Il futuro dell’ informazione nelle mani del giornalismo non-profit

| 5 aprile 2010 |

Ricostruzione

Leonard Downie, autore insieme a Michael Schudson di The Reconstruction of American Journalism, ha ribadito qualche giorno fa in un suo intervento la strategia che è alla base del suo saggio, ripetendo che il sostegno alle testate giornalistiche non-profit è l’ unica strada che può consentire di colmare il vuoto lasciato dal declino dei media tradizionali – Lsdi presenta ora la traduzione integrale in italiano della ricerca di Downie e Schudson, che ha provocato in questi mesi un vastissimo dibattito negli ambienti giornalistici, non solo Usa, e di cui in un  articolo successivo  documentiamo alcune posizioni.

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Il futuro dell’ informazione dipende dalle organizzazioni giornalistiche non-profit. Lo ha ribadito nel suo intervento conclusivo alla Conferenza annuale della Society of American Business Editors and Writers (SABEW) Leonard Downie Jr.

Ex direttore generale e vicepresidente del Washington Post, Downie è autore, insieme a Michael Schudson, docente alla Columbia Graduate School of Journalism, di The reconstruction of American journalism, un saggio di cui Lsdi ha parlato tempo fa (vedi Caduta e ricostruzione del giornalismo americano) e che ora presentiamo qui in traduzione italiana (a cura di Andrea Fama) .

Downie, in particolare, ha analizzato i vari tipi di nuove strutture giornalistiche emerse dal vuoto del declino dei giornali, soffermandosi soprattutto sui modelli non-profit e ribadendo poi le sue raccomandazioni per consentire la sopravvivenza di queste nuove iniziative.

Nel suo intervento (qui sotto il video pubblicato dal sito della Columbia Graduate School of Journalism) Downie ha citato alcune recenti iniziative nel settore.

Partnership fra università e testate giornalistiche professionali.

La Florida International University (nella Florida meridionale) fornisce articoli dei suoi studenti a The Miami Herald, The Palm Beach Post e Sun Sentinel.

Downie ha osservato che i giornalisti professionisti non dovrebbero essere preoccupati perché degli studenti fanno il loro lavoro. “La cosa principale è avere a disposizione una collaborazione sostanziosa”, ha  detto. I giornalisti professionisti possono avere a che fare con tanti lavori diversi, ha aggiunto, perché sono finiti i giorni dei salari dei grandi giornali che venivano dati nella seconda metà del XX secolo”.

Siti locali e aggregatori commerciali

San Diego News Network : pubblica articoli dei suoi giornalisti insieme a contenuti prodotti da giornali, radio e television locali e da blogger, freelance e agenzie di stampa.

Testate indipendenti non profit locali

Voice of San Diego è sostenuto da Fondazioni, inserzioni pubblicitarie, sponsorizzazioni di aziende industriali e contributi da cittadini “membri”.

Siti di informazione iperlocale, sia profit che non-profit, che coprono le periferie. Molti stanno sperimentando la collaborazione fra giornalisti professionali e appassionati o la collaborazione con gli utenti.

Esempi:  New Haven Independent (non-profit) in Connecticut e  New West, un network for-profit di siti web del Montana.

Downie ha detto anche che molte stazioni radio pubbliche stanno pubblicando e raccogliendo informazioni locali, aggiungendo: “Si tratta di inziative che devono crescere ancora un po’ e che devono quindi essere incoraggiate”.

Downie ha ammesso che anche qualche struttura commerciale potrebbe diventare redditizia, anche se – ha detto – sono ancora troppo a livello sperimentale per sapere quali potrebbero funzionare e quali no.

Per questo Downie ha concentrato le sue raccomandazioni soprattutto sull’ informazione giornalistica non-profit: “Il non-profit deve farcela, assolutamente”, ha detto.

Il testo in italiano: Lsdi-Fama-giornalismo-USA

Il testo originale: http://www.cjr.org/reconstruction/the_reconstruction_of_american.php?page=all

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