errore

Matematici non informatici

23 Marzo 2022 Tag:, , , , , ,
Da quando abbiamo reso il mondo un posto calcolabile alcuni - diremmo i più - si sono convinti che il genere umano per progredire abbia bisogno di informatici, meglio di programmatori. I “developers” -  gli sviluppatori - merce preziosa e richiestissima dalle OTT. Persone che scrivono e testano i codici. Qualcuno direbbe gli algoritmi. Persone in grado di ampliare e rendere sempre più sofisticata la nostra “percezione digitale” del mondo. Qui a bottega non siamo  convinti che la strada da percorrere debba essere per forza questa.  Motivo che ci spinge, facendoci - come sempre -  “aiutare” dai contributi di scrittori, pensatori, giornalisti e scienziati, "illustri",  a provare ad abbozzare un ragionamento diverso. Una riflessione che parte dal concetto di errore. Treccani docet:         
1. Si chiama ERRORE il fatto di allontanarsi, col pensiero o con l’azione, dal bene, dal vero o da ciò che conviene; viene detto errore un peccato, una colpa (scontare i propri errori; un e. di gioventù), 2. oppure un’opinione o un’affermazione contrarie al vero (sei in e. se la pensi così; e. di ragionamento; sono errori di concetto, non di forma), 3. oppure tutto ciò che contrasta con le regole

Utopia oppure la strada per

10 Settembre 2021 Tag:, , , , , , , ,
Parafrasando un capolavoro del rock degli anni '70 che si chiamava proprio "Road to utopia" di Todd Rundgren, proviamo a proseguire nella nostra ricerca sulle parole più o meno usate nei "discorsi" dei contemporanei, e sul loro senso odierno e moderno, iniziata la scorsa settimana. Certamente utopia e' oggi un termine piuttosto raro, desueto, quasi del tutto scomparso dai nostri scritti e dal nostro eloquio. Un tema ricorrente anni fa, e molto presente in documenti, articoli e libri, sin dall'antichità. La ricerca dell'Arcadia, luogo utopico e perfetto, ha riempito tomi su tomi e  rappresenta molto bene il concetto da cui traiamo ispirazione oggi. Fra le numerosissime opere letterarie che la raccontano al meglio, citiamo, una su tutte, il capolavoro di Marquez: "Cent'anni di solitudine", dove il luogo utopico si chiama Macondo e dove a chiamarsi Arcadia - Arcady -  è il protagonista  del romanzo,  che di cognome fa Buendia. Di racconto in racconto, di rappresentazione in rappresentazione, negli ultimi decenni, il termine,  e soprattutto la tensione sociale che ci spingeva - da sempre -   a metterci alla ricerca delle "nostre utopie", sono sparite dalle nostre priorità, risucchiate da tecnicismi e neologismi