La web tv in Italia è cresciuta ed è diventata matura. Con 590 esperienze di televisione digitale realizzata dal basso, il settore rappresenta ormai un grosso segmento di cittadinanza attiva e in alcuni casi comincia a saper fare impresa e a realizzare profitti.
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La web tv cresce e diventa matura, 590 testate in Italia
La web tv in Italia è cresciuta ed è diventata matura. Con 590 esperienze di televisione digitale realizzata dal basso, il settore rappresenta ormai un grosso segmento di cittadinanza attiva e in alcuni casi comincia a saper fare impresa e a realizzare profitti.
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L’equivoco del citizen journalism e il consumo partecipativo
I-reporter e cyber inviati
In piena sintonia con le dinamiche emerse più di una volta (e descritte sotto) al Festival di Perugia, e soprattutto al MediaCamp conclusivo, sabato scorso l'inserto D-donna de 'la Repubblica' ha pubblicato un'ampia inchiesta sulle frontiere del Citizen Journalism, in Italia e nel resto del mondo.
Oltre a citare lsdi.it e illustrare una varietà di esempi operativi sul campo, Marta Maineri scrive: "...certo oggi gli utenti hanno cambiato non solo il modo di approcciare le informazioni, più rapido e meno filtrato, ma anche di partecipare alle notizie, commentandole, rilanciandole e spesso producendole direttamente. ... Convinti che nessun cronista potrà mai essere veloce quanto chi si trova sul posto e che nessun giornale potrà mai coprire il numero degli eventi che possono garantire gli utenti di Internet". Senza però mancare di sottolineare aspetti (purtroppo) tipici della situazione nostrana: "Nonostante l'intensità del dibattito, in Italia solo alcuni quotidiani e magazine sembrano sperimentare forme di collaborazione fra giornalisti professionisti e cittadini." Il trend verso varie forme di giornalismo partecipato continua comunque la sua corsa, da cui l'inevitabile conclusione: "Quale futuro per il giornalismo tradizionale? Presto per dirlo. 'Siamo davanti a una profonda trasformazione, cambieranno forme
Le redazioni come ‘aule’ aperte
L’ Oakland Press, un quotidiano della omonima città californiana, ha annunciato l’ apertura di un corso per citizen journalist – Le riflessioni di Jeff Jarvis
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Jeff Jarvis segnala con soddisfazione la decisione dell' Oakland Press, unquotidiano della omonima città californiana, di aprire un corso per citizen journalist .
In un post sul suo blog, BuzzMachine, Jarvis spiega che l’ iniziativa è stata chiamata “The Oakland Press Institute for Citizen Journalism” ed è stata realizzata nella convinzione che “ci sono molte possibilità che i lettori possano aiutarci a raccontare delle storie meglio, più velocemente e con maggiore completezza”.
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Helium, un nuovo ‘mercato’ di contenuti online
L’ Eagle-Tribune, quotidiano del Massachussetts, ha stretto con Helium, un sito di citizen journalism, un accordo per rifornirsi di contenuti hyper-locali e sviluppare un dibattito politico-culturale più diretto con i propri lettori. Si tratta – spiega Editor’s weblog - del secondo giornale che prende questa iniziativa.
Il primo è stato The State Journal-Register (Illinois), che da settembre scorso sta utilizzando lo stesso sito. E si pensa che i partner di Helium siano destinati a crescere.
Helium ospita un “mercato per i freelance” che consente agli editori di commissionare dei contenuti mirati a giornalisti freelance, oppure di scegliere ed usare i contenuti già esistenti. Cosa che consente poi al sito di pagare gli autori degli articoli utilizzati, siano giornalisti, aspiranti reporter o semplici amatori.
L' Eagle-Tribune vorrebbe formare in questo modo dei gruppi di corrispondenti e reporter di zona o di comunità, dando così “una voce maggiore ai cittadini” che vivono nel luogo di diffusione del giornale, ha spiegato Al Getler, editore del quotidiano.
L’Italia tagliata fuori dalla conversazione globale online?
