Open data: i documenti sull’ ambiente sono già ‘aperti’, basta chiederli

| 15 novembre 2011 |

AlluvioneLsdi e Fnsi hanno messo a punto un modello di domanda che i giornalisti devono utilizzare per chiedere alle amministrazioni e alle aziende pubbliche copie dei documenti relativi a vicende e problemi di carattere ambientale, che devono essere consegnati per legge, senza alcuna discrezionalità – Lo prevede la Convenzione di Aahrus del 1998, a cui l’ Italia ha aderito, che impone alle amministrazioni pubbliche di produrre i documenti relativi a questioni ambientali a qualsiasi cittadino che ne faccia richiesta – Un dossier in occasione della Conferenza nazionale dei Comitati di redazione

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Con la consulenza di un esperto di diritto pubblico, Lsdi e Fnsi hanno messo a punto un modello di domanda che i giornalisti possono utilizzare per chiedere alle amministrazioni e alle aziende pubbliche copie dei documenti relativi a vicende e problemi di carattere ambientale – per indagare, ad esempio, sulle concause dei disastri che ciclicamente si abbattono sul nostro paese. Dati che aziende ed enti pubblici sono tenuti a consegnare per legge, senza alcuna discrezionalità.

In Italia infatti opera dal 1998 la Convenzione di Aahrus, che impone alle amministrazioni pubbliche di produrre i documenti relativi a questioni di carattere ambientale a qualsiasi cittadino che ne faccia richiesta.

Fino al 1998 invece un cittadino poteva ottenere dalla pubblica amministrazione della documentazione solo se riusciva a dimostrare di avere “un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”.

Dopo il seminario sul Data journalism e il movimento Open data (tenuto il 27 ottobre scorso presso la Federazione della stampa per presentare un ebook sull’ argomento), Lsdi e Fnsi hanno realizzato un breve Dossier che viene diffuso in occasione dell’ Assemblea dei Comitati di redazione in programma il 16 ottobre, a cui la Fnsi e Lsdi chiedono di darne la massima diffusione nelle redazioni per informare i giornalisti delle opportunità offerte dalla Convenzione di Aahrus.

L’  utilizzo di un simile strumento può aprire infatti scenari di assoluto interesse per il giornalismo italiano consentendo che, in un campo così delicato come quello ambientale, l’ informazione non si esaurisca nella cronaca (o nella ‘’tv del dolore’’) ma riesca a individuare le cause profonde degli avvenimenti e le misure da prendere, permettendo anche il monitoraggio degli interventi di ricostruzione e ripristino della normalità.

Il dossier comprende, oltre al modello di domanda da inoltrare alle amministrazioni e alle aziende pubbliche, un’ analisi ragionata della Convenzione e una sintesi di una tesi sperimentale di una studentessa calabrese che, per la prima volta in Italia, si è richiamata a quello strumento per ottenere la documentazione su una discarica di rifiuti nella zona di Rossano Calabro e che è riuscita, con un po’ di fatica, a rompere la cortina di opacità dietro cui si nasconde spesso la pubblica amministrazione nel nostro paese.

Nel Dossier vengono infine indicati una serie di strumenti per estrarre dati e interrogare i database.

Il materiale è a disposizione anche delle Associazioni regionali di stampa e degli Ordini dei giornalisti affinché se ne possa dare la più ampia diffusione.

Il dossier è qui

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