Una Rete per i giornalisti in Rete

| 10 agosto 2010 |

Rete

Lsdi lancia una rubrica fissa – Giornalisti digitali –  dedicata all’ informazione online – L’ obbiettivo è dar vita ad un punto di aggregazione dove confluiscano e prendano corpo – anche organizzativamente – le tematiche professionali (e le richieste di riconoscimento) che investono tutti coloro che – professionisti o no, iscritti all’ albo o meno – fanno giornalismo sul web

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Quando getti un sasso nello stagno, sulla superficie si formano tanti cerchi concentrici che si vanno via via ad ingrandire in modo inversamente  proporzionale alla distanza dal punto in cui il sasso è affondato. Ebbene, noi pensiamo possa essere questa, in estrema sintesi, l’ operazione che vorremmo fare con l’avvio su Lsdi di una rubrica fissa dedicata all’ informazione on line.

Cercare di dar vita ad un punto di aggregazione dove confluiscono e prendono corpo – anche organizzativamente – le tematiche professionali (e le richieste di riconoscimento) che investono tutti coloro che – professionisti o no, iscritti all’ albo o meno – fanno giornalismo on line.

Ad esempio, qualcuno, commentando l’ articolo sulla mercificazione esasperata della produzione di contenuti per la rete, che abbiamo pubblicato l’ altro giorno, ha voluto distinguere – tra coloro che producono contenuti per la rete – i professionisti dai cosiddetti amatoriali. Ebbene, a nostro avviso,  questo tipo di differenza,  purtroppo, e sottolineiamo purtroppo, non esiste.

Nessuna differenza perché i professionisti dell’informazione in Italia non sono considerati tali quando si scrive per la rete, se non da una esigua minoranza di “editori mainstream”, e anche da loro con differenze notevoli nella retribuzione e nell’ assegnazione del lavoro.

Non è certo una novità, né fra gli addetti ai lavori né fra chi si avvicina soltanto adesso al mestiere di giornalista, che molti dei collaboratori di prestigiosi quotidiani cartacei vengono pagati 20 centesimi di euro a modulo, per non parlare di quello che accade nella maggior parte di radio e tv locali.

Quello che manca completamente in rete, fra chi cerca di fare informazione, è un minimo di coordinamento. Mancano le informazioni corrette, sopratutto di ambito sindacale, per evitare che i soliti ignoti si approfittino della buona volontà di tanti…

Ecco, in mezzo a questa palude noi vorremmo offrire un punto di riferimento: innanzitutto perché abbiamo la voglia intanto di raccontare e di dar voce a tutti quelli che si sentono sfruttati, abbandonati, non compresi, sottopagati, inadeguati.

Insieme ai racconti, vogliamo però far tesoro delle nostre e delle altrui esperienze. Cercare di capitalizzare, anche in mezzo a tanti soprusi ,  quello che è stato; per cercare di dare concretezza e regole certe a quello che sarà, il futuro prossimo dell’ informazione on line.

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