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La crisi a Linkiesta: e i blogger?

21 Febbraio 2013 Tag:, , , , , ,
Linkiesta Alle varie voci che stanno accompagnando la crisi ai vertici di Linkiesta (qui la lettera di dimissioni del direttore Jacopo Tondelli; qui una ricostruzione del Fatto quotidiano) si aggiunge anche quella dei blogger che collaborano con la testata e che, attraverso una di loro, denunciano  il silenzio sul loro contributo alla vita del giornale e della piattaforma.   Aggiornamento. Una sessantina di blogger de Linkiesta intanto hanno pubblicato una lettera aperta diretta  ai componenti del Cda e al nucleo di promotori dell’iniziativa editoriale non presenti nel Consiglio, chiedendo ai vertici della testata di ''tornare sui propri passi, dando risposta urgente ai quesiti formulati ieri dalla redazione'' e annunciando che, ''fino a quando ciò non avverrà, tutte le nostre attività rimarranno sospese''.   (altro…)

Due nuove piattaforme vogliono reinventare il blogging

12 Gennaio 2013 Tag:, , , , , , ,
svbtle1 Nonostante che nel mondo dei media, fra i tanti annunci funebri, ci sia anche quello dei blog, ecco che due  piattaforme di recente costituzione, Svbtle e Medium, annunciano di aver raccolto negli Stati Uniti finanziamenti  per reinventare il blogging, puntando soprattutto sui processi di curation e di  miglioramento del design,  anche se, come racconta Mathew Ingram su Paidcontent, rimane un mistero come pensino di ricavarci dei soldi.   (altro…)

Satira sul ‘Trota’. Il blogger condannato: ‘’Due giorni a ridere per questa querela surreale’’

13 Ottobre 2012 Tag:, , , , , , , , , , ,
“Ho passato due giorni a ridere per questa querela surreale, più comica dei diari stessi.” Michel Abbatangelo, il blogger condannato nei giorni scorsi dal tribunale di Varese per aver diffamato il ‘’Trota’’, Renzo Bossi, racconta così – in una intervista a Roberto Favini per Lsdi, di cui pubblichiamo il podcast completo – la sua reazione di fronte alla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto. Abbatangelo è stato condannato dal giudice unico Anna Giorgetti a 1.000 euro di multa (il pm Monica Crespi aveva chiesto 7 mesi di reclusione e 30.000 euro di risarcimento), oltre al pagamento delle spese processuali e a quelle di costituzione di parte civile, ma non è stato adottato nessun provvedimento nei confronti dell’ opera incriminata, che è ancora tranquillamente online.   (altro…)

La fortuna dell’ Huffington Post, la poderosa macchina che aggrega e ricicla contenuti altrui

7 Ottobre 2012 Tag:, , , , , , , , , ,
’’Do what you do best and link to the rest. Giornali online innovativi, dall’ Huffington Post a il Post’’, una tesi di laurea in Comunicazione e pubblicità all’ Università di Trieste, analizza a fondo, fra l’ altro, il meccanismo che ha fatto la fortuna dell’ HuffPo – La vera forza trainante della testata si rivela, secondo la ricercatrice, “l’incessante lavoro quotidiano di commento e  recensione delle notizie della politica fatto dai blogger” (altro…)

Ebbene sì, scrivo gratis: ma chi l’ ha detto che svilisco la professione giornalistica?

3 Ottobre 2012 Tag:, , , , , , , , ,
‘’Ebbene sì ho scritto un nuovo post sul blog che ho su Linkiesta. L’ho scritto gratis e l’ho corredato pure di foto, scattata da me. Gratis? Ma come! Eccolo lì, il chiacchiericcio della rete che si fa fitto, dopo il “caso” dell’Huffington Post: chiacchiericcio che si divide pressapoco tra chi dice che la notorietà paga già quel che occorre e chi dice invece che così si svilisce la professione (quale?). Sara Rocutto comincia così, sul suo blog, una riflessione sulle polemiche di questi giorni sul lavoro gratuito (dei blogger) di Huffington Post e Il Fatto quotidiano, segnalando un aspetto che è stato finora trascurato, ma che ha una certa rilevanza nell’ economia del nuovo giornalismo : scrivere (gratuitamente) può essere non solo frutto di un calcolo (visibilità, occasioni, inclusione, contatti) ma anche lo sbocco di una passione, la voglia di dare spazio a una storia, un esercizio di stile (anche).  ‘’ Scrivo per far sì che qualcosa che interessa a me trovi spazio anche nel mondo di altri. E proprio non capisco come così facendo si svilisca una professione’’, dice Sara.