diritti

Parliamo di noi e di Inpgi e di elezioni

26 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Perdonate l'ardire ma per fare la cosa giusta ci sembrava corretto ragionare assieme a Voi del primo digitOnTour della nostra storia che si è svolto  nella scorsa settimana. Tre appuntamenti in tre diverse città, uno dopo l'altro in tre giorni 20, 21 e 22 gennaio, in cui  abbiamo provato a spiegare, ai giornalisti, ma non solo, che i dati non sono documenti, che per arrivare al dato serve una serie specifica e precisa di corretti passaggi. Che imparando la corretta gestione della filiera dei dati possiamo comprendere quasi senza sforzo le logiche (tutt'altro che divine per dirla con il sommo Battiato) che regolano il nostro mondo post rivoluzione digitale. E, fatto questo,   possiamo/potremmo, giornalisti e non, trovare molteplici occasioni di lavoro (qualcuno direbbe modelli di business), dentro i dati, con i dati, attraverso l'uso corretto di tali dati, o molto più semplicemente comprendendo che i dati -  quelli veri -  non sono altro che un modo - digitalmente evoluto e corretto - di tornare a fare il nostro mestiere di giornalisti e nello stesso tempo riuscire a farci pagare, spesso anche molto bene, senza bisogno di avere un editore alle

Il sistema della precarietà

16 Giugno 2019 Tag:, , , , , , ,
Un tempo essere precari era un problema, come lo è ora, ma a differenza di quello che succede adesso, era anche una condizione temporanea, a volte si protraeva per tempi lunghi, talvolta anche molto lunghi ma conservava per sempre quell'aspetto di eccezionalità che rendeva la condizione di precarietà un periodo a termine, un modo per fare la gavetta, un sacrificio necessario per raggiungere l'agognata sicurezza. Oggi, e purtroppo da tanti anni, essere precari è diventato un sistema di vita. La precarietà non è più uno status temporaneo associato indissolubilmente alla nostra posizione lavorativa. Essere precari oggi è sinonimo di vivere. Come le recinzioni di plastica arancione che delimitano luoghi di ogni tipo, grandezza e posizione, nei centri storici e le periferie -  ma non mi stupirei di cominciare a trovarli anche in campagna -  dei nostri piccoli o grandi centri urbani. Recinzioni temporanee di sicurezza. Per delimitare un'area a rischio. In attesa che venga messa in sicurezza. Un tempo le recinzioni arancioni servivano proprio a questo, come la precarietà, per difendersi, magari un po' goffamente, da eventi anche peggiori. Adesso sono, i nastri arancioni e la precarietà, il nostro modo per

Agricoli o digitali, sempre braccianti siamo

9 Giugno 2019 Tag:, , , , , , , ,

Questa è la Rotonda di Melito di Napoli. Quando Aboubakar Soumahoro giunse in Italia gli amici con cui divideva la casa gli spiegarono che per andare a lavorare era necessario svegliarsi alle cinque del mattino per raggiungere la rotonda di Melito, a piedi o in bicicletta, e poi aspettare che passasse qualcuno “in cerca di braccia”. Guardando questa immagine ho visto Aboubakar arrivare in bicicletta a quella rotonda, contento della prima giornata di lavoro e impaurito delle macchine che gli sfrecciavano vicino lungo la Circumvallazione Esterna di Napoli. Ho pensato a quante volte abbia fatto quel tragitto e quante altre persone lo abbiano fatto con lui.   Quella raccontata da Aboubakar Soumahoro in questo libro, “Umanità in Rivolta”, è anche la storia di quelli che non sono riusciti ad arrivare in Italia e di quelli che, una volta arrivati, sono morti ammazzati dal lavoro. Lavoratrici e lavoratori che hanno perso la vita nello svolgere le loro attività o nelle battaglie per difendere compagni che hanno perso il lavoro o per la conquista di diritti.  

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  --> 25 Dicembre 1996:

Ripensare il modello mondo

10 Dicembre 2018 Tag:, , , , , , , , ,

Ripensare la Smart City  è un manuale che chiunque sia interessato alla reale e necessaria rivoluzione culturale di cui le città, e gli agglomerati di città, hanno bisogno (penso soprattutto ai politici e agli amministratori) dovrebbe avere nel proprio programma elettorale e, se già in carica, sulla propria scrivania. Un manuale che rappresenta per noi di Lsdi un potente "spunto operativo" per l'azione in ambiti (Smart City, per l'appunto, e algoritmi) che ci stanno molto a cuore.

E’ difficile farne una sintesi perché, questo vale in particolar modo per la seconda parte (curata da Francesca Bria, Chief Technology and Digital Innovation Officer a Barcellona), esso fornisce un elenco di casi di studio: storie di Comuni e Amministrazioni che hanno avviato dei programmi sull’innovativo solco tecnologico-culturale tracciato nella prima parte, quella di competenza di  Evgenij Morozov, noto sociologo e giornalista bielorusso.

C’è un punto essenziale nel saggio introduttivo; è quello in cui Morozov va oltre la critica al neoliberismo che lo contraddistingue da sempre (con argomenti a mio avviso convincenti); un punto che conferisce al suo lavoro una marcata nota di pratica politica;  un salto di qualità, quindi,

Il punto sulla cittadinanza digitale

29 Ottobre 2018 Tag:, ,
Brevissima premessa. Diceva Enrico Mattei, in un interessante contributo ad una raccolta di Paolo Cacciari sui Beni Comuni, intitolato "La nozione del comune", che i bisogni di bene comune non sono paganti se il diritto non li rende artificialmente tali. Infatti (salvo nel caso di un intervento del diritto sotto forma di ratifica e formalizzazione dell'occupazione esclusiva) il bene comune offre servizi dati per scontati da chi ne beneficia e il suo valore si misura soltanto in termini di sostituzione quando esso non c'è più. La consapevolezza del valore dei beni comuni può essere creata soltanto attraverso uno specifico investimento sul fronte della domanda lavorando sulla consapevolezza del nostro rapporto con il contesto in cui essi producono i loro servizi. Quando questa consapevolezza manca, viene meno l’essere pagante del bisogno di beni comuni.

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E' bloccata in Senato da diversi anni la proposta di modifica dell'Art. 21 della Costituzione Italiana: il disegno di legge costituzionale propone l'introduzione dell'Art. 21 bis, che reciterebbe così: «Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale. La legge stabilisce provvedimenti adeguati