" della carta stampata rispetto al digitale stavano già suonando a distesa.  A far paura, all'epoca, c'erano soggetti come My Space, - in questo specifico caso ha vinto la carta a quanto pare - ma rimangono profetiche le parole di Raphael quando scriveva ad

Supplenti e algoritmi

25 Novembre 2021 Tag:, , , , , ,
Torniamo ad occuparci di "società algoritmica".  Un argomento a noi assai caro e sul quale abbiamo speso molto tempo, sangue, sudore e lacrime. Grazie al contributo importantissimo di Michele Mezza e ai suoi studi, qui a bottega abbiamo preso ad occuparci di come gli algoritmi stiano in qualche modo "modellando" la società odierna. Lo abbiamo fatto in  tempi remoti - in senso digitale -  e certamente non sospetti. Ci abbiamo scherzato sopra -  ci proviamo sempre - con titoli ironici; abbiamo dedicato alla materia una intera edizione del nostro festival digit, abbiamo chiesto pareri a personaggi illustri e competenti e li abbiamo riportati su questo blog. Oggi torniamo ad occuparci della questione algoritmica -  che nel frattempo si è fatta sempre più evidente e pressante -  prendendo spunto da un articolo uscito sul quotidiano  "Essenziale" qualche giorno fa. Il pezzo si intitola inequivocabilmente : "L'algoritmo che lascia la scuola senza supplenti".  Vi consigliamo di leggerlo integralmente. Noi abbiamo chiesto a Maurizio Codogno,  - il Matematto - matematico, divulgatore scientifico, scienziato lui medesimo,  e scrittore illustre;  un parere tecnico sul caso in questione  e lui ci ha inviato lo scritto

Recovery Plan – Piccole lezioni dal passato

21 Aprile 2021 Tag:, , , , ,
Un piccolo saggio di fanta-cronaca-politica dal nostro associato e amico Marco Dal Pozzo, ingegnere delle telecomunicazioni nella vita reale, e grande curioso di storia e storie, di politica e del ruolo delle persone dentro la società in tutti "gli altri" momenti che gli sono concessi per studiare e informarsi. Prendendo spunto da due testi del passato, redatti da esperti di quei tempi, in cui si parla di economia, storia, politica e società; Dal Pozzo ritaglia una figurina,  artigianale ma molto rappresentativa,  del nostro Paese prima e dopo "il boom economico"  e l'arrivo del benessere e delle macchine di calcolo. Un'istantanea per riflettere su alcuni passaggi che hanno concorso in modo determinante alla ricostruzione e al rilancio dell'economia del nostro Paese grazie all'arrivo - più o meno indolore e inconsapevole - di cospicui fondi "esteri".    Dentro all'efficace ricostruzione dei fatti realizzata dallo studioso abruzzese, nostro associato, traspaiono problematiche e temi tutti molto simili, per non dire uguali, agli scenari in cui ci stiamo muovendo "or ora", nel dare corpo e poi corso e infine concretezza:  al Recovery Plan, ribattezzato alle nostre latitudini: "Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza".  Milioni e milioni di euro -

Musica per vecchi animali

20 Settembre 2020 Tag:, , , , , , , , , , ,
Quale potrebbe essere il brano, la canzone, l'opera, la sinfonia, l'aria leggiadra e sontuosa, per sottolineare la ricerca del luogo dove i vecchi animali vogliono andare a morire?  E cosa ha a che fare questa domanda con il testo di questo articolo, che sarà dedicato al giornalismo e ad alcune pratiche in uso nel mondo del giornalismo, perlopiù nostrano? Ce lo siamo chiesti anche noi mentre scrivevamo, e abbiamo pensato che  forse l'immagine di un vecchio animale che cerca un posto dove andare a morire ben si adatta al giornalismo, o meglio alla macchina giornalistico/imprenditoriale del nostro Paese. Il testo e poi il film di Stefano Benni, sono ancora ben impressi nella nostra memoria. Il peregrinare lieve di un magico Dario Fò e le sue disavventure fanta-politiche in un'universo distopico e surreale, assieme ad una adolescente ribelle e ad una ciurma di improbabili post apocalittici eroi "lumbard", sono lo sfondo ideale per raccontarVi alcuni fatti ugualmente apocalittici e surreali che stanno avvenendo nel mondo del giornalismo italico. Il primo fatto riguarda le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. In un'atmosfera cupa e glaciale, resa ancor più rigida dagli effetti

Il giornalismo non può attendere

5 Aprile 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Speriamo di non annoiarvi proponendoVi spesso questo giochetto di parole nel titolo dei nostri pezzi. L'idea è che se il titolo Vi suggerisce qualcosa o qualcuno, magari di noto o apprezzato o semplicemente di remoto ma simpatico, il Vostro approccio al nostro pezzo sarà più benevolo. Sciocchezze, probabilmente, chi può dirlo se non Voi direttamente. Parafrasando un paradiso a cui tutti aspiriamo ma dove non vorremmo andare tanto presto, il nostro indagato principale, il centro del nostro operato da sempre, il succo di tutte le nostre analisi da molti anni: il giornalismo; si scopre in questo momento così delicato per la storia del mondo e dell'Umanità, ancora più debole e prossimo al collasso definitivo, nonostante il rinnovato interesse di tutti, in questa stretta decisiva dell'attualità, in cui le notizie, quelle vere e dimostrabili, suffragate da fatti  e dati riscontrabili ogni oltre ragionevole dubbio, sono tornate di gran moda. Molte sono le attività, talune anche davvero bizzarre, nate a supporto del "vero giornalismo", come se esistesse, o sia mai esistito, un giornalismo falso. Pulitzer avrebbe apprezzato molto queste bislacche iniziative e forse si sarebbe schierato a favore di esse - tanto per intorbidire