futuro

Io, noi, tutti e gli altri ancora

29 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
L'immagine di apertura è davvero emblematica. Cianciamo, molto spesso a vanvera di come fare a completare -  o forse ad avviare -  il corretto passaggio, la cosiddetta transizione al digitale. Poi succedono cose come quella evidenziata dalla foto. E diventa tutto molto facile da comprendere. Come hanno fatto alla biblioteca pubblica di New York, "bisogna portare le cose là dove sono le persone" Se dentro al nostro esilio forzato passiamo del tempo giocando online, quale miglior posto per informare correttamente le persone, sulle misure da tenere, sui comportamenti corretti da mettere in campo per contrastare l'avanzata del virus. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Il Paese e il mondo, lottano per contrastare l'avanzata del virus. L'emergenza continua e ci rende persone diverse. Ci fa pensare ad un oggi senza orpelli, ci fa agire in un mondo forzatamente digitale, online, immateriale. Ci fa scoprire quanto siamo indietro, quanto poco sappiamo di questi strumenti ipertecnologici di cui siamo tutti ampiamente dotati. Di quanto poco siamo in grado di usarli sfruttando appieno le loro potenzialità. Ci rendiamo improvvisamente conto che lo slogan trito e ritrito, speso continuamente, in ogni convention, in ogni

Stati e strati dell’informazione (appunti per non dimenticare) pt.2

9 Febbraio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Torniamo a Voi con la seconda parte del nostro personalissimo resoconto per estratti degli Stati generali dell'editoria voluti dal Governo leghista e pentastellato (che solo a parlarne pare di evocare il fantasma del pirata formaggino, ma tant'è); una serie di appuntamenti -  scherzi a parte -  davvero utili per configurare il presente e l'immediato futuro del comparto dell'informazione in Italia, ma che le vicissitudini politiche recenti, rischiano o forse, hanno già: vanificato. Per non dimenticare, come recita il nostro titolo, di quello che è emerso in questi incontri, abbiamo provato ad estrarre le dichiarazioni, i passaggi salienti degli interventi, le considerazioni più utili - a nostro avviso -  per mettere al più presto mano, ad una urgente e non rimandabile riforma dell'intero comparto. Partendo dal nostro ordine professionale, o forse meglio, dalla definizione della professione giornalistica; per poi passare alla intera filiera industriale del mondo dell'informazione. Gli spunti importanti emersi da questi incontri arrivano da tutte le parti. Non sono stati solo gli esperti  chiamati, ad aggiungere elementi utili al dibattito, ma come vedrete, tutti o quasi gli intervenuti, hanno inserito  spunti e riflessioni davvero importanti per la discussione. Apriamo dunque la

Un giornalismo per il futuro

3 Dicembre 2018 Tag:, , , , , , , , ,
Quale futuro per il giornalismo? Quale strada imboccare? Cosa proporre per salvare una professione indispensabile per il buon funzionamento della democrazia? E’ la domanda che la “Fondazione Murialdi” ha posto ad alcuni esperti e uomini di cultura, con l’intenzione di portare un contributo all’analisi in un momento delicato per la vita del paese e per lo sviluppo dell’informazione.       La Fondazione Murialdi ha avuto una serie di audizioni e confronti sul futuro della professione e in vista di un possibile diverso assetto normativo del giornalismo nel nostro Paese. Il testo che pubblichiamo di seguito  è la trascrizione dell’intervento di Raffaele Fiengo al comitato scientifico della Fondazione Paolo Murialdi presieduta da Nicola Tranfaglia tenutasi il primo ottobre scorso.       "Parto da una idea consolidata: il nuovo assetto della comunicazione non permette al giornalismo o ai giornalismi di posizionarsi in modo significativo rispetto a quello che solitamente è stato nel secolo scorso.     Il giornalismo, nei paesi di democrazia liberale, ha svolto una funzione dialettica rispetto ai poteri. Quindi nei grandi fatti, e anche nei piccoli, nelle vicende nazionali e nei vari paesi, ha avuto un certo ruolo, non irrilevante nella formazione delle opinioni pubbliche.     Oggi la trasformazione avvenuta nella comunicazione non permette

Homo homini deus (ex machina)

25 Novembre 2018 Tag:, ,
Perdonate la crasi (meglio definirla insalata?) del titolo, ma come sapete ci piace scherzare. E sul libro di Yuval Noah Harari scherzare è d'obbligo. Non abbiamo avuto modo di conoscere il professore che insegna storia all' Università Hebrew di Gerusalemme ma siamo convinti che l'ironia e il non prendersi troppo sul serio siano suoi tratti distintivi. Harari è uno storico  ma è soprattutto uno scrittore, un saggista a larga diffusione. I suoi libri vendono come best seller ma sono trattati scientifici. In particolare "Homo deus" il suo penultimo lavoro, che qui vorremmo provare a raccontarvi, ha sfondato il limite dei 5 milioni di copie vendute. Per darvi qualche dato in più, dovete pensare che un libro di saggistica nel nostro Paese, per avere un discreto successo basta che arrivi a vendere  1000/1500 copie.  Nei suoi saggi questo storico israeliano davvero sui generis, affronta in modo "creativo" ma nello stesso tempo molto appropriato i temi della rivoluzione digitale. In realtà parla di noi, intesi come genere umano a trecentosessanta gradi, ma proprio grazie all'indubbia ironia che pervade ogni riga del suo saggio, riesce a raccontare temi pesantissimi con una grazia e una leggerezza che

Tecnologia e futuro del Lavoro

23 Luglio 2018 Tag:, , , ,
Da alcune settimane il nostro Marco Dal Pozzo si sta occupando di gig economy e di nuove occupazioni. Mettendo in relazione il tema degli algoritmi, un tema come sapete a noi molto caro e ampiamente dibattuto su queste colonne negli ultimi mesi, con le tematiche del lavoro, lo studioso abruzzese  sta provando a ipotizzare alcuni possibili scenari in cui ci potremmo molto presto trovare a vivere. Davanti a noi abbiamo un futuro (meglio dire un presente?) in cui sappiamo con certezza che il lavoro, così come è stato lungamente inteso da tutti noi, è destinato a mutare forse per sempre, e di conseguenza il rapporto dell'uomo con l'occupazione e il proprio sostentamento e la propria indipendenza e anche la propria dignità, sono destinati ad essere messi in discussione e a mutare radicalmente. Non a caso in Paesi diversi del mondo la politica sta ragionando su temi come questi: ad esempio l'Italia ha introdotto concetti come il "reddito di inclusione", oppure il "reddito di cittadinanza". Fuori da qualsivoglia polemica di stampo politico, il tema del lavoro e di come mantenere la propria dignità e contemporaneamente mantenersi a galla e sfamare