Archivio di Editoria

La Germania sale al terzo posto nella classifica mondiale dei social media

di Redazione | 2 settembre 2010 

Faz Una rilevazione della società com.Score ha accertato che il numero dei visitatori dei social network negli ultimi dodici mesi è aumentato del 23%, toccando quota 945 milioni di visitatori in tutto il mondo.

Anche in Germania questi siti guadagnano popolarità, rileva un sito della FAZ (la Frankfurter Allgemeine Zeitung) precisando che il numero di visitatori è salito a 37,9 milioni nel mese di luglio, il 47% in più rispetto all’anno precedente. Solo negli Stati Uniti e in Cina i social media sono visitati da più persone.

Tuttavia la Germania potrebbe perdere il suo terzo posto in classifica (l’anno scorso occupato dalla Gran Bretagna) a vantaggio della Russia. In Russia i social network hanno registrato nell’ultimo anno una crescita del 74%, arrivando a 35 milioni di visitatori.

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Quotidiani: Wan continua a sbandierare ottimismo, ma anche a livello globale calano diffusione e pubblicità

di Redazione | 2 settembre 2010 

Wan
WAN-IFRA sostiene che un calo dello 0,8% nella diffusione planetaria sarebbe ancora un dato positivo anche comparato alla crescita dell’ 1,3% registrata nel 2008. Ma il meno 17% nei ricavi pubblicitari è sicuramente una brutta notizia, dato il vistoso aumento della perdita rispetto al declino del 5% del 2008 – E nonostante tutto WAN-IFRA spiega che ci sono 1,7 miliardi di persone (circa il 25% della popolazione mondiale adulta) che legge un quotidiano
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Global Newspaper Circulation And Advertising Decline

di Philip M. Stone

(da Followthemedia)

Ogni anno la World Association of Newspapers and Newspaper Publishers (WAN-IFRA) diffonde il suo World Press Trends, che raccoglie l’ analisi dell’ andamento della stampa in 223 paesi, e il ‘titolo’ è stato sostanzialmente sempre lo stesso: a livello globale la diffusione dei quotidiani è cresciuta, soprattutto per i grossi aumenti registrati in India e Cina, mentre in Europa e America del Nord è costantemente in diminuzione.

Per il 2009 però non è andata così, perché, anche se c’ è stata una lieve crescita in Asia, su scala mondiale la diffusione gli introiti pubblicitari sono complessivamente diminuiti.

Data la situazione di crisi economica, WAN-IFRA sostiene comunque che un calo dello 0,8% nella diffusione planetaria sarebbe ancora un dato positivo anche comparato alla crescita del 1,3% registrata nel 2008. Ma il meno 17% nei ricavi pubblicitari è sicuramente una brutta notizia, dato il vistoso aumento della perdita rispetto al declino del 5% del 2008.

E nonostante tutto WAN-IFRA spiega che ci sono 1,7 miliardi di persone – circa il 25% della popolazione mondiale adulta – che legge un quotidiano.

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Torna l’ accordo fra Google e Associated Press

di Redazione | 2 settembre 2010 

Ap

Google e  Associated Press hanno firmato un nuovo accordo di collaborazione che permetterà l’ aggregazione di contenuti dell’ agenzia da parte di Google News.

Le due società – ha precisato AP – lavoreranno in maniera congiunta su vari progetti che hanno come obbiettivo lo sviluppo di nuove forme di distribuzione delle notizie.

Il direttore esecutivo responsabile dei prodotti di Google, Josh Cohen, ha segnalato in un breve post publicato sul blog ufficiale del motore di ricerca che “è stato ampliato il precedente accordo” fra le due aziende, che nel gennaio scorso avevano rotto le relazioni in seguito a grossi problemi sorti nel corso della rinegoziazione del contratto, che risaliva al 2007.

