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Satelliti e frequenze

15 Giugno 2022 Tag:, , , , , , , ,
Torniamo ad occuparci di televisione dopo quindici giorni dal nostro ultimo intervento che ha avuto numerosi riscontri. Lo facciamo per aggiungere alcuni passaggi alla  riflessione precedente. Passaggi utili e urgenti, a nostro avviso, e anche estremamente "moderni" nonostante l'apparecchio per la visione delle immagini a distanza abbia quasi 150 anni di età,  e le prime trasmissioni tv risalgano alla fine degli anni '30:  1937 per la precisione. Con l'avvento della transizione digitale, tra l'altro, come si legge nella definizione di televisione dell'enciclopedia Treccani, la tv si è parecchio rinnovata e adeguata al senso generale di "grande novità" incombente :        
Nel 2002, a seguito dell’avvento della tecnologia digitale, l’Unione Europea ha adottato un quadro normativo unico per tutte le reti e i servizi di comunicazione elettronica, realizzando la convergenza regolamentare di tutti i mezzi di comunicazione, tra i quali sono compresi le telecomunicazioni e la radiotelevisione.   La legge individua i principi generali del sistema radiotelevisivo nazionale, regionale e locale, tenendo in considerazione l’introduzione della tecnologia digitale e il processo di convergenza tra radiotelevisione e altri settori delle comunicazioni interpersonali e di massa, quali le comunicazioni elettroniche, l’editoria, anche elettronica, e

Umani e artificiali (1)

15 Dicembre 2021 Tag:, , , , , , ,
La professoressa Paola Inverardi  insegna informatica all'università dell'Aquila. In quella stessa università  è stata anche rettrice per sei anni dal 2013 al 2019. La dottoressa Inverardi si occupa di una delle questioni centrali della nostra società digitale -  a nostro avviso -  una componente estremamente rilevante nei rapporti sempre più complessi che si vanno sviluppando fra "uomini e macchine". La questione etica. In particolare la professoressa Inverardi assieme ad un nutrito e composito team di ricercatori si occupa di studiare l'etica dei sistemi di software. Al festival "informatici senza frontiere",  svoltosi a Rovereto nell'ottobre scorso,  la dottoressa Inverardi ha tenuto una conferenza su questo tema, dal titolo emblematico: " Sistemi autonomi ed etica delle decisioni nelle interazioni con gli esseri umani". E noi sbobinando il suo intervento, e aggiungendo spunti, nostre note e altre citazioni, vorremmo oggi proprio parlarVi di:  intelligenza artificiale e questione morale.  Ringraziamo dunque gli organizzatori del Festival e la professoressa Inverardi, con cui speriamo di poter presto collaborare direttamente, e Vi invitiamo a leggere e commentare qui e sui nostri account social questo pezzo. ;)       Di oggetti e loro "sentimenti" ci siamo occupati in più di un'occasione,

Musica per vecchi animali

20 Settembre 2020 Tag:, , , , , , , , , , ,
Quale potrebbe essere il brano, la canzone, l'opera, la sinfonia, l'aria leggiadra e sontuosa, per sottolineare la ricerca del luogo dove i vecchi animali vogliono andare a morire?  E cosa ha a che fare questa domanda con il testo di questo articolo, che sarà dedicato al giornalismo e ad alcune pratiche in uso nel mondo del giornalismo, perlopiù nostrano? Ce lo siamo chiesti anche noi mentre scrivevamo, e abbiamo pensato che  forse l'immagine di un vecchio animale che cerca un posto dove andare a morire ben si adatta al giornalismo, o meglio alla macchina giornalistico/imprenditoriale del nostro Paese. Il testo e poi il film di Stefano Benni, sono ancora ben impressi nella nostra memoria. Il peregrinare lieve di un magico Dario Fò e le sue disavventure fanta-politiche in un'universo distopico e surreale, assieme ad una adolescente ribelle e ad una ciurma di improbabili post apocalittici eroi "lumbard", sono lo sfondo ideale per raccontarVi alcuni fatti ugualmente apocalittici e surreali che stanno avvenendo nel mondo del giornalismo italico. Il primo fatto riguarda le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. In un'atmosfera cupa e glaciale, resa ancor più rigida dagli effetti

Il passato non è passato

5 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Ci sono questioni non rinviabili. La questione giornalistica è certamente una di queste. E non lo diciamo perché proprio qui,  sulle nostre colonne,  si discute per la maggior parte del tempo proprio di giornalisti e giornalismo. Lo diciamo per provare a rifondare del tutto,  il nostro lavoro futuro sul giornalismo,  e speriamo anche il lavoro di molti altri sul tema; in particolare il lavoro   di coloro che si occupano di libertà e diritti, in quest'epoca purtroppo buia, del nostro tempo attuale. Rifondare il lavoro giornalistico, significa molte cose. Nel nostro tempo, molte di più di quelle necessarie in epoche neanche troppo distanti dall'attuale, e che però oggi ci sembrano davvero remote. Molte delle cose necessarie per rifondare il giornalismo le discutiamo con regolarità da queste parti. Molti spunti per cambiare l'orientamento, li proviamo a diffondere da anni, attraverso i contributi qui riportati. Quest'oggi e in questo post che inaugura un nuovo anno di lavoro e di studio, vorremmo aggiungere altra linfa a queste narrazioni,  prendendo a prestito uno scritto di uno dei nostri fondatori e mentori: Raffaele Fiengo. Il grande giornalista e scrittore che ha proposto e ottenuto, assieme a Pino Rea

Il datismo (terza e ultima parte)

6 Gennaio 2019 Tag:, , , , , , , , , , , ,
" La narrazione non è il male. E' vitale. Senza storie accettate da tutti su cose come il denaro, gli stati o le società per azioni, nessuna società umana complessa può funzionare. Non possiamo giocare a calcio a meno che ciascuno creda nelle stesse regole predefinite, e non possiamo godere dei benefici dei mercati e dei tribunali senza storie altrettanto inventate. Ma le storie sono soltanto strumenti. Non dovrebbero diventare i nostri obiettivi o i nostri parametri di riferimento. Quando dimentichiamo che si tratta solo di finzione, perdiamo il contatto con la realtà. Allora diamo inizio a guerre "per far guadagnare soldi all'azienda" o "per proteggere l'interesse nazionale". Le aziende, il denaro e le nazioni esistono soltanto nella nostra immaginazione. Le abbiamo inventate perchè ci servissero; perchè ci troviamo nella condizione di sacrificare le nostre vite al loro servizio?     Nel XXI secolo creeremo narrazioni più potenti e religioni più totalitarie che in qualsiasi epoca precedente. Con l'aiuto della biotecnologia e degli algoritmi digitali queste religioni non soltanto controlleranno la nostra esistenza minuto per minuto, ma saranno in grado di  modellare i nostri corpi, cervelli e menti, e di creare interi mondi virtuali che includono