La guerra informatica in Russia si concentra su diritti umani e libertà di espressione

| 3 novembre 2007 |


La rete può essere usata anche contro l’ opposizione democratica – Negli ultimi mesi sono rimasti vittima di cracker numerosi siti internet. Ultimo il portale Human Rights – Un articolo su Osservatorio dei Balcani – Colpiti anche il giornaleKommersant, la stazione radio Echo Moskvy, il server di Memorial, Kasparov.ru, l’ United Civic Front, il National Bolshevik Party (partito del leader dell’opposizione Limonov), e numerosi blogs sul Live Journal

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Un nuovo attacco informatico ha bloccato dal 21 ottobre scorso il sito russo Human Rights in Russia, potale che si occupa di diritti umani nella Federazione russa.

L’attacco al sito ha registrato oltre 200 richieste di accesso al secondo.

Lo denuncia Roberta Bertoli in un articolo sull’ Osservatorio dei Balcani.

Sembra che i diritti umani e la libertà di espressione in Russia siano diventati la nuova frontiera della cyber-guerra. Tra la primavera e l’estate 2007 sono rimasti vittima di attacchi DDoS (Diniego di Servizio) numerosi siti internet: il giornaleKommersant, la stazione radio Echo Moskvy, il server di Memorial, Kasparov.ru, l’United Civic Front, il National Bolshevik Party (partito del leader dell’opposizione Limonov), e numerosi blogs sul Live Journal. Un quadro di siti web che per interessi civili e politici potrebbe essere definito “opposizione”.

Se la libertà della Rete è una minaccia per molti governi, la stessa Rete può essere usata per bloccare la voce dell’opposizione.

Come riportato dal sito internet for Journalism in Extreme Situations – continua l’ autrice – questi cyber attacchi fanno leva su “una vasta rete di computer infettati con del software malevolo – dove i proprietari degli stessi computer spesso non sono consapevoli del loro coinvolgimento – per paralizzare od oscurare i siti web presi di mira”.

Il cyberspazio russo sembra quindi scosso da qualcosa di molto simile a quanto accaduto a maggio in Estonia: attacchi massicci, condotti con botnet molto vaste, in grado di paralizzare server con attacchi DDoS. Mettere in atto un assalto così massiccio richiede competenze, professionalità e anche denaro.

Il testo integrale dell’ articolo su http://www.osservatoriocaucaso.org/article/articleview/8466/1/204/.

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