(via 233grados.com)

L’ esplosione dell’ informazione locale in Usa vanifica i progetti di pay wall sull’ online

di Redazione | 1 settembre 2010 

Patch

Mentre i manager dei quotidiani si sono tormentati  per quasi due anni per capire se e come applicare l’ accesso a pagamento ai loro contenuti online, ora, secondo Alan Mutter (Reflexions of a Newsosaur), tutto sta ad indicare che i grandi portali, le emittenti radiotelevisive e le altre aziende di media non hanno nessuna intenzione di chiedere ai lettori di pagare per accedere ai siti locali sempre più ambiziosi che stanno costruendo

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Local news rivals doom publisher pay walls

di Alan D. Mutter

I siti di informazione locale che stanno realizzando Yahoo, AOL, Huffington Post e un numero crescente di altri protagonisti del web sono destinati a distruggere le speranze di molti editori di giornali di far pagare l’ accesso ai propri contenuti online.

Mentre i manager dei quotidiani si sono tormentati  per quasi due anni per capire se e come applicare l’ accesso a pagamento, tutto sta ad indicare che i portali, le emittenti radiotelevisive locali e le altre aziende di media non hanno nessuna intenzione di chiedere a chicchessia di pagare per accedere ai siti locali sempre più ambiziosi che stanno costruendo.

Con un numero sempre più ampio di rispettabili siti locali che diffondono informazioni per costruire traffico destinato agli inserzionisti, i quotidiani semoplicemente non potranno essere in grado di far pagare l’ accesso – specialmente quando i loro articoli nel giro di pochi minuti si potranno consultare gratuitamente su un gran numero di siti concorrenti.

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I grandi quotidiani assenti dai primi dieci siti web Usa

di Redazione | 28 agosto 2010 

comscore Una ricerca di comScore sui primi 50 siti online americani – Il primo gruppo della carta stampata in classifica è il New York Times, al 13° posto, mentre i siti online del Washington Post sono solo al 47° posto
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Fra i primi 10 siti web americani non ci sono quelli dei maggiori quotidiani Usa. Lo ha rilevato uno studio effettuato da ComScore sui primi 50 siti online Usa mostrando che il primo quotidiano in classifica è il New York Times, ma al 13° posto.

Si tratta di uno studio che fotografa la situazione nel giugno scorso e che era molto atteso visto lo sforzo per il potenziamento della propria presenza sul web compiuto negli ultimi mesi da diverse aziende editoriali.

L’ analisi tra l’ altro – osserva Editorsweblog – risulta meno negativa di quanto prevedesse lo stesso rapporto dell’ anno scorso.

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Realtà aumentata: il Suddeutsche Zeitung Magazine ci crede

di Redazione | 26 agosto 2010 

Realtà aumentata

Il Süddeutsche Zeitung Magazine è la prima pubblicazione editoriale di massa a sfruttare la realtà aumentata, cioè la sovrapposizione di livelli informativi [elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati, ecc.] all’esperienza reale di tutti i giorni.

Pierluca Santoro, nel suo blog Il giornalaio, riprende un video in cui viene spiegato con estrema chiarezza come, con l’utilizzo di uno smartphone [ed un'applicazione dedicata liberamente scaricabile], la rivista di carta “si anima” dando vita ad un’arricchimento di informazioni e di sensazioni  davvero straordinario.

“Tra tutte le proposte sin ora sperimentate – rileva Santoro – mi pare assolutamente la più convincente ed interessante sia per i contenuti informativi che per le proposte di comunicazione pubblicitaria.

Il primo pilastro per il processo di convergenza dell’editoria è stato piantato, non ho dubbi”.

Quotidiani: in Usa lieve crescita della pubblicità a partire dal 2014

di Redazione | 26 agosto 2010 

Pubblicità

Secondo una ricerca di VSS il calo degli investimenti pubblicitari sui quotidiani dovrebbe attenuarsi quest’ anno, con una stabilizzazione della situazione nel 2013 e l’ avvio di una nuova crescita all’ inizio del 2014. Ma, con una spesa di soli 36,76 miliardi di dollari quest’ anno, i giornali non potranno raggiungere il tetto di 66,37 miliardi che l’ industria aveva registrato nel 2005

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Il calo degli investimenti pubblicitari sui quotidiani dovrebbe attenuarsi quest’ anno, con una stabilizzazione della situazione nel 2013 e l’ avvio di una nuova crescita all’ inizio del 2014. Ma, con una spesa di soli 36,76 miliardi di dollari quest’ anno, i giornali non potranno raggiungere il tetto di 66,37 miliardi che l’ industria aveva registrato nel 2005.

