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Profondità e superficie

13 Luglio 2022 Tag:, , , , , ,
Ogni tanto accade che da queste parti si vada a scavare dentro agli archivi e si propongano contenuti di qualche anno addietro, talvolta anche molti anni, per riprendere segnalazioni, constatazioni, racconti, esperienze e spunti dal passato che ci permettono di "fare il punto" sul presente e magari anticipare - ancora - tendenze future. Proprio così, ancora adesso, alcuni dei contenuti che rispolveriamo dalle nostre o da altrui "teche", a distanza di anni, talvolta molti, sono ancora all'avanguardia o peggio irraggiungibili, anche adesso. Oggi non saranno i "nostri" archivi ad essere setacciati, ma quelli del blog di un collega con il quale abbiamo condiviso molta strada sul fronte del giornalismo e più in generale della cultura digitale. Il blog si chiama "giornalismo d'altri" e il suo autore è Mario Tedeschini Lalli. Forse sarebbe meglio usare verbi al passato nel descrivere il blog e la sua attività, poichè come potrete constatare Voi stessi, il diario online  del nostro stimato collega non viene più aggiornato da alcuni anni, presumibilmente da quando, Tedeschini Lalli è andato in pensione. L'ultimo post è del 2018. Nel frattempo Mario ha scritto un libro, prezioso, del quale ci occuperemo

Ricette per il caos – una rilettura dal 2006

18 Agosto 2021 Tag:, , , , , , , ,
  Rieccoci a Voi con il secondo dei  tre articoli tre, ripescati dal nostro archivio e riproposti. Siamo ancora nel 2006, anno di profezie e felici intuizioni - almeno qui -  e ci troviamo a parlare di un libro. Un testo davvero molto particolare che introduce un concetto innovativo, anzi rivoluzionario, ma che da allora troveremo e ritroveremo in continuazione, non solo su questa bacheca ma ovunque nel mondo.  Essere o non essere giornalisti e/o comunicatori oggi? Dopo l'avvento di internet. Dopo la rivoluzione digitale. Dopo la transizione del mondo - più o meno rotondo -  da società dei consumi a società dell'informazione. Nel 2006 arriva questo testo che ci induce a ripensare, forse una delle prime volte, il rapporto fra informazioni/notizie/giornalismo e persone/consumatori/produttori. E ci invita a renderci "media", noi medesimi, dentro a questo nuovo ecosistema digitale in cui è stato trasformato il nostro mondo. Rileggere quell'articolo potrebbe essere utile per rimettere un minimo di ordine - si fa per dire - fra le cose che sono davvero avvenute dopo l'avvento del digitale, e farci pensare un momento, con calma, al futuro, e a come vorremmo davvero relazionarci con esso. Alla rilettura,

Giornalismo dei blog – una rilettura dal 2006

11 Agosto 2021 Tag:, , , , , ,
Per la serie anche qui cerchiamo di riposarci un pochino d'estate, ecco a Voi: tre articoli tre, ripescati dal nostro archivio e riproposti. Non si tratta solo di una doverosa sosta per  permetterci di ricaricare le pile, ma anche di tre vere chicche rispolverate dai nostri scaffali elettronici, e ancora parecchio attuali per non dire, quasi "moderne".  A partire da oggi e per le prossime settimane,  ri-pubblicheremo, dunque, tre "nostri" vecchi articoli, dedicati ad argomenti ancora molto presenti nelle cronache del quotidiano.  Iniziamo con un pezzo del 2006. Un'analisi, all'epoca d'avanguardia, su un fenomeno che aveva letteralmente invaso il mondo del giornalismo - proprio in quei momenti - e che si stava espandendo a macchia d'olio con una forza e una potenza davvero impressionante. I blog. Il fenomeno dei diari online - weblog, come erano stati definiti alla loro prima apparizione - in pochissimo tempo si era affacciato sul panorama dell'informazione mondiale,  e già quindici anni fa, come leggeremo di seguito, aveva letteralmente rivoluzionato il rapporto fra giornalismo e lettori. In particolare,  i blog d'opinione, molto potenti sul fronte della politica, arrivavano o stavano arrivando in America,  e poi nel resto del mondo, 

Il giornalismo delle persone e quello delle redazioni

30 Agosto 2020 Tag:, , , , , , ,
Proseguiamo nel lavoro d'esplorazione dell'archivio di Lsdi che abbiamo iniziato alcune settimane fa per riportare alla luce alcuni degli articoli pubblicati su questo blog nei suoi primi anni di vita. Un lavoro nato per rendere omaggio ai fondatori di questo gruppo di lavoro e che poi è diventato - purtroppo - una sorta di commosso e vibrante ricordo  dell'ideatore e redattore capo del blog di Lsdi per tanti anni dalla sua fondazione  il nostro mestro Pino Rea, venuto improvvisamente a mancare il 6 luglio scorso.  Alcuni dei temi del 2004 e come vedremo quest'oggi del primo scorcio del 2005, sono ancora oggi, molto attuali. In un lungo post del luglio del 2005, Pino Rea, analizzava il ruolo del giornalismo nell'epoca della transizione digitale, soffermandosi in particolare sul ruolo del citizen journalism e degli User Generated Content, i contenuti informativi generati direttamente dagli utenti e da loro diffusi online attraverso le piattaforme di condivisione. L'articolo da cui estrarremo, come sempre, alcuni significativi passaggi, non è solo una buona analisi di quei temi, ma è anche -  a nostro personalissimo avviso -  una sorta di modello di produzione giornalistica per tutti i contenuti successivi prodotti

Di blog e di giornalismo

19 Luglio 2020 Tag:, , , , , , ,
Molto si è scritto negli anni sui diari digitali. Molto si è dibattuto e analizzato e studiato, anche qui, da subito, dai nostri primi articoli, curati e realizzati integralmente, soprattutto nei primi anni di attività, dal nostro fondatore e maestro Pino Rea. I blog, questi nuovi strumenti espressivi e di informazione, hanno da subito attirato molta attenzione su di sè, soprattutto fra i giornalisti e gli addetti ai lavori del mondo dell'informazione. La foto del Guardian,   racconta in modo perfetto l'arrivo del termine e l'inizio dell'era dei diari on line. Il termine Web-Log che poi si contrae e diventa Blog nel giro di tre anni, viene coniato nel 1994. E poi c'è la nascita in quegli anni, più o meno consapevole,  dei primi "influencer",  grazie all'uso dei diari online. Nel 2004, anno della nostra fondazione, numerosi sono stati gli articoli dedicati a questo argomento. Andiamo subito ad estrarre un paio di passaggi da altrettanti contributi pubblicati su Lsdi nel giugno e nell'agosto di quell'anno.    
  Nel caso dei giornalisti italiani, quindi, il blog sembra incidere sulla professione prima di tutto perché incide sulla vita dell’individuo. Non sembra quindi esservi una netta spaccatura tra il giornalismo