native advertising

Membership cui prodest?

5 Dicembre 2017 Tag:, , , , ,
Quella del titolo a nostro avviso non è una domanda retorica. E siamo anche pronti nella migliore logica marzulliana - ammesso che ci passiate il neologismo -  a darci e darVi una risposta: a tutti, rispondiamo, nessuno escluso, e di seguito proviamo a spiegare il perchè. La membership serve e servirà a tutti, ribadiamo,  soprattutto come modello culturale da comprendere più che come possibile modello di business, almeno per come la vediamo noi. Parlare, anzi riparlare di membership ci è venuto in mente dopo aver visto il grande cambiamento proposto recentemente da uno dei maggiori quotidiani italiani: la Repubblica. (altro…)

I relatori di #digits17 – Andrea Boscaro

10 Ottobre 2017 Tag:, , , , , , , , ,
Direttamente dalla prossima edizione di digit, che come ricorderete è fissata per il prossimo 28 ottobre al PIN, polo universitario pratese, di Prato, arriva sulle nostre colonne l'esperto di marketing digitale Andrea Boscaro. Andrea che a digit realizzerà un workshop assieme al direttore di Varese News  Marco Giovannelli sul tema del giornalismo iperlocale e in particolare: "L’algoritmo della notizia iperlocale (il futuro del giornalismo sta nel locale lo hanno capito anche a google dove stanno sviluppando un algoritmo per tracciare le notizie iperlocali); fa capolino sulle pagine di Lsdi per fornirci un prezioso contributo sul tema del brand journalism  e del native advertising. Temi su cui abbiamo già ampiamente dibattuto qui a bottega e sui quali cerchiamo di tenerVi costantemente e puntualmente aggiornati. Ma lasciamo la parola ad Andrea che nella sua riflessione su questi argomenti inserisce notizie fresche su particolari funzioni e funzionalità messe a disposizione dai social media al servizio proprio dei contenuti aziendali.  Buona lettura ;)
(altro…)

Archiviati: Il native advertising

18 Febbraio 2016 Tag:, , , , , , , , ,
NativeInizia oggi una nuova rubrica sul nostro sito. L'abbiamo chiamata << archiviati >> e sarà composta da pezzi realizzati utilizzando spunti e ricordi estratti dal nostro archivio. Suggestioni ricavate da nostri precedenti articoli, grazie alle quali cercheremo di fare il punto, il più possibile aggiornato, su uno dei temi caldi del nostro settore. Cominciamo parlando di: native advertising   Il native advertising journalism rimane uno dei concetti più controversi e meno compresi del marketing ancora oggi. Per alcuni è una minaccia all'integrità giornalistica per altri una fonte di guadagno ed un modo efficace per raggiungere e coinvolgere il pubblico. Melanie Deziel che ha fatto del native advertising la sua "ragione di vita e lavoro" pone il native ads all'interno di una sezione trasversale alla pubblicità e alla narrazione giornalistica.   (altro…)

150 milioni di euro per il giornalismo digitale

2 Maggio 2015 Tag:, , , , , , , , ,
gogLa notizia è di quelle epocali e ve la riportiamo in doppia versione, originale in inglese e tradotta in italiano così come l'abbiamo letta sul sito di Google : The Digital News Initiative The Digital News Initiative (DNI) is a partnership between Google and news publishers in Europe to support high quality journalism through technology and innovation. The goal is to encourage a more sustainable news ecosystem -- and promote innovation in digital journalism -- through ongoing collaboration and dialogue between the tech and news sectors. Anyone involved in Europe’s digital news industry will be able to take part in any or all of the programs of the DNI.   (altro…)

Giornalismo e pubblicità.
Il ‘’muro’’ è destinato a cadere?

12 Novembre 2014 Tag:, , , ,
Zippo1Il management del New York Times ‘’continua a prendere cattive decisioni economiche. E sta rovinando un tesoro nazionale’’. Così si esprimeva all’ inizio di quest’ anno Tom Foremsky, uno dei più ascoltati osservatori dell’ editoria digitale,  in un articolo su Memeburn. Foremsky giudicava sciagurata la decisione del giornale di ricorrere al native advertising, una forma di pubblicità che giudicava ‘’ingannevole’’, aggiungendo che, a suo parere, un suo uso esteso avrebbe ‘’accelerato il crollo del settore dei media’’. (altro…)