Citizen journalism

You reporter non abita più qui

6 Luglio 2022 Tag:, , , , , ,
Qualche settimana fa al termine di un articolo dedicato alla televisione dentro l'era digitale,  ci domandavamo alcune cose. Ve le riepiloghiamo in sintesi per completezza dell'informazione e anche perchè oggi, assieme ad un esperto, proveremo a fornire qualche idea per orientare noi e Voi in questo mare magnum in cui "cose di prima" stanno assieme a "cose di dopo",  e l'oggi appare piuttosto nebuloso per non dire fosco. Scherzi a parte,  partendo dal concetto di  “rete orizzontale”  - che doveva rendere  tutto democratico e accessibile -  con l'arrivo del digitale e del web; andiamo a cercare produzioni a basso costo e corporative per non dire partecipative,  e lo facciamo assieme   ad Angelo Cimarosti, co-fondatore e co-gestore del “fenomeno You Reporter”,  il quale,  nel corso degli anni,   ha scritto anche un libro sul tema, - di cui potete vedere la copertina qui accanto -  e  poi ha continuato a lungo a fare Tv, molto bene e con profitto, anche se parecchio osteggiato, soprattutto nell'ultimo periodo.  Angelo ha anche diretto per anni un tg nazionale con relativa redazione etc.etc. Chiuso grazie, o forse è meglio dire,  anche grazie,  al digitale terrestre e/o l'acquiescenza, 

Il giornalismo torna a fare notizia

8 Dicembre 2021 Tag:, , , , , , , , ,
Quando il giornalismo torna a svolgere la propria funzione, quando appassiona e informa, quando fa crescere la curiosità e avvicina mondi e persone diverse, quando si annulla completamente,  scompare diventando puro servizio, quando lascia senza fiato e invita a scoprire la bellezza e la novità: quando fa tutto questo,  e svolge la propria funzione, o meglio, torna ad essere "funzione d'uso e non appannaggio di una casta, o peggio"Un anno fa è nata una pubblicazione nuova e molto diversa da tutte le altre. Una prova di giornalismo sul campo realizzata attraverso gli strumenti vecchi e nuovi della professione e resa possibile dalla  "transizione digitale". Una sorta di "vademecum del giornalismo" applicato all'epoca storica che stiamo vivendo. Un giornale meglio un telegiornale, meglio un videoportale di notizie quotidiane che arrivano non dalla cronaca ma dall'archeologia. Questa assoluta novità nel mondo dell'informazione si chiama Archaeoreporter, è stata fondata e viene prodotta e realizzata ogni giorno da un anno a questa parte dal "nostro" -  inteso come associato e membro di Lsdi - Angelo Cimarosti. Festeggiando assieme a lui questo primo compleanno del suo nuovo progetto editoriale - ricordiamo che Cimarosti è stato

Il giornalismo delle persone e quello delle redazioni

30 Agosto 2020 Tag:, , , , , , ,
Proseguiamo nel lavoro d'esplorazione dell'archivio di Lsdi che abbiamo iniziato alcune settimane fa per riportare alla luce alcuni degli articoli pubblicati su questo blog nei suoi primi anni di vita. Un lavoro nato per rendere omaggio ai fondatori di questo gruppo di lavoro e che poi è diventato - purtroppo - una sorta di commosso e vibrante ricordo  dell'ideatore e redattore capo del blog di Lsdi per tanti anni dalla sua fondazione  il nostro mestro Pino Rea, venuto improvvisamente a mancare il 6 luglio scorso.  Alcuni dei temi del 2004 e come vedremo quest'oggi del primo scorcio del 2005, sono ancora oggi, molto attuali. In un lungo post del luglio del 2005, Pino Rea, analizzava il ruolo del giornalismo nell'epoca della transizione digitale, soffermandosi in particolare sul ruolo del citizen journalism e degli User Generated Content, i contenuti informativi generati direttamente dagli utenti e da loro diffusi online attraverso le piattaforme di condivisione. L'articolo da cui estrarremo, come sempre, alcuni significativi passaggi, non è solo una buona analisi di quei temi, ma è anche -  a nostro personalissimo avviso -  una sorta di modello di produzione giornalistica per tutti i contenuti successivi prodotti

Cosa intendi per domenica

23 Agosto 2020 Tag:, , , , , , , ,
Non se ne avrà per male l'autrice - speriamo - se abbiamo preso in prestito il titolo di un suo libro per dare un nome al post odierno. Simona Bencivelli, che del libro è stata ideatrice e redattrice, del resto faceva parte di una piccola pattuglia di autori che abbiamo ospitato dentro un panel dell'edizione 2013 del nostro festival "digit". Un panel proprio dedicato alla presentazione di una serie di "nuovi" - allora -  testi, dedicati al mondo del giornalismo, dell'informazione e della comunicazione. Il libro di Simona, autrice eclettica, scienziata, giornalista e dottore in medicina, fra le altre cose, raccontava, in tono semi-serio,  una  condizione di vita ancora molto presente nel nostro Paese, quella delle "cosiddette Partite Iva". I free lance, meglio conosciuti come lavoratori autonomi, che di autonomo in genere hanno tutti gli oneri e pochissimi onori; molto presenti ovunque nel mondo del lavoro, anche fra i giornalisti. Una parte non tutelata, o quasi, in nessuna categoria - vedere il contratto giornalistico per capirsi - e che viene costantemente vessata e messa alla gogna, non si capisce bene perché, da ogni governo, maggioranza, e formazione politica varia. Anche da quelli che

Primi sui dati

10 Agosto 2020 Tag:, , , , , ,
Ci sono cose di cui andiamo molto fieri. Quella di precorrere, spesso, i tempi, è certamente una di queste. In particolare oggi, vorremmo occuparci di dati e giornalismo dei dati. Uno di quegli argomenti, sui quali, grazie all'intuizione felice di alcuni di Noi, siamo arrivati molto in anticipo. Forse troppo. Chissà? Il merito principale di averci fatto scoprire i dati e il loro inevitabile ruolo nel giornalismo va ad Andrea Fama. Un nostro associato di "lungo corso" che in epoca non sospetta e grazie alla collaborazione del nostro gruppo di lavoro scrisse e pubblicò il primo e-book  - italiano -  sui dati e sul loro ineluttabile ruolo nella narrazione di fatti, eventi, cronache e vicende. Correva l'anno 2011, e il giovane giornalista calabrese pubblicava per Lsdi, con nostra grande gioia e orgoglio: "Open Data – Data Journalism. Trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale". Un testo fondamentale, credeteci, per comprendere cose che oggi si direbbero:  scontate ed evidenti; il condizionale è ancora d'obbligo; ma allora erano tutte da scoprire. Del resto Andrea, assieme a Pino Rea, ma soprattutto a Raffaele Fiengo, è stato il propugnatore e poi l'assertore, e