Cittadine accreditate come reporter in un tribunale canadese

| 27 gennaio 2007 |

Non più “dal nostro inviato speciale” o “dal nostro corrispondente”, bensì “by Citizen correspondent’’, cioè “dal nostro cittadino corrispondente’’.
Tra i 350 giornalisti inviati a seguire il processo per una delle più terribili catene di delitti nella storia canadese— (quello contro Robert Pickton, un allevatore di maiali di 57 anni accusato dell’uccisione di 26 donne a Vancouver, per lo più tossicodipendenti e prostitute)—ci sono anche due giornalisti-cittadini. Si tratta di Pauline VanKoll e Trisha Baptie (nella foto), ex prostitute che seguono il dibattimento per un sito di citizen journalism canadese, Orato. Il quale, rispettando il proprio motto “Storie vere da gente vera”, aveva diffuso una inserzione per la ricerca di “prostitute che potessero aiutarci a seguire il processo Pickton’’. Cioè qualcuno capace di rivivere e ricostruire la vicenda dal di dentro, fornendo quindi “una voce unica e specifica”. Dopo aver risposto via e-mail, e una breve intervista di persona, VanKoll e Baptie hanno ricevuto gli accrediti e ora stanno seguendo il processo in una sala sopra l’aula del tribunale, dove ci sono solo 16 postazioni riservate ai giornalisti.
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