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Tessuti e sudore: perché alcune magliette trattengono più macchie e odori

Macchie di sudore, spesso un vero e proprio nemico che il lavaggio non riesce a sconfiggere. Ma questo solo perché non sappiamo tutte le mosse necessarie.

Tessuti e sudore: perché alcune magliette trattengono più macchie e odori
Tessuti e sudore: perché alcune magliette trattengono più macchie e odori

Quando si prende dall’armadio una maglietta appena lavata e si trovano ancora aloni sotto le ascelle, magari al mattino, poco prima di uscire, la prima reazione è pensare a un lavaggio sbagliato. Non sempre è così. Nella maggior parte dei casi il problema nasce dall’incontro tra sudore, deodorante e tessuto: durante l’uso, e poi in lavatrice, questi residui si legano alle fibre e restano lì. La macchia, giallastra o più scura, si forma un po’ alla volta. «Pensavo fosse colpa del detersivo», raccontano spesso in lavanderia. In realtà pesa molto anche il tipo di stoffa.

Cotone, sintetici e tessuti tecnici: come reagiscono al sudore

Il cotone è il classico tessuto delle magliette di tutti i giorni: morbido, fresco, di solito ben sopportato dalla pelle. Ha però un difetto: assorbe parecchio. Quando si suda, trattiene sudore, sebo e residui di deodorante più a lungo di altri materiali. Così, soprattutto sui capi chiari e indossati spesso, compaiono le solite macchie gialle sotto le ascelle. I sintetici, come poliestere e poliammide, si comportano diversamente. Assorbono meno acqua, è vero, ma tendono a trattenere gli odori, perché alcune sostanze legate al sudore si attaccano alle fibre. Una maglietta sintetica può asciugarsi in fretta e continuare comunque a puzzare.

Ancora diverso il caso dei tessuti tecnici sportivi, pensati per portare l’umidità verso l’esterno e farla evaporare. Durante l’attività fisica funzionano bene, ma vanno lavati nel modo giusto: troppo detersivo o ammorbidente, come ricordano spesso le istruzioni dei produttori, può ridurre la traspirazione del tessuto.

Traspirabilità e assorbimento: perché alcuni capi si macchiano prima

La differenza tra una maglietta che resta pulita più a lungo e una che si segna dopo poche ore sta spesso in due parole: traspirabilità e assorbimento. Una t-shirt in cotone pesante, per esempio, trattiene l’umidità vicino alla pelle. Se il deodorante non si è asciugato bene, i suoi residui finiscono più facilmente nella trama.

Come trattare le macchie di sudore

Come trattare le macchie di sudore per non lasciare aloni sui capi (lsdi.it)

Molti antitraspiranti contengono sali di alluminio, usati per ridurre la sudorazione: a contatto con le proteine del sudore e con il sebo possono creare depositi difficili da mandare via con un normale lavaggio. Succede poco per volta. Prima la stoffa sembra appena più rigida, poi spunta l’alone. I materiali poco traspiranti peggiorano la situazione, perché tengono calore e umidità sotto il braccio più a lungo.

Una stoffa leggera, invece, lascia passare più aria e riduce il tempo di contatto tra sudore e fibre. Anche il lavaggio fa la sua parte: acqua troppo calda e asciugatrice ad alte temperature possono fissare le proteine del sudore, rendendo gli aloni più tenaci. Meglio agire subito, con un pretrattamento delicato.

Capi bianchi e colorati: aloni gialli, scuri e stoffa irrigidita

Sulle magliette bianche si vede tutto subito: l’alone è giallo, concentrato sotto le ascelle, spesso con un bordo più evidente. Sui capi colorati, invece, la macchia può sembrare più scura, opaca o leggermente lucida. A volte quasi non si nota, ma cambia il tatto: la stoffa diventa rigida, meno morbida, come cerata. È il segno che residui di deodorante, sudore e detersivo non risciacquato si sono accumulati nelle fibre. Una commessa di una lavanderia di quartiere, a Milano, lo spiega così: «Il cliente vede la macchia, noi sentiamo prima la fibra indurita». P

er i bianchi si usano spesso bicarbonato, aceto bianco o acqua ossigenata a bassa concentrazione, sempre guardando prima l’etichetta. Sui colorati serve più cautela: limone e acqua ossigenata possono scolorire. Strofinare forte, poi, raramente risolve. Anzi, può rovinare il tessuto senza sciogliere davvero il deposito. Meglio fare prima una prova su una parte nascosta, soprattutto con capi delicati o nuovi.

Come scegliere le magliette se si suda molto

Chi suda molto dovrebbe leggere l’etichetta prima ancora di scegliere il colore. La composizione dice molto su come la maglietta reagirà a sudore e odori. Per tutti i giorni possono andare bene capi in cotone leggero, meglio se non troppo aderenti: lasciano circolare l’aria e limitano l’umidità sotto le ascelle.

Per lo sport, invece, i tessuti tecnici traspiranti sono spesso più indicati, a patto di lavarli senza esagerare con il detersivo e senza ammorbidenti, che possono lasciare una specie di pellicola sulle fibre. Conviene anche aspettare qualche minuto prima di vestirsi, così il deodorante si asciuga: sembra un dettaglio, ma riduce il passaggio diretto del prodotto sulla maglietta. Se gli aloni tornano spesso, si può provare un deodorante senza sali di alluminio, controllando però come reagisce la pelle. Dopo l’uso, meglio non lasciare il capo per giorni nel cesto della biancheria. Le macchie fresche si trattano più facilmente. E quando l’alone compare, acqua fredda o tiepida, un pretrattamento mirato e un lavaggio corretto servono più di un ciclo aggressivo fatto di fretta.

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