Giornalismo: innovazione e resistenze nelle redazioni

| 21 aprile 2011 |

AnsoDirettori, giornalisti ed editori il 29 aprile all’ Università di Milano in un incontro organizzato dall’ Anso con la collaborazione di Ordine dei giornalisti della Lombardia, Master di giornalismo ”Walter Tobagi” e Lsdi

—–

‘Giornalismi e status quo. Come si vive il cambiamento in redazione”. E’ il titolo di un incontro organizzato dall’ Anso – l’ associazione degli editori online – per il pomeriggio del 29 aprile a Milano, col patrocinio dell’ Ordine dei giornalisti della Lombardia e la collaborazione del Master di giornalismo dell’ Università di Milano e di Lsdi.

Al centro dell’ incontro – il cui inizio è fissato per le 15 nella Sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche (Via del Conservatorio, 7) – la questione dell’ innovazione e delle resistenze che essa incontra nelle redazioni, un tema chiave dell’ evoluzione del giornalismo e dell’ editoria contemporanei.

Al dibattito partecipano giornalisti ed esperti del settore, fra cui il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che proprio su questi temi ha avuto nelle scorse settimane con la sua redazione una forte polemica. Con De Bortoli,Vittorio Feltri, direttore di Libero,  Walter Passarini, vicedirettore del Master in giornalismo ”Walter Tobagi”, Luca De Biase, caporedattore di Nova24 (Sole24ore) e animatore della Fondazione <a href , Michele Mancino, vicedirettore di VareseNews.it, una delle più interessanti esperienze di giornalismo online, Guido Romeo, giornalista scientifico di Wired ed esperto di Data journalism, e Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani.

L’ incontro – moderato da Pino Rea, coordinatore di Lsdi – sarà introdotto da Benedetto Liberati, vicepresidente Anso, e Letizia Gonzales, presidente dell’ Ordine dei giornalisti della Lombardia.

”L’ evoluzione del giornalismo e di chi lo pratica – spiega l’ Anso nell’ invito realizzato per l’ occasione (link) – non può prescindere dallo sviluppo dei nuovi media, ma resta forse un pregiudizio verso internet e le sue potenzialità nell’ informazione”. Una resistenza al cambiamento, in nome di una presunta difesa del giornalismo ”classico” della carta stampata che – aggiunge l’ invito – ”nell’ immaginario collettivo ha sempre avuto un’ immagine prestigiosa”.

”Il nodo da sciogliere sarà capire se, nelle redazioni o fuori di esse, tecnologia e tradizione potranno coesistere in maniera paritaria, separate o in una soluzione ibrida. Un confronto fra le diverse scuole di pensiero e le nuove sperimentazioni, nella formazione e nella pratica giornalistica, è sicuramente un primo passo per comprendere che direzione prendere”.

I commenti sono chiusi.