Mentre nei giorni della tragedia di Mumbai il sito inglese di Global Voices ha ricevuto circa 23.000 visitatori unici al giorno, in Italia il sito ha raggiunto a fatica i 400 visitatori quotidiani e qualche fugace link - Un appello per l' edizione italiana di GV
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di Bernardo Parrella
I tragici eventi di Mumbai hanno confermato l'estrema importanza del citizen journalism e della comunicazione orizzontale basata sui new media. Contesto in cui è emersa nuovamente la centralità di Global Voices Online, progetto non-profit lanciato nel 2004 presso il Berkman Center (Harvard University) che mira ad aggregare e amplificare la conversazione globale online gettando luce su luoghi e persone spesso ignorati dagli altri media.
(continua...)Un progetto per il giornalismo investigativo locale
HelpMeInvestigate.com, di Paul Bradshaw, punta a “destrutturare e demistificare il giornalismo investigativo, rendendolo accessibile a tutti i normali cittadini” – E’ uno dei 446 progetti che quest’ anno sono in gara al Knight News Challenge per l’ assegnazione di 5 milioni di dollari
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Destrutturare e demistificare il giornalismo investigativo, rendendolo accessibile a tutti quei normali cittadini che avvertono come la loro voce non sia ascoltata e i loro interessi o le loro comunità non siano seguite in maniera sufficiente dai media ufficiali. E’ questo il principale obbiettivo di HelpMeInvestigate , un progetto che Paul Bradshaw, noto giornalista britannico, ha presentato al Knight News Challenge di quest’ anno (vedi Lsdi, Un archivio per i documenti a rischio di oblio), chiedendo un finanziamento di 452.000 dollari.
La piattaforma prevista dal progetto di HelpMeInvestigate.com, comunque, è mirata non solo ai cittadini, ma anche ai giornalisti professionali, che non riescono ad avere abbastanza risorse per impegnarsi in ricerche e inchieste approfondite, anche a livello locale.
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Le foto dei lettori come specchietto per le allodole?
Su “Fotografia&informazione” i dubbi di due fotogiornalisti sui criteri con cui le testate online dei tre maggiori quotidiani italiani gestiscono le immagini inviate dai lettori – Qualche vantaggio economico, ma anche molti limiti: scarsa qualità, dubbi sulla correttezza e sulla credibilità, didascalie incerte o incomplete – Operazioni che possono giovare ai lettori-fotografi, ai partecipanti alle manifestazioni, ai manager dei siti…, ma che “non servono certo a raccontare meglio e più in profondità la realtà” e, soprattutto, non giovano “alla qualità del giornalismo”
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Il citizen journalism può essere una grande opportunità, ma può diventare anche soltanto uno ”specchietto per le allodole”.
Fotografia&informazione”, in un articolo di Matteo Bergamini e Chiara Ceolin - mette sotto accusa il modo con cui “l’ ultima moda, le fotogallery con le foto dei lettori”, viene gestita nelle redazioni di Repubblica.it, Corriere della Sera.it e La Stampa.it. Che, approfittando dei movimenti di protesta che hanno occupato strade e piazze d’ Italia in queste settimane,”hanno scoperto il citizen journalism, stanno facendo esperienza di social networking e si sono lanciati in operazioni
Il citizen journalism di Global Voices alza la voce
Importanti riconoscimenti per i progetti legati al network di Global Voices Online. Rising Voices entra tra i finalisti del concorso "Best of Blogs 2008" (BOBs), il Washington Post si occupa ampiamente di Voices without Votes nell'imminenza delle presidenziali USA, e il New York Times riprende sempre più frequentemente i post di GVO
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Fanno passi avanti in questi giorni i progetti di citizen journalism legati al network di Global Voices Online. Rising Voices entra tra i finalisti del concorso “Best of Blogs 2008” (BOBs), il Washington Post si occupa ampiamente di Voices without Votes nell’imminenza delle presidenziali Usa, e il New York Times riprende sempre più frequentemente i post di Global Voices Online.
Rising Voices è stato selezionato dal concorso “Best of Blogs 2008” (BOBs) di Deutsche Welle tra i 176 finalisti per le 16 categorie in lizza. Nonostante la nutrita presenza di simili competizioni, BOBs è sicuramente tra le più importanti a livello internazionale: sono previsti 11 premi per ognuna delle lingue in concorso riservati a blog, podcast e videoblog auto-prodotti.
