diritti

Lo smemorato di googlandia

16 Agosto 2020 Tag:, , , , , , , , , , ,
Ogni smemorato dovrebbe avere la sua Collegno, e oggi nel mondo globale dove il concetto di memoria e di ricordo, sembra essere definitivamente cambiato,  non c'è un posto migliore per coltivare e piazzare il nostro smemorato "collettivo"  o meglio, il nostro "collettivo di smemorati", di un motore di ricerca totale e totalizzante come il figlio maggiore di Brin e Page detto confidenzialmente Google. Si scherza, lo sapete, ma per introdurre l'argomento memoria dentro alle nostre odierne riflessioni di studio, il paragone con il celeberrimo caso di cronaca e mediatico degli anni '20 del '900 e il famosissimo "cercatore" di Mountain View ci è sembrato calzante. Il senso delle cose, la traccia che esse lasciano nel mondo e su di noi, il modo in cui propalare le nostre esperienze, le nostre conoscenze ai nostri figli e nipoti, dentro i tempi della rete e dei supporti digitali, è stato un argomento di cui ci siamo occupati nell'edizione numero due di digit, quella andata in scena nel 2013 e di cui abbiamo ottenuto parte della documentazione audio-video solo in queste ultime settimane. Approfittando dell'inaspettato regalo, oggi vorremmo appunto condividere con Voi i video di quel particolare

Per favore non chiamiamolo Smart Working

29 Giugno 2020 Tag:, , , , , , , ,
Più che una definizione da vocabolario serve,  in questo caso a nostro avviso,  comprendere quanto sia complesso questo termine e quanto stratificato sia l'atto che sta alla base della realizzazione pratica della funzione operativa che sostiene il "lavorare agilmente". Non è successo -  ed è importante sottolinearlo -  che a causa della reclusione forzata in casa cui siamo stati tutti costretti dalla quarantena a causa dell'epidemia, ci siamo trasformati in "lavoratori agili". E' accaduto che non potendo andare al lavoro, siamo stati costretti ad utilizzare i nostri "portentosi" device tecnologici digitali, per provare a non smettere di lavorare, studiare, divertirci, comunicare, in una parola: vivere. Tornando allo smart working -  quello vero -  proviamo ad aggiungere notizie certe, estraendo informazioni, dalla definizione enciclopedica del termine o meglio della prassi in cui ci siamo forzatamente ritrovati:    
Smart working (lavoro ‘agile’): la possibilità di rompere grazie alla tecnologia e a una nuova mentalità l’unità di spazio e di tempo nel processo lavorativo. Orari flessibili e possibilità di lavorare in luoghi diversi sono esigenze che trovano attenzione non disinteressata delle aziende ma anche nella politica, posta di fronte al compito di dotare l’innovatività delle forme produttive di

Social, giornalisti e censura

17 Maggio 2020 Tag:, , , , , ,
La notizia è potente, pesante, e piuttosto grave. I fatti sono semplici. Si parte da questo post pubblicato sul proprio profilo Facebook, dal giornalista italiano, Mariano Giustino, corrispondente dalla Turchia di Radio Radicale:    
"#Carceri #Turchia. Questa notte grazie alla legge sull’esecuzione penale è stato rilasciato un membro della criminalità Alaattin Çakıcı, appartenente ai Lupi Grigi. La legge concede riduzione di pena per 90 mila prigionieri, ma non per giornalisti, politici d’opposizione e attivisti per i diritti umani @RadioRadicale. Questi ultimi infatti sono stati esclusi dalla recente legge che riduce la pena a 90 mila carcerati per limitare i contagi da Covid-19."
    A seguito della pubblicazione di questo pezzo su Facebook, avvenuta il 16 aprile scorso, il giornalista italiano ha ricevuto questa comunicazione dalla direzione del social di Menlo Park:    
“Abbiamo ricevuto le tue informazioni. Se continuiamo a riscontrare che il tuo account non rispetta i nostri Standard della community, rimarrà disabilitato. Facciamo sempre molta attenzione alle sicurezza delle persone su Facebook, pertanto fino ad allora non puoi usare il tuo account’’.
    Da allora l'account del nostro collega è stato bloccato.  A nulla sono valse le richieste di chiarimenti inviate dall'utente ai vari indirizzi di assistenza che

Parliamo di noi e di Inpgi e di elezioni

26 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Perdonate l'ardire ma per fare la cosa giusta ci sembrava corretto ragionare assieme a Voi del primo digitOnTour della nostra storia che si è svolto  nella scorsa settimana. Tre appuntamenti in tre diverse città, uno dopo l'altro in tre giorni 20, 21 e 22 gennaio, in cui  abbiamo provato a spiegare, ai giornalisti, ma non solo, che i dati non sono documenti, che per arrivare al dato serve una serie specifica e precisa di corretti passaggi. Che imparando la corretta gestione della filiera dei dati possiamo comprendere quasi senza sforzo le logiche (tutt'altro che divine per dirla con il sommo Battiato) che regolano il nostro mondo post rivoluzione digitale. E, fatto questo,   possiamo/potremmo, giornalisti e non, trovare molteplici occasioni di lavoro (qualcuno direbbe modelli di business), dentro i dati, con i dati, attraverso l'uso corretto di tali dati, o molto più semplicemente comprendendo che i dati -  quelli veri -  non sono altro che un modo - digitalmente evoluto e corretto - di tornare a fare il nostro mestiere di giornalisti e nello stesso tempo riuscire a farci pagare, spesso anche molto bene, senza bisogno di avere un editore alle

Il sistema della precarietà

16 Giugno 2019 Tag:, , , , , , ,
Un tempo essere precari era un problema, come lo è ora, ma a differenza di quello che succede adesso, era anche una condizione temporanea, a volte si protraeva per tempi lunghi, talvolta anche molto lunghi ma conservava per sempre quell'aspetto di eccezionalità che rendeva la condizione di precarietà un periodo a termine, un modo per fare la gavetta, un sacrificio necessario per raggiungere l'agognata sicurezza. Oggi, e purtroppo da tanti anni, essere precari è diventato un sistema di vita. La precarietà non è più uno status temporaneo associato indissolubilmente alla nostra posizione lavorativa. Essere precari oggi è sinonimo di vivere. Come le recinzioni di plastica arancione che delimitano luoghi di ogni tipo, grandezza e posizione, nei centri storici e le periferie -  ma non mi stupirei di cominciare a trovarli anche in campagna -  dei nostri piccoli o grandi centri urbani. Recinzioni temporanee di sicurezza. Per delimitare un'area a rischio. In attesa che venga messa in sicurezza. Un tempo le recinzioni arancioni servivano proprio a questo, come la precarietà, per difendersi, magari un po' goffamente, da eventi anche peggiori. Adesso sono, i nastri arancioni e la precarietà, il nostro modo per