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I relatori di #digits17 – Deborah Bianchi

17 Ottobre 2017 Tag:, , , , , , , , ,

Prosegue la discesa a tappe verso #digits17, anzi meglio, verso il primo appuntamento con la nostra manifestazione che come oramai avrete saputo, se ci seguite un pochino, quest’anno si sdoppia e prosegue dopo la Toscana, anzi meglio, dopo il  ” PIN di Prato 28 ottobre ”  verso altri lidi nel resto dell’Italia, preparandosi a diventare un modello esportabile, perchè no?

 

 

Pronto finalmente il programma definitivo, anche impaginato e graficamente rifinito grazie al lavoro di Francesco Vieri, artista fotografo pratese già passato per digit, che si è prestato –  bontà sua –  a darci una mano per realizzare il manifesto della tappa pratese della nostra manifestazione, eccolo a Voi diviso in due:

L’app contesa: condanna in 1° grado per Facebook

3 Aprile 2017 Tag:, , , , , ,

Facebook condannata in primo grado per violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale. La sentenza dello scorso agosto (ma pubblicata solo a marzo 2017) è stata emessa dal Tribunale di Milano. A citare in giudizio la grande società americana è Business Competence una società della provincia di Milano specializzata in piattaforme digitali, tra le quali Dogalize, social network per amanti di cani e gatti. Facebook, a seguito della sentenza di primo grado, è stata costretta a ritirare la sua applicazione Nearby. Il social ha impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello di Milano che con provvedimento in data 28 Dicembre 2016, ha rigettato l’istanza della piattaforma social di sospensione della provvisoria esecutività della sentenza impugnata. La prima seduta dell’appello è fissata per martedì 4 aprile 2017. Ad oggi quello che si trova sulla piattaforma social su Nearby è poco. Al centro del contendere un algoritmo. Spieghiamo meglio: ciò che sta dietro il funzionamento di due applicazioni che utilizzano la geolocalizzazione dell’utente Facebook per consigliare attività commerciali, ristoranti nelle vicinanze, con tanto di commenti e votazioni degli amici. La risposta che la sentenza deve dare è chi si è inventato quell’algoritmo? In primo grado è stato stabilito che FB quell’algoritmo l’ha copiato.

Diffamazione online. Facciamo chiarezza

16 Gennaio 2017 Tag:

Cerchiamo di fare chiarezza su un tema quanto mai dibattuto. Questa volta ci facciamo aiutare dalla “nostra” avvocata Deborah Bianchi. Il contributo che segue si rivela necessario alla luce di una recente pronunzia della nostra Cassazione che pare avere messo in subbuglio gli ambienti dei giornalisti digitali.
Si tratta della cosiddetta “sentenza Tavecchio” ovvero Cass. 54946/16; depositata lo scorso 27 dicembre 2016 ( che trovate scaricabile in fondo) che condanna il direttore di un giornale online e il giornalista che ha redatto il pezzo per un articolo diffamatorio apparso nelle colonne elettroniche a dispetto del principio giurisprudenziale della “non responsabilità” del direttore per i contenuti caricati dai terzi.
A questo punto, molti si sono interrogati sui limiti della responsabilità del direttore della testata telematica o del gestore di un blog per i commenti postati  sulla piattaforma dagli utenti o anche dai propri giornalisti. Occorre sorvegliare sempre e comunque? Esistono altre alternative alla sorveglianza h24?

Diritto all’oblio #digit16

19 Ottobre 2016 Tag:, , , , , , , , , ,

Il parere degli studenti di scienze della comunicazione:
Si è mai veramente dimenticati in rete? È possibile esercitare il proprio diritto all’oblio? E se si, in che modo?

 

Oggi viviamo nella società dell’informazione, essere connessi ad internet è diventato un aspetto profondamente radicato nella nostra esperienza quotidiana, in quanto ha cambiato il nostro modo di relazionarci con il mondo e con le informazioni, diventate fruibili in qualsiasi momento della giornata.

 

Nonostante la rete sia un archivio dinamico in continuo aggiornamento, ogni contenuto immesso dagli utenti in rete, come un post, una foto o un link, non viene mai dimenticato. Questa peculiarità porta, inevitabilmente, al centro del dibattitto pubblico il tema del diritto all’oblio. Con la locuzione “diritto all’oblio”, si intende una particolare forma di garanzia che prevede la non diffondibilità, senza particolari motivi, di precedenti pregiudizievoli dell’onore di una persona, in particolare i precedenti giudiziari. In sostanza, si tratta del diritto di un individuo ad essere dimenticato, o meglio, a non essere più ricordato per fatti che in passato furono oggetto di cronaca.

Del cyberbullismo e dell’oblio #digit16

22 Settembre 2016 Tag:, , , , , , ,

Un contributo originale e un contributo condiviso da raccogliere, mixare e pubblicare al volo per provare ad informare su una questione delicata e difficile che ci investe in maniera totale come cittadini, come genitori, ma ancora di più come esseri umani meglio se pensanti. Si prova a raccogliere dentro i rigidi steccati di una legge una materia multidisciplinare che andrebbe compresa in profondità prima di essere normata, a nostro avviso. Ma non è il nostro di parere quello che vogliamo riportare, bensì quello ben più autorevole  di Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei media digitali, e di Deborah Bianchi, avvocato ed esperto di rete e diritti applicati al web.