Le previsioni sono della Veronis Suhler Stevenson, l’ azienda Usa specializzata in informazioni e servizi sull’ economia. La VSS – riporta Editor&publisher – prevede che gli inserzionisti, visto il declino della diffusione della stampa, continueranno a spostare i loro investimenti verso le piattaforme digitali puntando a “target mirati e a un buon ‘ritorno’ degli investimenti”, riflettendo quindi la migrazione dei giovani consumatori verso i media elettronici.

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Giornali “irrilevanti” a partire dal 2022

di Redazione | 26 agosto 2010 

Lettore-giovane

Ross Dawson, un noto consulente mediatico che già nel 2002 aveva previsto la tedenza a quella ‘evoluzione sociale’ che caratterizza gli attuali portali di informazione, ritiene che i dispositivi mobili saranno la prima fonte di in formazione entro i prossimi dieci anni e che la presenza dei giornali sarà “irrilevante” a partire dal 2022.

“Stiamo migrando verso una economia dei media dominata dalle relazioni sociali”, ha osservato Dawson, che prevede un forte abbattimento dei prezzi dei dispositivi come l’ iPad, che dovrebbero arrivare a costare 10 dollari o in molti casi dovrebbero essere regalati.

Secondo l’ esperto, che partecipa oggi a un congresso in Australia sul futuro dei media, la reputazione dei giornalisti sarà sempre più importante in futuro per attirare i lettori.

(Vía TheAustralian.com.au, 233grados.com)

Quotidiani Usa: 100.000 dollari al mese per fare lobbying sul governo

di Redazione | 24 agosto 2010 

NaaNel secondo trimestre di quest’ anno, la Newspaper Association of America (l’ organismo che rappresenta circa 2.000 quotidiani Usa) ha speso 290.000 dollari (228.781 euro) per azioni di lobby nei confronti del governo federale su questioni come il futuro dei media, la privacy e la legislazione diretta a rendere pubbliche le informazioni governative. Lo annuncia un  articolo dell’ Associated Press article pubblicato da Business Week, secondo quanto riporta Sfnblog.

Nel trimestre precedente la spesa era stata di 250.000 dollari, mentre nello stesso trimestre del 2009 la NAA aveva investito 278.000 dollari.

L’ Associazione, in particolare, ha fatto azioni di lobby sul Senato e sulla Camera Usa in relazione a una proposta di legge chiamata “Free Flow of Information Act”, che dovrebbe proteggere i giornalisti in alcuni casi, esentandoli in particolare dall’ obbligo di rivelare le proprie fonti confidenziali, una misura che dovrebbe incoraggiare segnalazioni e denunce alle redazioni.

La NAA  ha ‘lavorato’ anche nei confronti del Future of Media Project, che fa capo alla Federal Communications Commission, che potrebbe influenzare la politica federale sulla proprietà dei media.

Intanto la News Corp. di Rupert Murdoch – secondo la  ricostruzione di Politico – avrebbe versato quest’ anno 1 milione di dollari alla Republican Governors Association di Haley Barbour: un contributo che potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso una aperta identificazione fra la News Corp.  e i repubblicani.

Free press: problemi in Europa ma il modello economico non è in declino

di Redazione | 24 agosto 2010 

Bakker

In Asia e in America latina i quotidiani gratuiti continuano ad andare a gonfie vele e per per quanto riguarda i paesi europei il mercato era talmente competitivo che alcune chiusure erano inevitabili – L’ ultima Newsletter di Piet Bakker dedicata alla free press quotidiana

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Nella sua ultima Newsletter, Piet Bakker segnala come in America Latina e Asia non ci siano segnali di declino, mentre in Europa – osserva – il mercato era talmente competitivo che alcune chiusure erano inevitabili.

Nel 2007 c’ erano in Europa 140 testate con una diffusione di 27 milioni di copie, mentre nel 2010 le testate si erano ridotte a 87 con una diffusione di 19,3 milioni di copie.

Quello che ora rimane – sottolinea Bakker – è una situazione con minori testate per paese (3,6 per ciascun mercato), che è un livello più sano rispetto  a quelli del 2007 e 2008 (4,7 testate per paese).

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