futuro

Un giornalismo per il futuro

3 dicembre 2018 Tag:, , , , , , , , ,
Quale futuro per il giornalismo? Quale strada imboccare? Cosa proporre per salvare una professione indispensabile per il buon funzionamento della democrazia? E’ la domanda che la “Fondazione Murialdi” ha posto ad alcuni esperti e uomini di cultura, con l’intenzione di portare un contributo all’analisi in un momento delicato per la vita del paese e per lo sviluppo dell’informazione.       La Fondazione Murialdi ha avuto una serie di audizioni e confronti sul futuro della professione e in vista di un possibile diverso assetto normativo del giornalismo nel nostro Paese. Il testo che pubblichiamo di seguito  è la trascrizione dell’intervento di Raffaele Fiengo al comitato scientifico della Fondazione Paolo Murialdi presieduta da Nicola Tranfaglia tenutasi il primo ottobre scorso.       "Parto da una idea consolidata: il nuovo assetto della comunicazione non permette al giornalismo o ai giornalismi di posizionarsi in modo significativo rispetto a quello che solitamente è stato nel secolo scorso.     Il giornalismo, nei paesi di democrazia liberale, ha svolto una funzione dialettica rispetto ai poteri. Quindi nei grandi fatti, e anche nei piccoli, nelle vicende nazionali e nei vari paesi, ha avuto un certo ruolo, non irrilevante nella formazione delle opinioni pubbliche.     Oggi la trasformazione avvenuta nella comunicazione non permette

Homo homini deus (ex machina)

25 novembre 2018 Tag:, ,
Perdonate la crasi (meglio definirla insalata?) del titolo, ma come sapete ci piace scherzare. E sul libro di Yuval Noah Harari scherzare è d'obbligo. Non abbiamo avuto modo di conoscere il professore che insegna storia all' Università Hebrew di Gerusalemme ma siamo convinti che l'ironia e il non prendersi troppo sul serio siano suoi tratti distintivi. Harari è uno storico  ma è soprattutto uno scrittore, un saggista a larga diffusione. I suoi libri vendono come best seller ma sono trattati scientifici. In particolare "Homo deus" il suo penultimo lavoro, che qui vorremmo provare a raccontarvi, ha sfondato il limite dei 5 milioni di copie vendute. Per darvi qualche dato in più, dovete pensare che un libro di saggistica nel nostro Paese, per avere un discreto successo basta che arrivi a vendere  1000/1500 copie.  Nei suoi saggi questo storico israeliano davvero sui generis, affronta in modo "creativo" ma nello stesso tempo molto appropriato i temi della rivoluzione digitale. In realtà parla di noi, intesi come genere umano a trecentosessanta gradi, ma proprio grazie all'indubbia ironia che pervade ogni riga del suo saggio, riesce a raccontare temi pesantissimi con una grazia e una leggerezza che

Tecnologia e futuro del Lavoro

23 luglio 2018 Tag:, , , ,
Da alcune settimane il nostro Marco Dal Pozzo si sta occupando di gig economy e di nuove occupazioni. Mettendo in relazione il tema degli algoritmi, un tema come sapete a noi molto caro e ampiamente dibattuto su queste colonne negli ultimi mesi, con le tematiche del lavoro, lo studioso abruzzese  sta provando a ipotizzare alcuni possibili scenari in cui ci potremmo molto presto trovare a vivere. Davanti a noi abbiamo un futuro (meglio dire un presente?) in cui sappiamo con certezza che il lavoro, così come è stato lungamente inteso da tutti noi, è destinato a mutare forse per sempre, e di conseguenza il rapporto dell'uomo con l'occupazione e il proprio sostentamento e la propria indipendenza e anche la propria dignità, sono destinati ad essere messi in discussione e a mutare radicalmente. Non a caso in Paesi diversi del mondo la politica sta ragionando su temi come questi: ad esempio l'Italia ha introdotto concetti come il "reddito di inclusione", oppure il "reddito di cittadinanza". Fuori da qualsivoglia polemica di stampo politico, il tema del lavoro e di come mantenere la propria dignità e contemporaneamente mantenersi a galla e sfamare

Giornalismo evolutivo più che rivoluzionario, questo il futuro.

8 ottobre 2013 Tag:, , , ,
out-of-print-george-brock Che il giornalismo stia attraversando un lunghissimo periodo di cambiamento è ormai noto. Che a governare questo cambiamento siano le tecnologie digitali insieme ad un pubblico attivo lo è altrettanto.   George Brock in un libro e successivamente in un post su PressGazette analizza i vari passaggi e le ipotetiche visioni future.   (altro…)

Per il futuro del giornalismo la ‘killer application’ sarà la Credibilità

30 dicembre 2011 Tag:, , ,
Robert Hernandez, giornalista multimediale e professore alla USC Annenberg School for Communication and Journalism è uno degli esperti interpellati da Niemanl Lab sulle prospettive del giornalismo nel 2012 -  Utilizzando la metafora della monarchia, Hernandez delinea la sua previsione/speranza, immaginando che il re sia il contenuto, la distribuzione la regina e il principe, la credibilità - L’ unica via per la sopravvivenza del giornalismo, a suo parere, è appunto la fiducia nei giornalisti da parte dei cittadini, la loro credibilità – E alla fine, se mi fido di te e di quello che racconti, non mi importa se lavori in una redazione o dal tuo garage’’ ----------  Come cambierà il giornalismo nel 2012? Il Nieman Lab, uno dei maggiori centri internazionali di ricerca e di analisi sull’ editoria e la professione giornalistica, ha pubblicato una serie di articoli sull’evoluzione in atto. Fra gli altri, quelli di Nicholas Carr, autore del celebre pamphlet “Google ci rende stupidi?”, che analizza il processo dell’ “applificazione” (la possibilità di creare più versioni di un medesimo contenuto base e di distribuirle a differenti segmenti di clienti, come lui stesso spiega) e di