Citizen journalism

YouReporter, il successo italiano del citizen journalism

5 marzo 2014 Tag:, , , ,
Youreporter «In Italia c’era bisogno di YouReporter. Dal punto di vista tecnico, innanzitutto: c’erano un sacco di file, tanti videomaker, tanti elaborati che giravano in qualsiasi formato possibile. In quel periodo, il punto di vista del giornalista era quello di trovarsi a far fronte con molte testimonianze, di qualsiasi evento possibile, dall’incidente al fatto di cronaca, ma con l’impossibilità tecnica di recuperarle. Una piattaforma in cui potessero essere messe delle immagini, un luogo in cui si potesse caricarle e condividerle, a quell’epoca non c’era. C’era YouTube, che ancora oggi è però tutta un’altra cosa: un immenso mare, dispersivo e senza alcuna logica. Era necessario guardare a come il citizen journalism veniva utilizzato nel resto del mondo, a cosa attingere e al modello a cui ispirarsi».   E’ così che Angelo Cimarosti, il più noto dei tre fondatori di Youreporter,  racconta perché e come - a lui, a Luca Bauccio e Stefano De Nicolo - venne l’ idea di far nascere nel 2008 una piattaforma che raccogliesse foto e video realizzati dai cittadini e ne regolasse il flusso. La startup ha riscosso negli anni un grandissimo successo (ora supera i 50 milioni di stream

Usa, una ‘shield law’ per il giornalismo: ormai è chiaro che non basta proteggere solo i giornalisti

22 ottobre 2013 Tag:, , , , , ,
ShieldJosh Stearns in un recente studio realizzato per l’ organizzazione non profit Free Press, descrive tre esempi concreti di giornalismo fatto da persone che non erano e non si sognavano neanche di essere dei giornalisti. Il Rapporto ha fatto riaccendere il dibattito su quale obbiettivo una eventuale ‘’legge scudo’’ dovrebbe avere: proteggere i giornalisti o gli ‘’atti di giornalismo’’?  Ne abbiamo parlato diffusamente qui ad esempio).   Stearns – spiega Mathew Ingram  su Paidcontent.org-  approfondisce ora la questione, mostrando come sia difficile trovare delle definizioni legali che coprano tutti i possibili modi in cui gli individui possono agire da giornalisti - senza avere addosso nessuna etichetta professionale formale.   (altro…)

Polemiche sul progetto di legge-scudo in Usa, ‘’la sinistra odia la libertà di stampa’’?

17 settembre 2013 Tag:, , , , , , , ,
SenatoUsa L’ accusa viene da un blog del sito della destra repubblicana texana, Texasgopvote, che attacca il disegno di legge approvato ieri dalla Commissione giustizia del Senato e si schiera a favore del giornalismo non mainstream, dei blogger, del citizen journalism.   Il provvedimento di mercoledì scorso, che ‘’protegge’’ i giornalisti e ‘’rafforza’’ le leggi scudo esistenti a livello di singoli stati – dice Tom Donelson, presidente dell’ American Pacs (una coalizione conservatrice),  ‘’è solo un’ arma potente regalata al governo: la possibilità di definire chi è giornalista e chi non lo è e di determinare quindi chi ‘merita’  protezione e chi invece viene fregato. In futuro, il governo userà il suo potere per intimidire i giornalisti'’.   (altro…)

I giornali forse stanno morendo ma la colpa non è di internet e il giornalismo continua ad andare forte

10 settembre 2013 Tag:, , , , , , , , , , , ,
Brock-copI giornali erano in crisi ben prima che arrivasse internet e il giornalismo sta andando alla grande se uno sa dove andare a guardare. Non è una novità, ma se lo dice Mathew Ingram vale la pena di seguire la sua analisi.   Su Paidcontent  Ingram dedica un ampio articolo all’ ex giornalista e professore George Brock, responsabile dei programmi di giornalismo della City University di Londra, secondo cui se i giornali sono su una china molto scivolosa da un po’ di tempo, quella che il giornalismo sta attraversando è ‘’una evoluzione naturale e non certo una catastrofe’’.   (altro…)

‘’Licenziare i fotografi? Agli editori sembra naturale, ma l’ erosione della qualità è dolorosa e pericolosa per la democrazia’’

4 settembre 2013 Tag:, , , , , , , , , ,
Fotografi L’ annuncio del licenziamento in blocco di 28 addetti alla Redazione fotografica del Chicago Sun-Times ha provocato una forte impressione negli ambienti giornalistici, non solo americani. ‘’Ma come è possibile?’’ si sono chiesti in molti. Tra l’ altro fra i licenziati c’ era anche un premio Pulitzer, John H. White, segnala Alan D. Mutter su Reflections of a Newsosaur. E spiega amaramente: ‘’Certo, è tremendo ma non è assurdo. Nonostante il mio profondo rispetto per il fotogiornalismo e i fotoreporter, è chiaro che tecnologie relativamente economiche, affidabili e facili da usare, come quelle di smartphone, Photoshop e Instagram rendono possibile a chiunque, ovunque e in qualsiasi momento di scattare, addolcire e condividere una foto in qualsiasi momento’’.   (altro…)