Benessere

Non solo fornelli: le abitudini quotidiane associate a un cervello più attivo in età avanzata

Mantenere la mente giovane coincide spesso con l'idea di mantenerla attiva. La cucina è un'attività perfetta a questo scopo ma ce ne sono anche molte altre.

Non solo fornelli: le abitudini quotidiane associate a un cervello più attivo in età avanzata
Non solo fornelli: le abitudini quotidiane associate a un cervello più attivo in età avanzata

In molte case la salute del cervello passa da gesti semplici, quasi invisibili: annaffiare una pianta sul balcone, mettere su una minestra, accompagnare un nipote a scuola, ricordare le parole di una vecchia canzone.

Uno studio giapponese ha legato la cucina fatta in casa a un rischio più basso di demenza tra gli anziani. Ma il punto non è soltanto stare ai fornelli. Contano la manualità, le relazioni, il movimento leggero, gli stimoli che danno ritmo alla giornata e impediscono alla routine di diventare sempre uguale.

Giardinaggio, volontariato e lavori manuali: le attività finite sotto la lente

Lo studio, condotto su 10.978 persone dai 65 anni in su nell’ambito del Japan Gerontological Evaluation Study e pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health, ha seguito i partecipanti per sei anni, fino al 2022. Il dato più citato riguarda la cucina: preparare pasti da zero almeno una volta alla settimana è stato associato a una riduzione complessiva del rischio di demenza di circa il 30%, con un calo ancora più evidente tra chi aveva poca dimestichezza ai fornelli.

I ricercatori, però, non hanno guardato alla cucina come a un gesto isolato. Hanno considerato anche altre attività legate alla riserva cognitiva, cioè la capacità del cervello di reggere meglio l’invecchiamento grazie agli stimoli raccolti nel tempo. Tra queste ci sono giardinaggio, volontariato e lavori manuali creativi. Non semplici passatempi. Curare un orto vuol dire ricordare quando annaffiare, controllare il terreno, accorgersi se una pianta non sta bene. Fare volontariato significa rispettare orari, mantenere contatti, assumersi piccoli impegni. Cucire, riparare, costruire o dipingere mette insieme mani, attenzione e memoria. La lettura più interessante è qui: non conta solo che cosa si fa, ma quanto quell’attività costringa, senza pesare troppo, a restare presenti nella propria giornata.

Musica, nipoti e relazioni: gli stimoli che tengono acceso il cervello

Il cervello anziano non vive solo di esercizi e schede da compilare. Spesso risponde meglio a stimoli regolari, concreti, legati agli affetti e alla vita di tutti i giorni. Cantare, ascoltare musica, ricordare parole e melodie, muoversi seguendo un ritmo: sono attività che chiamano in causa memoria, emozioni e attenzione, senza dare l’impressione di “fare un compito”. Lo stesso vale, con le dovute cautele, per la cura dei nipoti: preparare una merenda, raccontare una storia, organizzare un pomeriggio, rispondere a domande impreviste. Sono gesti che tengono viva la relazione con gli altri e aiutano a rompere l’isolamento, uno dei pesi più grandi nella vita di molte persone anziane. Naturalmente non tutti i nonni hanno le stesse energie, e occuparsi dei bambini può diventare faticoso se si trasforma in un obbligo.

Il punto non è caricare gli anziani di nuove responsabilità. È riconoscere che le relazioni reali, fatte di appuntamenti, voci, piccoli imprevisti e presenza fisica, offrono stimoli più ricchi di molte attività passive. Anche una lunga telefonata, una passeggiata con un vicino o un coro di quartiere possono valere più del semplice “tenersi occupati”: danno al cervello qualcosa da seguire, ricordare, interpretare.

Cibo fatto in casa e dieta: perché gli ingredienti freschi possono fare la differenza

Nel caso della cucina, il legame osservato nello studio giapponese può dipendere da più elementi messi insieme. Preparare un pasto da zero vuol dire scegliere gli ingredienti, dosare le quantità, seguire una sequenza, controllare tempi e cotture. Per chi ha sempre cucinato poco, anche mettere insieme verdure, legumi e cereali può diventare un esercizio mentale piuttosto completo.

Attività anziane per salvaguardare la mente

Quali attività tutelano la mente delle persone anziane (lsdi.it)

Poi c’è il tema della qualità della dieta. Chi cucina in casa tende più facilmente a usare alimenti freschi, a ridurre prodotti ultraprocessati, sale in eccesso e porzioni troppo abbondanti. Non è una regola valida sempre, ma spesso accade. Una pasta riscaldata con verdure avanzate, una zuppa preparata per due giorni, un pesce cotto in modo semplice o una frittata con erbe dell’orto raccontano una quotidianità diversa rispetto ai pasti pronti consumati senza pensarci.

Detto questo, cucinare non è una formula magica. Friggere ogni giorno, esagerare con grassi e zuccheri o mangiare sempre le stesse cose non diventa salutare solo perché avviene in casa. La possibile protezione nasce, più probabilmente, dall’incontro tra manualità, autonomia, scelta degli alimenti e ritmo della giornata. Anche per questo, per una persona anziana, può contare molto avere una cucina sicura: pentole leggere, ingredienti a portata di mano, buona luce, ricette semplici e qualcuno che aiuti senza togliere del tutto il controllo.

Falsi miti sulla demenza: abitudini utili non significa cure

Quando si parla di demenza, la prudenza è indispensabile. Lo studio è osservazionale: mostra un’associazione tra alcune abitudini, come cucinare in casa, e un rischio più basso di sviluppare demenza, ma non prova che siano proprio quelle attività a proteggere in modo diretto. Chi cucina, fa giardinaggio o partecipa ad attività sociali potrebbe partire già da condizioni migliori: più autonomia fisica, reddito più stabile, una rete familiare più presente, meno isolamento, abitudini alimentari più sane. Inoltre, i casi lievi di declino cognitivo potrebbero non essere stati rilevati, perché la demenza veniva registrata soprattutto quando richiedeva assistenza attraverso il sistema assicurativo pubblico giapponese.

Conta anche la cultura alimentare: la cucina domestica giapponese, spesso fatta di riso, pesce, verdure, zuppe e piccoli contorni, non coincide con tutte le abitudini europee o italiane. Resta però un messaggio pratico, e tutt’altro che banale: le attività quotidiane che tengono una persona coinvolta meritano più attenzione. Una volta alla settimana ai fornelli, qualche pianta da curare, una relazione da coltivare, una canzone da ricordare non sono cure. Sono fili sottili che aiutano a non lasciare il cervello senza appigli, soprattutto quando l’età tende a ridurre movimenti, incontri e iniziative.

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