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Manuale di verifica

22 gennaio 2017 Tag:, , , , , , , , ,

 

La verifica delle notizie nell’abc del giornalismo viene posta molto in alto, forse alla lettera B, seconda soltanto alla voce “trova le notizie”. Nel mondo reale, quello dentro la rivoluzione digitale, da circa trentanni, e dove le notizie corrono, si rincorrono, si alimentano e autoalimentano online, servono competenze altre, non alternative ma complementari a quelle comunque necessarie e che sono saldamente inserite da sempre (forse) nel vademecum di ciascun operatore professionale dell’informazione, comunemente detto giornalista. Queste competenze diverse stanno dentro alla comprensione profonda del cambiamento in atto nella società in seguito alla rivoluzione digitale e sono strettamente legate ad una comprensione profonda e culturalmente adeguata del fenomeno in atto non alla sola evoluzione tecnologica che molti continuano a ritenere sia l’unica manifestazione della rivoluzione digitale. Come faceva notare qualche giorno fa Pierluca Santoro su Datamediahub ci sono segnali molto precisi di questo effetto:

Chiusa l’era dei mass media, come sarà il giornalismo di domani?

21 settembre 2014 Tag:,

Ripresentiamo, raccolti in un unico Pdf e con una premessa di Bernardo Parrella, cinque articoli di Jeff Jarvis (@jeffjarvis) – noto studioso e giornalista USA, docente presso la City University of New York e autore di uno dei blog più seguiti da anni, non solo dagli addetti ai lavori, buzzmachine.com – sul tema scottante e già pubblicati da Lsdi nelle settimane scorse.

Si tratta dell’ anteprima di un saggio (in uscita a ottobre) in cui Jarvis indaga e riflette in profondità su “nuovi tipi di relazione, nuove forme e nuovi modelli imprenditoriali per il giornalismo di domani”.

Come spiega egli stesso: «È la mia risposta al quesito: “Adesso che la tua Internet ha rovinato l’informazione, che si fa?”. Non ho la presunzione di fare predizioni, bensì solo di esplorare le opportunità possibili».

 

Sconfitte e futuro del giornalismo (digitale) in Italia: la parola agli ex-lettori

14 luglio 2014 Tag:,

Come segnalato nei giorni scorsi, prosegue su vari spazi online il dibattito su ‘sconfitte e futuro’ del giornalismo digitale (ma non solo) italiano. Resta però cruciale ampliare la discussione e coinvolgere direttamente, non tanto o non solo gli ‘addetti ai lavori’, bensì i soggetti primi della questione: ex-lettori, cittadini, citizen-reporter, blogger, curiosi, ragazzi e cani sciolti – oltre naturalmente a chi opera in settori complementari, dal mondo dell’istruzione alla cultura ai new media e altro.

 

Ecco allora che LSDI si offre come ‘piattaforma neutrale’ per ospitare opinioni e suggerimenti di chiunque vorrà farsi avanti. Pronti? Via!

Dubbi e speranze per il futuro digitale dei giornali europei

18 giugno 2014 Tag:, , , , , , , , ,

Quotidiani cartacei in crisi sparata e forti tagli redazionali, bilanci in rosso e promesse digitali ancora incompiute. Questo il preoccupante quadro odierno del giornalismo mainstream che accomuna Usa (–10,3% di copie vendute) ed Europa (–23%). Diversamente, va notato, da Asia, MO/Africa, America Latina, con, rispettivamente, +6,7%, +7,5%, +6,3%.
 
Ovvero: è possibile superare l’impasse attuale grazie al digitale? E quali le possibili strategie vincenti nell’Europa odierna?

 

La censura strisciante di algoritmi social e news pseudo-personalizzate

26 maggio 2014 Tag:, , , ,

Bernardo Parrella racconta come negli Usa non mancano progetti che cercano di porre rimedio alle varie forme di censura strisciante (la Filter Bubble descritta da Eli Pariser nell’omonimo libro del 2012) determinate dagli algoritmi utilizzati da molte testate e spazi social per incrementare le proprie statistiche (e peggio).

 
Un meccanismo che ci trasforma da semplici lettori in pedine del marketing online.

 

È noto che oggi spesso sono gli algoritmi a decidere la diffusione delle news online, ovvero i rilanci social creati automaticamente dalle varie piattaforme in base ai nostri gusti pregressi e ai link e agli interessi dei nostri ‘amici’.
Non a caso tempo fa abbiamo parlato dell’effetto Facebook sull’informazione in Rete  e dei ‘robot’ che portano alla perdita di quella serendipità invece necessaria per imbattersi in temi e regioni poco seguite dal mainstream.