In Spagna metà dei giornalisti sono di troppo?

| 27 Novembre 2011 |

Periodistas

Lo sostiene il direttore di ABC, giornale del gruppo Vocento, ritenendo che il sistema mediatico spagnolo sarebbe fortemente sovradimensionato – Nel paese ci sarebbero 120 testate contro le 72 della media delle altre nazioni dell’ Unione europea – In quattro anni il fatturato della stampa è calato del 40%

—–

Secondo il direttore del quotidiano spagnolo ABC, Bieito Rubido, la metà delle testate e dei giornalisti spagnoli sarebbero in eccesso visto che l’ attuale sistema mediatico del paese è ‘’ampiamente sovradimensionato’’.

Lo ha detto – racconta 233grados.com – nel corso di un intervento al Forum de la Nueva Comunicación, spiegando che i mezzi di comunicazione soffronto la crisi economica, istituzionale e di valori che colpisce il paese, ma anche il modello e il sovradimensionamento del modello, proponendo di avviare ‘’una grande trasformazione’’ del settore per evitare di ‘’precipitare nell’ abisso’’.

‘’In Spagna la metà dei periodoci, delle radio e delle reti televisive sono in eccesso – ha osservato – e quindi metà dei giornalisti e degli addetti’’.

Fornendo alcuni ‘’dati negativi’’: come il fartto che mentre nel 2007 la stampa spagnola aveva fatturao 1.900 milioni di euro, nel 2010 il fatturato globale era sceso a 1.120 milioni, ‘’il 40 per cento in meno’’.

“In questo periodo – ha aggiunto Rubido – in Unione europea hanno chiuso 160 testate, mentre in Spagna sono state solo 2 o 3 le voci che hanno cessato di esistere’’.

Il responsabile di ABC ha indicato che in Spagna esistono 120 testate, mentre la media europea sarebbe di 72 testate.

“Abbiamo un settore assolutamente squilibrato, che soffre per la crisi economica ma anche per le sue dimensioni; almeno la metà dei giornali sia regionali che localik, compresi quelli di Madrid, sono in più – ha detto, pronosticando che ‘’con l’ andar del tempo’’ resteranno ‘’al massimo due o tre giornali’’.

Per Bieito Rubido l’ irruzione delle nuove tecnologie costituisce ‘’una grande opportunità per comunicare più e meglio e per raggiungere più persone’’.

E infine ha citato l’ importanza delle edizioni web su tablet, sostenendo che Twitter è ‘’uno strumento interessante’’, sempre che non se ne faccia un uso eccessivo.

Print Friendly, PDF & Email

Leggi anche:

  • Muro contro muro I modelli di sostenibilità detti anche modelli di business sono da sempre il grande problema della rivoluzione digitale almeno nel nostro settore: l'informazione. Lo abbiamo detto tante […]
  • Festival di Perugia: Lsdi presenta il Greencamp Il secondo barcamp supportato da LSDI al Festival Internazionale del giornalismo di Perugia, insieme al SurvivalCamp: il barcamp della sopravvivenza dei giornalisti,  è dedicato al […]
  • Gennaio ‘’nero’’ in Usa, ondata di tagli Meno 86 addetti al Seattle Times, 25 sceneggiatori licenziati alla Disney e oltre 600 esuberi annunciati alla McGraw-Hill - Il settore dei media degli Stati Uniti sta registrando […]
  • Il mestiere, non il lavoro, di giornalista A margine della vicenda di Daniele Mastrogiacomo, che speriamo si risolva presto e positivamente, ecco un'importante riflessione sul "mestiere non il lavoro" del giornalista. La firma […]
  • Giornali online: per guadagnare di più bisogna misurarsi meglio Anno per anno i ricavi pubblicitari in Internet crescono progressivamente, fino a superare (negli USA) i 17 miliardi di dollari nel primo semestre 2012. Ma questi ricavi stentano a […]

I commenti sono chiusi.