Michael Wolff: ‘Il giornalismo online non può auto-sostenersi’

| 11 aprile 2014 | Tag:, ,

WolffMichael Wolff, giornalista, imprenditore web e media pundit, è noto per non avere peli sulla lingua riguardo a persone, fatti e situazioni dell’odierno ecosistema mediatico.

 
Vale perciò la pena di sintetizzare alcune sue battute, tanto argute quanto provocatorie, riprese dal recente chat con David Carey, dirigente della Hearst Corp.

 

Sul New York Times:
“Hanno avuto un successo costante grazie alle entrate degli abbonamenti online. Però non sarà mai abbastanza per compensare il declino delle inserzioni. Come fa ad andare avanti il New York Times con una redazione da mille persone? Sembra inimmaginabile pensare a un giorno senza il Times, ma non vedo come possa continuare così, a meno che non lo compri Michael Bloomberg”.

 
Su Yahoo:
“Da quanto vedo, l’attuale Yahoo non vale niente. Potrebbero benissimo chiudere. Marissa Mayer non sa nulla del business mediatico. In un’intervista ridicola diceva che le piacevano tanto le riviste. Ha proprio ragione: per gli inserzionisti, le riviste cartacee funzionano meglio di Yahoo”.
Su possibili modelli vincenti per le inserzioni online:
“Sono profondamente pessimista. Mi sembra non sia stato ancora scoperto alcun segreto. Tutto si riduce all’interessante transizione in corso nel mondo della pubblicità. Le inserzioni sono così poco efficaci in ambito digitale, e abbiamo creato un settore incapace di sostenersi da solo”.

 
Sul declino del cartaceo:
“Noi dell’editoria cartacea abbiamo gettato la spugna. Pur se è vero che qui le inserzioni funzionano meglio di ogni altro medium, perchè rappresentano il legame finale con il lettore, ben pochi vogliono ammetterlo. E le agenzie pubblicitarie guadagnano di più in altri settori. Così oggi nessuno sa come creare inserzioni che funzionino sul cartaceo”.

 

Sull’ inarrestabile potere di Rupert Murdoch:
“In un certo senso, ce l’ha fatta. Per risalire dal minimo storico del gruppo, quando ha sfiorato la bancarotta nel 1991, ha dovuto frazionare l’azienda e si è ripreso alla grande. Ho il fondato sospetto che possa comprare il Time Inc. Credo questa sia una delle molte opportnità che ha davanti, qualora dovesse decidere di creare un mega-struttura cartacea ed esserne l’ultimo paladino”.

 

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